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Mic.Riorganizzazione rete musei. Autonomia gestionale per altri 17 siti culturali

da | 30 Lug 2023 | Arte e Cultura, Istituzioni

Il Dpcm recante “modifiche al Regolamento di organizzazione del Ministero della cultura di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2019, n. 169” ha avuto il via libera dal CdM per attuare la riorganizzazione del sistema museale statale. Precedentemente, il Regolamento aveva ottenuto il parere favorevole da parte del Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici. Ora, la bozza preliminare dello schema di decreto sarà inviata al Consiglio di Stato per il parere prima dell’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri, poi il parere delle competenti commissioni parlamentari, e infine la registrazione della Corte dei Conti.
Sale così da 44 a 60 il numero dei musei, parchi archeologici e altri siti culturali che hanno autonomia gestionale; tre di questi salgono al livello di dirigenza generale ( musei di prima fascia): Musei Reali di Torino, il Museo archeologico nazionale di Napoli e la Galleria dell’Accademia–Musei del Bargello di Firenze (questi ultimi accorpati in un unico istituto). Vengono istituiti 17 nuovi istituti di livello dirigenziale non generale (seconda fascia).

I diciassette nuovi istituti di livello non generale

Sono: Residenze reali sabaude; Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna; Musei nazionali di Ferrara; Musei nazionali di Ravenna; Museo archeologico nazionale di Firenze; Ville e residenze monumentali fiorentine; Musei nazionali di Pisa; Musei nazionali di Lucca; Parchi archeologici della Maremma; Pantheon e Castel Sant’Angelo; Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii; Ville monumentali della Tuscia; Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti; Musei nazionali del Vomero; Musei e parchi archeologici di Capri; Castello Svevo di Bari; Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa.
Inoltre, la Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini, già dotato di autonomia speciale, passa dalla competenza della Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore a quella della Direzione generale Musei.
“L’autonomia concessa ad alcuni grandi musei è una scelta operativa che consente di elevarne la qualità e la fruibilità. Essere autonomi significa avere una gestione manageriale che permette decisioni rapide nell’ottica della tutela e della promozione delle strutture. Con questo provvedimento si riconosce, inoltre, il valore di grandi siti culturali italiani che, di fatto, per l’importanza delle collezioni e delle opere custodite, si sono già conquistati un grande rilievo sul campo”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“L’inserimento dei musei reali di Torino tra quelli di prima fascia è un risultato importante per cui ringrazio il governo e in particolare il ministro Sangiuliano. Con questo riconoscimento Torino si conferma meta culturale e turistica e di primo livello e potrà continuare a crescere con l’obiettivo di portare sempre più persone a visitare le bellezze architettoniche, culturali e paesaggistiche del nostro territorio” ha commentato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
Positivo sulla riorganizzazione anche il sindaco di Firenze Dario Nardella ha riconosciuto: “È apprezzabile la decisione del ministro della cultura di confermare la Galleria degli Uffizi come museo autonomo nazionale e, soprattutto, di unificare il Museo dell’Accademia e il Museo del Bargello con uguale riconoscimento di autonomia nazionale e con un livello dirigenziale generale. Questo quadro consente alla città di Firenze di giocare un ruolo di primo piano nella promozione del patrimonio museale del nostro Paese. Il Comune di Firenze, come sempre, garantirà piena collaborazione con questi enti”.

Ritirato l’emendamento al decreto Pa per la riorganizzazione del MiC anche in dipartimenti

“Spiace, perché poteva essere una razionalizzazione del ministero di cui proprio i musei potevano avvantaggiarsi”. E’ il commento, all’Adnkronos, del direttore generale Musei Massimo Osanna, “Si sarebbe potuto creare un dipartimento delle arti e della valorizzazione, che poteva avere all’interno, oltre ai musei, l’arte contemporanea, la valorizzazione del patrimonio, la ricerca, quindi rendere molto più forte il nostro sistema museale nazionale – spiega Osanna – Questo, dal mio punto di vista, è un peccato”.

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