A Pompei robot e intelligenza artificiale per ricostruire affreschi distrutti in mille pezzi

da | 23 Giu 2022 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Nel Parco Archeologico di Pompei continua la sperimentazione di tecnologie all’avanguardia per la valorizzazione e la salvaguardia dei beni emersi durante le campagne di scavo. Dopo l’introduzione del cane robot “Spot” per migliorare il monitoraggio delle strutture archeologiche, ora nel sito sarà messa in uso un’infrastruttura robotica dotata di braccia meccaniche, che, sfruttando l’intelligenza artificiale, riposizionerà nel corretto ordine i numerosissimi frammenti degli affreschi di due preziosi edifici dell’antica Pompei: la Casa dei Pittori e la Schola Armaturarum.

La Casa dei Pittori fu distrutta da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre la Schola Armaturarum crollò nel 2010 a causa delle infiltrazioni d’acqua nel terrapieno retrostante l’edificio. Il cedimento della Schola ebbe particolare risonanza, poiché mise in luce lo stato di abbandono in cui allora versavano molti fronti di scavo del sito di Pompei, facendo così prendere coscienza del rischio di poter perdere preziose testimonianze dell’antica città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo. Fortunatamente, dopo lo sventurato crollo, a favore del Parco Archeologico di Pompei vennero stanziati oltre 100 milioni di euro, che hanno permesso la messa in sicurezza delle aree maggiormente a rischio e l’inizio di una nuova campagna di scavo all’interno della Regio V.

La struttura robotica che si occuperà della ricostruzione degli affreschi della Casa dei Pittori e della Schola Armaturarum fa parte del progetto “RePAIR”, acronimo di “Reconstructing the past: Artificial Intelligence and Robotics meet Cultural Heritage”, partito a settembre 2021. Il progetto, che vanta la collaborazione di istituti scientifici italiani e internazionali, mira a ricostruire i manufatti archeologici frammentati e di difficile ricomposizione rinvenuti nelle zone di scavo del sito di Pompei. La struttura robotica impiegata, infatti, è in grado di riconoscere tutti i frammenti da ricomporre attraverso un sofisticato sistema di digitalizzazione 3D e di ricongiungerli insieme senza danneggiarli grazie ad avanzatissimi sensori.