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Reggia di Caserta, riaperte al pubblico le sale restaurate dell’ala ottocentesca

da | 19 Dic 2022 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Promozione e valorizzazione

Riaperte al pubblico le sale restaurate dell’ala ottocentesca degli Appartamenti reali della Reggia di Caserta. Gli interventi sono iniziati nel 2020 e sono stati finanziati con il Piano “Cultura e Turismo” 2014/2020 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.
Nel corso di una conferenza stampa sono stati illustrati ai presenti i lavori articolati e puntuali, a cura di Ganosis Consorzio Stabile, quali il restauro dello Scalone reale, delle sale dell’Ottocento, dei letti a baldacchino e dei comodini di Gioacchino Murat e Francesco II.
“L’impegno per restituire a questo luogo la dignità di una Reggia e la grande suggestione di fascino e bellezza immaginata dalla committenza borbonica richiede oggi un grande investimento di risorse economiche e professionali”, ha detto Tiziana Maffei, direttore generale della Reggia di Caserta. “Condividiamo questo graduale recupero con tutte le professionalità e maestranze altamente specializzate che hanno operato, a testimonianza di un patrimonio culturale la cui cura e custodia può avvenire solo potendo contare su grande competenza, passione e senso di responsabilità verso il bene pubblico”.

Gli interventi di restauro

Gli interventi di restauro hanno reso fruibile ai visitatori l’ala ovest del Palazzo reale con la Sala del Consiglio, la Sala delle culle, l’anticamera e la Cappellina di Pio IX, le Camere da letto e le anticamere di Gioacchino Murat e di Francesco II. Complessivamente, i lavori hanno riguardato 1.410,52 mq di pavimento in cotto dipinto a finto marmo; 811,47 mq di porte e portelloni; 4 lampadari in ottone e cristallo; la posa di 239,57 mq di nuovi infissi e lo spostamento e la manutenzione di 189 oggetti di arredo. Cuore del restauro proprio gli ambienti intimi dei due regnanti con i monumentali giacigli.
Un lavoro certosino, di estremo dettaglio e grande applicazione ha interessato, nello specifico, i tessuti che ricoprivano il baldacchino di Gioacchino Murat, in pessimo stato di conservazione. “Si è ritenuto, pertanto, opportuno sostituirli giovandosi di un’eccellenza del territorio”, si legge nel comunicato stampa. La direzione dell’istituto del MiC ha chiesto, dunque, la collaborazione della Camera di Commercio di Caserta che ha generosamente donato 100 metri di raso in seta e 100 metri di taffetà forniti dalla rete San Leucio Textile, marchio di tutela della seta di San Leucio. In questo modo il letto ha riacquisito la sua veste regale.
“I nostri restauratori hanno operato sulle diverse aree al fine di garantire l’esecuzione a regola d’arte e la durabilità nel tempo dell’intervento”. Ha affermato Eleonora Iannace del Consorzio Stabile Ganosis. “I professionisti e tecnici coinvolti hanno eseguito con cura e dedizione tutto il lavoro”.

La collezione Terrae Motus

Con la riapertura, i visitatori potranno ammirare anche l’intera selezione di opere della collezione Terrae Motus, che il gallerista Lucio Amelio donò alla Reggia Vanvitelliana nel 1993.
La collezione è stata riallestita al primo piano nell’ala dell’Ottocento e nelle retrostanze del Settecento.
“Finalmente la collezione Terrae Motus trova, nella sua interezza, una splendida collocazione nella Reggia di Caserta, così come nei desideri del suo ideatore”. Ha dichiarato Angela Tecce che, insieme a Tiziana Maffei, ha ideato la disposizione delle opere per restituire la dovuta visibilità e valorizzazione alla prestigiosa collezione.
La direzione museale già nel novembre del 2020 aveva avviato il processo di riesposizione.

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