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Guide turistiche, ecco la riforma contro l’abusivismo

da | 12 Dic 2023 | Leggi e regolamenti, Turismo

Ok dalla Camera alla riforma con 139 favorevoli e nessun contrario. Le novità

Via libera della Camera alla riforma della professione per le guide turistiche, già approvata dal Senato. Alla seduta di giovedì 7 dicembre la riforma è passata con 139 favorevoli, 80 astenuti e nessun contrario. Il Ministro del Turismo, Daniela Santanchè: “Dobbiamo essere orgogliosi di aver raggiunto questo importante traguardo”.

Esame di abilitazione e iscrizione nell’elenco nazionale

La legge prevede numerose novità per quanto riguarda l’esercizio della professione. Tutti i punti che valorizzano la professione delle guide turistiche e contrastano l’abusivismo. Dopo aver definito l’oggetto della professione, la riforma si focalizza sui requisiti per poter svolgere la professione: il superamento dell’esame di abilitazione o il riconoscimento della qualifica professionale conseguita all’estero, l’iscrizione nell’elenco nazionale e la copertura assicurativa a garanzia della responsabilità civile professionale.

Le materie dell’esame di abilitazione

L’esame di abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica è indetto dal Ministero del turismo, con cadenza almeno annuale. È prevista una prova scritta, una prova orale e una tecnico pratica. Le materie sulle quali sono basate le prove sono: storia dell’arte, geografia, storia, archeologia, diritto del turismo e accessibilità e inclusività dell’offerta turistica.

I requisiti per poter partecipare all’esame

Per poter partecipare all’esame sono necessari i seguenti requisiti: la maggiore età, essere cittadino italiano o di Stati membri dell’Unione europea o, se cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea, essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di immigrazione e di lavoro; godere dei diritti civili e politici; non aver subìto condanne con sentenze passate in giudicato o in applicazione della pena su richiesta delle parti per reato doloso, per il quale la legge preveda la pena della reclusione o dell’arresto; non avere riportato condanne, anche con sentenze non definitive o in applicazione della pena su richiesta delle parti, per reati commessi con abuso di una professione o con violazione dei doveri a essi inerenti, che comportino l’interdizione o la sospensione; aver conseguito una laurea triennale o una laurea specialistica, magistrale o del vecchio ordinamento.

Necessarie le certificazioni linguistiche

Tra i requisiti ci sono però anche le certificazioni linguistiche che attestino la conoscenza di almeno due lingue: una di livello C1 e l’altra almeno di livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento. Le certificazioni devono essere rilasciate da enti certificatori formalmente riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. I cittadini di un altro Stato appartenente o no all’Unione europea devono aver conseguito una certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello C1 del Quadro comune europeo di riferimento, rilasciata da enti certificatori riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Resta per tutti l’accertamento delle competenze linguistiche in sede di esame di abilitazione.

Via all’elenco nazionale

Altra novità riguarda l’istituzione dell’elenco nazionale delle guide turistiche. A questo elenco devono essere iscritti coloro che hanno superato l’esame di abilitazione o che hanno ottenuto il riconoscimento della qualifica professionale, ma anche coloro già abilitati all’esercizio della professione all’entrata in vigore della legge. Nell’elenco saranno indicate le generalità degli iscritti, il numero di iscrizione, la data di abilitazione, le eventuali specializzazioni con la relativa data di conseguimento e le lingue straniere per le quali è stata conseguita l’abilitazione. Agli iscritti sarà rilasciato un apposito tesserino dal Ministero del Turismo.

Ok alle specializzazioni

Le guide turistiche iscritte all’elenco possono anche acquisire delle specializzazioni territoriali e tematiche, anche in merito di turismo accessibile e inclusivo. I corsi dureranno un minimo di cinquanta ore e permettono alle guide di iscriversi in apposite sezioni dell’elenco. Inoltre, sarà anche disponibile un codice ATECO. Le norme per essere pienamente operative necessitano dell’approvazione dei decreti attuativi per poi essere pubblicate in Gazzetta.

Santanchè: “Orgogliosi di questo importante traguardo”

Commenta il ministro del Turismo, Daniela Santanchè: “Dobbiamo essere orgogliosi di aver raggiunto questo importante traguardo, reso possibile anche grazie alla fondamentale collaborazione che il Ministero ha avviato nei mesi scorsi con le associazioni delle guide turistiche, che ci ha portati a trovare una sintesi efficace sulla disciplina, dimostrando – una volta di più – come solo con il gioco di squadra si possano raggiungere grandi risultati”.

Ordinamento professionale univoco e standard dei livelli

Prosegue la Santanchè: “Considerando l’attuale frammentazione regionale, era necessario definire un ordinamento professionale univoco e uno standard omogeneo dei livelli prestazionali, nonché uno strumento di contrasto all’abusivismo, per quella categoria di operatori che rappresentano la colonna portante e il biglietto da visita per chi viene in Italia. Sono consapevole che, come accade in occasione di ogni cambiamento, anche questa riforma attirerà delle polemiche su di sé; è giusto che sia così, ma si trattava di un passaggio necessario per rivolgere la dovuta attenzione a una figura che non era mai stata valorizzata tanto quanto adesso. Ricordiamoci, soprattutto, che parliamo di una legge attesa da oltre dieci anni”.

Gerli: “Legge necessaria per contrastare l’abusivismo”

Si esprime con soddisfazione anche Valeria Gerli, presidente di Confguide, la Federazione nazionale delle guide turistiche di Confcommercio: “Giunge finalmente al termine un lungo iter durato dieci anni, durante i quali Confguide ha lavorato duramente, assieme a Confcommercio Professioni, per ottenere un provvedimento in linea con le esigenze della categoria”. La Gerli sottolinea che si tratta di “una legge assolutamente necessaria per contrastare l’abusivismo, garantire il lavoro alla categoria, dare accesso alla professione in modo legittimo a nuove guide turistiche”. Il presidente di Confguide aggiunge: “Resta la preoccupazione per le deroghe al possesso dell’abilitazione in alcuni casi particolari, le attività svolte da remoto, a titolo accessorio e didattiche”.

Guida turistica come figura professionale riconosciuta

In merito ai decreti attuati commenta la Gerli: “Ci aspettiamo ora di essere coinvolti, perché da questi decreti discendono vincoli e opportunità nell’attuazione concreta della norma”. Infine, conclude: “Dopo dieci anni abbiamo finalmente una norma dedicata alla categoria, un risultato da condividere con gli organi direttivi che in questi anni hanno guidato la Federazione. Puntiamo ora a ottenere il riconoscimento della guida turistica come figura professionale e del suo ruolo dalle istituzioni, dagli operatori della filiera, dai clienti, dal mondo della cultura e dalla società civile. Quindi, come figura centrale nella valorizzazione, spiegazione, comprensione, divulgazione corretta, accesso alla conoscenza del patrimonio culturale italiano per farlo capire, apprezzare e rispettare.

Immagine in evidenza: foto d’archivio.

 

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