Turismo: trend in crescita, gli italiani sono primi in Europa 

da | 23 Mar 2023 | Turismo

Secondo i risultati emersi dalla terza edizione dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours, la voglia di viaggiare è in forte aumento e in particolare modo tra gli italiani. Infatti sulla base delle ricerche effettuate, si registra un trend crescente delle partenze, in recupero rispetto al calo dovuto alla pandemia (89% quest’anno rispetto all’85% nel 2022). In particolare modo la propensione degli italiani a mantenere o incrementare la frequenza dei propri viaggi è maggiore rispetto agli altri principali Paesi europei.

La ricerca

La terza edizione dell’Osservatorio presenta novità per quanto riguarda il panel di viaggiatori, esteso a Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Oltre 5mila i partecipanti hanno fornito un quadro delle abitudini e dei driver alla base delle scelte dei viaggiatori nel Paese e in Europa. Inoltre, dato l’attuale contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e il conseguente aumento generale dei prezzi, l’Osservatorio ha esaminato come le aspettative di riduzione del potere d’acquisto influenzino le scelte di viaggio. “L’edizione di quest’anno – commenta Claudio d’Angelo, Transportation Market Segment Leader di EY in Italia – indaga come le abitudini dei viaggiatori si stiano trasformando. Abbiamo delineato potenzialmente quali saranno i principali trend di viaggio nel futuro. In particolare, i comportamenti attesi e le preferenze della Generazione Z forniscono indicazioni con trend emergenti quali l’interesse a unire vacanze e lavoro nello stesso viaggio e fruire di esperienze digitali personalizzate. La sostenibilità ambientale, che ormai si consolida come un fattore importante secondo il 50% dei viaggiatori, in prospettiva avrà un ruolo ancora più determinante”.

Italia seconda metà preferita

I dati dell’Osservatorio testimoniano come i viaggi di vacanza siano in aumento con un ulteriore recupero rispetto al calo dovuto alla pandemia. A questo proposito, l’89% dei partecipanti ha in piano almeno un viaggio di vacanza nel 2023, dato migliorativo rispetto al 2022 (85%). L’Italia presenta inoltre la più alta percentuale di viaggiatori in Europa (88%) che incrementerà o non limiterà i viaggi nel 2023. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, l’aereo è più utilizzato nel Regno Unito e in Spagna mentre l’Italia è al primo posto per l’uso del treno.
Guardando all’estero, 3 persone su 5 prevedono di viaggiare in un Paese estero in Europa e circa il 20% oltre i confini europei. La Spagna è indicata come la meta preferita tra le destinazioni di viaggio europee del 2023, seguita da Italia e Francia.

Attenzione alla spesa

Guardando al futuro, è stata misurata una maggiore propensione implicita al risparmio rispetto all’orientamento alla spesa. Il 66% del campione è propenso a cambiare le proprie abitudini di viaggio qualora si verificasse una riduzione del proprio potere di acquisto, con una preferenza a diminuire il numero o la durata dei viaggi piuttosto che sacrificarne la qualità e il comfort. Tuttavia, il 19% del campione non rinuncerebbe ai propri viaggi a costo di sacrificare altre voci di spesa. È stata poi rilevata poi una particolare preoccupazione per l’impatto ambientale. In termini economici, 6 persone su 10 pagherebbero costi aggiuntivi per compensare le emissioni di CO2. Anche se, quando si tratta di comportamenti effettivi, i viaggiatori bilanciano la sostenibilità con altri driver di scelta, come il prezzo e la durata complessiva. I risultati suggeriscono che in futuro la sostenibilità avrà un ruolo maggiore, trainata dalla crescente motivazione delle generazioni più giovani.

Diversi profili di viaggiatori

L’edizione di quest’anno dell’Osservatorio ha delineato 8 profili di viaggiatori che in parte confermano le tendenze riscontrate nelle precedenti edizioni: gli Environment Concerned sono particolarmente sensibili ai viaggi sostenibili, i Virtual Meeting Fans prevedono di limitare i viaggi di vacanza e di lavoro, gli Hypertravellers intendono aumentare ulteriormente i viaggi e chiedono esperienze personalizzate. I profili che durante la pandemia erano ansiosi di riprendere a viaggiare si sono evoluti in Serial Vacationers e Experience Seekers. All’opposto si collocano i Reluctant Travelers. Altri profili incarnano trend emergenti: le scelte degli Inflation Concerned sono guidate dalla riduzione del potere d’acquisto, mentre i Young Price Seekers sono Gen Z e Millennials interessati a combinare lavoro e vacanza e a trovare soluzioni di viaggio convenienti in linea con il loro budget.

La generazione Z

In particolare dall’Osservatorio emerge come la Generazione Z viaggi più della media e sia quella più propensa a viaggiare all’estero. Il confronto con le altre generazioni consente di fornire alcune indicazioni sui principali trend di viaggio anche in ottica futura. I viaggiatori della Generazione Z, infatti, sono più influenzati dalla sostenibilità nelle loro scelte di viaggio, desiderano maggiori informazioni sulle opzioni di viaggio sostenibili e sono più disposti a pagare un extra costo per compensare le emissioni. Questi soggetti si aspettano esperienze digitali “one click” oltre a una connettività costante durante il viaggio. Sono due volte più interessati rispetto alla media a combinare lavoro e vacanza quando viaggiano e ad abbonarsi a servizi premium.