Passaporti, tempi lunghi per rilasci e rinnovi. Danni alle agenzie per 180 mln

da | 15 Mar 2023 | Turismo

A causa del ritardo passaporti saltano 100 mila viaggi organizzati con circa 180 milioni di euro di mancate vendite per il sistema italiano delle agenzie di viaggio e con gravi danni per i viaggiatori.  È quanto emerge da un report commissionato all’Istituto di Ricerca IRCM da Vamonos Vacanze, tour operator italiano specializzato in vacanze di gruppo.
“Si tratta, in primo luogo, di un disservizio per la cittadinanza: il passaporto non serve solo per andare in vacanza, ma anche per ricongiungimenti familiari, lavoro, per i figli che non lo possiedono. Insomma, non è solo una questione di business, ma anche di diritto alla libertà di movimento fuori dai confini europei. È però innegabile che il problema abbia un grave riflesso anche sul mondo del turismo organizzato, proprio nell’anno della ripartenza dopo il lungo stop imposto dalla pandemia dove l’Italia è stato l’ultimo paese d’Europa a eliminare le restrizioni ai viaggi” commenta il presidente di Assoviaggi Gianni Rebecchi.

I danni per le agenzie

Le ultime stime su un fenomeno che persiste ormai da mesi evidenziano che sette viaggiatori su dieci hanno visto lievitare a sei settimane (69% del campione intervistato) il tempo necessario per ottenere un appuntamento per il rilascio del passaporto. Sono perciò saltati in media 11,4 viaggi per ciascuna agenzia, a un prezzo medio di 1.800 euro a viaggio (trattandosi di viaggi fuori dall’Unione europea, quindi mediamente di lunga tratta).
Complessivamente ciascuna agenzia ha accusato mediamente 20.520 euro di vendite non effettuate. Ma per le grandi OTA (Online Travel Agency) il danno è stato maggiore: “la media è di 65 viaggi in fumo per circa 116.656 euro di vendite non effettuate per ciascun operatore” sottolineano gli specialisti della piattaforma Vamonos-Vacanze.it.

I tempi di attesa

Si sperava che il mese di febbraio segnasse il culmine dell’emergenza passaporti, ma i ritardi si stanno perpetuando anche in marzo.
Difficile trovare nel sistema di prenotazioni on line date ravvicinate disponibili. In Abruzzo si riscontrano attese di 8-10 mesi, in Sardegna ci vogliono dai 4 ai 7 mesi. Non va meglio in Piemonte (4-6 mesi), Liguria (4-5 mesi) e Veneto (3-4 mesi).
Fto-Confcommercio, l’associazione dei Tour Operator, ha registrato alcune tra le situazioni più complesse: a Prato, ad esempio, conviene organizzarsi per le vacanze di Natale, dato che il primo “slot” è solo il prossimo 13 dicembre. A Udine e a Napoli occorre attendere fino alla prima settimana di agosto.
A Roma la situazione è migliore con la prima data disponibile al 3 aprile, mentre a Bologna e Torino non è possibile neanche fissare un appuntamento. Spesso i server per le prenotazioni sono in “manutenzione” oppure “il sito apre alle 8, ma tempo di aggiornare la pagina e già non ci sono più posti”, lamentano gli utenti sui social.
Secondo i dati raccolti da Fiavet, i tempi di rilascio vengono rispettati solo se viene contestualmente presentato un biglietto aereo o una lettera di impegno e comunque il rischio di affrontare code nelle questure è sempre molto alto.

Le cause dei ritardi

I ritardi sono dovuti principalmente al boom di richieste nel dopo pandemia di Covid, agli effetti della Brexit (vista la necessità di viaggiare muniti di passaporto anche per accedere in Gran Bretagna), ai problemi della Zecca di Stato per la produzione dei libretti color vinaccia e alla carenza di personale nelle questure, sottolinea Stefano Paoloni, segretario del Sindacato autonomo di polizia (Sap).
Queste cause sono ancora più sentite nelle città con maggiore popolazione ma soprattutto con il maggior numero di attività produttive: è per questo un fenomeno più visibile al Nord e nel Centro Italia.
Le questure di tutta Italia si stanno attivando per aumentare l’attività lavorativa, mettendo a disposizione più personale e soprattutto, in alcuni casi, aprire gli uffici anche nei giorni festivi, il sabato e la domenica, come hanno fatto a Monza e a Mantova. Ma, neanche gli Open day negli Uffici Passaporto hanno risolto il problema riecheggiato perfino in Parlamento.

Piantedosi e Santanchè “Lavoriamo per risolvere il ritardo”

“Confido che già dalle prossime settimane avremo un alleggerimento del carico”. Aveva dichiarato a fine gennaio il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al programma Tg4 ‘Diario del giorno’ su Rete 4. “Stiamo lavorando. Dopo il Covid c’è stata un’esplosione di richieste con la ripresa dei viaggi: nel 2022 ne sono stati rilasciati 1,8 milioni. Puntiamo su aperture straordinarie, intensificazione degli appuntamenti e postazioni più performanti”.
Sul problema delle lungaggini nel rilascio dei passaporti si era espressa anche Daniela Santanchè, ministro del Turismo: “Ci dobbiamo assolutamente muovere perché, come dice la legge, il passaporto deve essere rilasciato in 15 giorni”, affermava agli inizi di febbraio.
Ma, nonostante l’intervento di ben due ministri per cercare di sbloccare la situazione, i tempi per ottenere o rinnovare il passaporto sono ancora molto lunghi. Difficile, in queste condizioni, programmare una vacanza per il primo grande appuntamento della stagione: le festività di Pasqua.