Raffaello, la nuova ipotesi sull’ ‘amico’ raffigurato nel celebre autoritratto. Si tratterebbe di Lorenzo de Medici il giovane

da | 20 Dic 2022 | Turismo

L’Autoritratto con amico è tra le opere attribuite più recentemente a Raffaello Sanzio, ma anche una delle tele più misteriose del Divin Pittore.
Datato 1518-20 e conservato al Louvre di Parigi, il dipinto ha da sempre suscitato molta curiosità. A lungo ci si è interrogati sull’identità dell’amico raffigurato insieme a Raffaello. C’è chi ha visto in lui il maestro di scherma del pittore, come indicherebbe la mano sinistra appoggiata sull’elsa della spada, chi un committente come Giovanni Branconio, per il quale l’Urbinate progettò un palazzo a Roma nel quartiere del Borgo, o Agostino Chigi, il ricchissimo banchiere proprietario di Villa Farnesina. Altri hanno fatto il nome di Pietro Aretino, o di un giovane artista: l’allievo ed erede Giulio Romano, Baldassarre Peruzzi o Antonio da Sangallo junior.
In uno studio appena pubblicato, la storica dell’arte Claudia Viggiani avanza una nuova suggestiva ipotesi: l’uomo ritratto con Raffaello Sanzio sarebbe Lorenzo de Medici il giovane, dipinto nel momento in cui il grande artista urbinate lo introduce a Francesco I, sovrano di Francia.
Come riportato dall’Ansa, la possibile identificazione proposta da Viggiani si basa innanzitutto sui i tratti fisiognomici del giovane ritratto accanto al pittore che ricordano quelli del rampollo Medici così come poi sarà raffigurato dallo stesso Raffaello nel 1517 in un altro dei suoi capolavori: il Giuramento di Leone III nella Stanza dell’Incendio di Borgo in Vaticano. E poi più tardi, nel 1518, nel Ritratto di Lorenzo de’ Medici, duca di Urbino.

Il terzo interlocutore

La nuova teoria rivelerebbe anche l’identità del destinatario invisibile cui i due uomini ritratti sembrano rivolgersi: si tratterebbe di Francesco I re di Francia, amico del rampollo della dinastia fiorentina. Infatti, nonostante la bellezza dell’Autoritratto con amico e i numerosi studi ad esso dedicati nel tempo, rimane ancora difficile riconoscere non solo il personaggio sulla destra ma anche un terzo ipotetico interlocutore verso il quale lo stesso giovane punta il dito fuori dall’inquadratura.
Secondo Viggiani, il dipinto potrebbe essere stato commissionato proprio dal re di Francia. Del resto, lo stesso Raffaello avrebbe avuto modo di conoscere personalmente Francesco I. Potrebbe anzi averlo incontrato a Bologna nel 1516 dove era andato al seguito di Leone X e della sua corte. “Non è forse da scartare del tutto neanche l’ipotesi che i tre possano avere avuto l’opportunità di parlare della questione di Urbino”, spiega la studiosa, “per la quale il papa aveva manifestato l’intenzione di cacciare il duca e mettere al suo posto proprio Lorenzo, con l’aiuto della Francia”.
Nell’Autoritratto con amico, “Raffaello potrebbe quindi essersi raffigurato come un modello di sapienza politica che incontra il re, insieme al Medici, per mostrargli la propria volontà di totale sostegno al giovane”, il che darebbe ragione anche della particolare posa dei due. “Sia il gesto di stringere e rassicurare l’amico, sia lo sguardo fermo rivolto al terzo interlocutore sembrano esprimere determinazione e una forza di persuasione adeguata a un ruolo simile”.
Raffaello, aggiunge Viggiani, “abile nel raccontare nei suoi dipinti la politica del tempo, era del resto l’artista ufficiale di Leone X, quello al quale aveva assegnato le committenze più prestigiose del suo papato”.