Pompei, alla Villa di Poppea ad Oplontis esposti reperti inediti

da | 18 Gen 2023 | Archeologia, Arte e Cultura

Nella villa di Poppea ad Oplontis, area sub-urbana della Pompei romana, sono stati reinseriti reperti originari e statue mai esposti in precedenza sul sito. Un iniziativa di Museo diffuso permanente che permette di narrare, custodire e promuovere il patrimonio statuario di Oplontis.
In passato in esposizione presso Palazzo Criscuolo di Torre Annunziata – nata sulle rovine della vecchia Oplontis – i reperti sono parzialmente originari dei depositi del Parco Archeologico di Pompei. Le opere hanno una nuova collocazione in alcune aree della villa, offrendo un’inaspettata vista nei delicati contrasti. Oltre all’invito a un nuovo percorso espositivo, siamo di fronte a una proposta a lasciarsi trasportare dalle emozioni che la visione di tanta magnificenza suscita.
Sono 15 i reperti inseriti, tra cui un grande cratere in marmo pentelico a bassorilievi e grandi statue, ad avviare il percorso espositivo. La Nike, l’Artemide e l’Efebo, e poi il busto di Eracle, il bambino con l’oca, una testa di Afrodite e ritratti di bambini. A questi reperti già collocati si uniranno i centauri e il gruppo scultoreo del satiro con Ermafrodito.
“Riportare questi reperti nel luogo originario di provenienza è stata un’operazione di tutela finalizzata a garantirne un’adeguata conservazione in ambienti monitorati, da un punto di vista della sicurezza e delle condizioni conservative. Ma anche di valorizzazione sia delle opere sia della villa in quanto l’esposizione in loco consente un racconto diretto e suggestivo del contesto reale”, afferma il direttore Gabriel Zuchtriegel.
La Villa di Poppea era chiamata anche Villa A, per differenziarla dalla Villa B ritrovata nella stessa zona. Si tratta una delle principali ville d’otium della costa del Golfo di Napoli. Per la maestosità dell’impianto e la lussuosità degli apparati ornamentali la Villa A, dove è presente un’anfora in cui è citato il nome di Poppea, è attribuita alla seconda moglie di Nerone.
Tra le diverse ville vesuviane questa è la sola che dà la possibilità di ricostruire, in base agli scavi archeologici, la struttura dei giardini interni. Si tratta di luoghi di raccoglimento e meditazione, che svolgevano un ruolo importante nella quotidianità dell’aristocrazia romana.
Nell’ambito delle attività di aumento dei livelli di accessibilità della villa, oltre all’introduzione di un nuovo percorso in LIS, a gennaio sono terminati i lavori di messa in sicurezza della rampa di accesso. Quest’ultima operazione permetterà anche alle persone disabili ad entrare nella villa dalla parte della piscina e ricongiungersi agli altri visitatori.