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Riapre la Casa dei Vettii, Sangiuliano a Pompei

da | 21 Nov 2022 | Archeologia, Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

La Casa dei Vettii, negli Scavi di Pompei, riaprirà al pubblico martedì 22 novembre. Dopo anni di chiusura, a causa di complessi restauri, i visitatori potranno nuovamente ammirare una delle abitazioni più ricche e più note della cittadina campana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. All’inaugurazione sarà presente anche il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano insieme al direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel e al direttore generale dei musei del MiC Massimo Osanna.
La Casa dei Vettii risale al II secolo a.C. ed è situata nella parte più ricca della città, proprio di fronte ad un’altra importante abitazione, quella degli Amorini dorati. La dimora fu acquistata da Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva, liberti diventati ricchi grazie al commercio del vino. In età augustea, i due fratelli provvidero alla restaurazione della casa, cambiando lo schema tradizionale che caratterizzava altre abitazioni come quelle del Fauno e di Sallustio, per ottenere più spazio per il grande giardino porticato, ricco di statue e fontane zampillanti, che costituiva il perno della domus.

Gli affreschi

La Casa dei Vettii è nota per gli affreschi che risplendono per i loro colori vivaci. Nelle varie stanze attorno al primo atrio o affacciate sul peristilio abbondano scene mitologiche e anche scene erotiche di grande qualità pittorica e figurativa. A cominciare dalla strepitosa serie degli Amorini intenti in una serie di attività artigianali che arricchivano molti pompeiani: dalla produzione del vino alla lavorazione delle stoffe, dalla creazione dei profumi alle attività legate all’oreficeria. Celeberrima la statua che raffigura il Priapo con l’enorme fallo poggiato sul piatto di una bilancia, che accoglieva i visitatori all’ingresso dell’abitazione. Il legame con il dio della prosperità era ulteriormente esplicitato da una statua marmorea che originariamente decorava il giardino e che fu trovata accantonata in un ambiente della casa. Ai lati dell’atrio erano collocate due imponenti casseforti in bronzo, a simboleggiare l’opulenza della domus.
“La maggior parte degli affreschi della casa risale agli interventi condotti dopo il terremoto, e mostra una scelta accurata dei soggetti, generalmente collegata alla funzione degli ambienti”, spiegano dal Parco archeologico. “La figura di Priapo accoglie gli ospiti all’ingresso. Si passa poi nell’atrio, dove si trovano fanciulli intenti a compiere sacrifici ai Penati. Inserita nei pressi della grande cassaforte in bronzo, dove erano custoditi gli oggetti preziosi e gli averi dei proprietari, è la personificazione di Fortuna, alla quale degli amorini rivolgevano onorati sacrifici”.

Gli interventi di restauro

La casa è stata oggetto di vicende di restauro complesse che ne hanno compromesso per anni la visita. Interessata da lavori già nel 1995, quando fu evidente il problema creato dalle coperture in cemento degli anni ’50, fu chiusa al pubblico nel 2002 e parzialmente riaperta nel 2016, dopo alcuni interventi di consolidamento dell’atrio con i cubicula circostanti e del triclinio con la splendida serie di affreschi mitologici. All’epoca, il restauro aveva riguardato la revisione delle murature e delle coperture esistenti, il trattamento degli architravi e degli elementi in ferro, la ricostruzione delle protezioni pavimentali e la messa in sicurezza di tutti gli apparati decorativi.
Oggi, il ripristino delle coperture del peristilio e il restauro degli affreschi dei vari ambienti hanno permesso di restituire alla fruizione questo autentico scrigno della pittura antica.

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