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La Germania rivuole indietro il Discobolo: no di Sangiuliano

da | 4 Dic 2023 | Arte e Cultura

Il museo di Monaco di Baviera rivendica la proprietà della scultura antica che fu acquistata da Adolf Hitler nel 1938 per 5 milioni di lire. Il ministro Sangiuliano: “Assurdo, è parte del nostro patrimonio”

Scoppia il caso tra Italia e Germania, dopo la pretesa, avanzata dai vertici del Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek di Monaco, di riavere indietro il Discobolo Lancellotti, la più preziosa copia romana in marmo del II secolo dopo Cristo del bronzo di Mirone, esposta a Roma a Palazzo Massimo, sede del Museo Nazionale Romano.
Per l’Italia si tratta di un’opera d’arte trafugata. Regolare acquisto, invece, per i tedeschi che lo reclamano.

La storia dell’opera

La scultura fu venduta alla Germania nazista per volere di Benito Mussolini, nonostante la strenua resistenza opposta dall’allora ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai.
Adolf Hitler rimase colpito dalla statua durante la sua visita a Roma nel maggio 1938: era già da tempo l’emblema dell’estetica nazista, la regista Leni Riefenstahl trasformò il Discobolo nell’ideale ariano nel suo documentario «Olympia» dedicato alle Olimpiadi di Berlino del 1936.
La statua venne pagata 5 milioni di lire e consegnata ad Hitler che ne fece dono, per l’appunto, alla Gliptoteca di Monaco di Baviera, dove vi rimase per appena dieci anni, fino al 16 novembre 1948 quando il ministro plenipotenziario Rodolfo Siviero riuscì a inserirla nella lunga lista delle opere d’arte illegalmente trasportate nella Germania nazista e che rientrarono nel nostro Paese.

La lettera alla Germania e la replica di Knauß

Stando a quanto riportato da il Corriere, a riaccendere la polemica sarebbe stata una lettera inviata dal direttore del Museo Nazionale Romano Stéphan Verger a quello della Gliptoteca di Monaco di Baviera Florian Knauß per ottenere la restituzione della base marmorea del Discobolo Lancellotti che fu ritrovata nel 1781 sull’Esquilino e che si trova ancora in Germania.
Nella sua risposta Florian S. Knauß non solo nega la restituzione della base settecentesca ma scrive: “Non sono nella condizione di abbandonare la nostra rivendicazione legale di una restituzione del Discobolo al nostro museo. La scultura venne legalmente acquistata dallo Stato Tedesco dopo essere stata offerta al Metropolitan Museum di New York. Le istituzioni italiane al potere in quel momento furono d’accordo con l’esportazione. Non è stato nemmeno un ‘regalo’ a Adolf Hitler. Il rimpatrio in Italia ha violato la legge, secondo l’opinione legale dello stato bavarese e del nostro museo”.

Sangiuliano ‘Proposta irricevibile’

“Devono passare sul mio cadavere”, replica senza troppi giri di parole il ministro della Cultura. “La richiesta della Gliptoteca di Monaco di riavere il Discobolo è tanto assurda quanto irricevibile. Era vincolato e fu esportato illecitamente per effetto di un patto scellerato tra nazisti e fascisti” fa sapere Sangiuliano dal suo profilo Instagram.
“L’opera deve assolutamente restare in Italia perché è patrimonio della Nazione”, prosegue: “spero ci venga restituita la base settecentesca”. “Penso che la ministra federale della Cultura, Claudia Roth, non sappia nulla di questa storia, e sono certo che la collaborazione tra Germania e Italia, già ottima in tanti campi, migliori ancora in futuro anche in quello culturale”, conclude il ministro.

 

 

 

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