Da ENEA arriva il laser scanner Diapason, per facilitare l’analisi delle opere d’arte

da | 14 Giu 2022 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Foto 1: Il laser scanner Diapason. Foto 2: Il modello del “Ritratto di Papa Gregorio XIII” di Scipione Pulzone ottenuto tramite Diapason.

“L’essenziale è invisibile agli occhi”, asserisce Antoine de Saint-Exupéry per bocca del Piccolo Principe, il protagonista dell’omonimo racconto che ha reso lo scrittore francese celebre in tutto il mondo. La massima di Saint-Exupéry intende sottolineare il grande valore (affettivo) che una persona è in grado di attribuire a una determinata cosa che per altri, alla sola vista, risulterebbe invece ordinaria. Se si tiene però in considerazione solamente il livello sensoriale e non quello emozionale, anche quando si ammira un’opera d’arte è possibile che non se ne riesca a cogliere appieno la bellezza, perché alcuni elementi, come vecchie correzioni oppure dei dettagli che hanno perso la loro originale brillantezza, non balzano agli occhi a causa dell’usura del tempo o di interventi di restauro particolarmente invasivi.

I ricercatori di ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, per ovviare a tale problematica hanno realizzato, nell’ambito del progetto E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science), un laser scanner di ultima generazione chiamato Diapason, che è stato presentato durante la 27esima edizione del Salone Internazionale del Restauro svoltasi a Ferrara la scorsa settimana. Diapason consente di realizzareun modello 3D multispettrale di un’opera posta sotto analisi, attraverso fasci di radiazioni modulabili su 7 lunghezze d’onda differenti, dall’ultravioletto fino al primo infrarosso, che permettono di acquisire immagini non alterate dalla luce ambientale, superando così i limiti degli apparecchi di scansione simili oggi in commercio.

Più nello specifico, il dispositivo, capace di operare fino a una distanza di 15 metri, combina le prestazioni di due prototipi già in uso all’ENEA: quello con 3 lunghezze d’onda nel visibile e quello con laser infrarosso, quest’ultimo in grado di andare sotto al primo strato di pigmento, rendendo visibili, per esempio nelle tele a olio, ripensamenti, studi preparatori e precedenti interventi di restauro. L’insieme di tutte le caratteristiche di cui è dotato rendono Diapason uno strumento capace di valutare in modo più agevole e meno dispendioso in termini di lavoro, costi e tempistiche, rispetto alle procedure attualmente impiegate,lo “stato di salute” di quadri, affreschi, opere scultoree e siti archeologici.

Come spiega infatti Massimiliano Guarneri, ricercatore di ENEA che ha lavorato alla realizzazione del prototipo del laser scanner, “le sue misure compatte consentono di ridurre i costi delle campagne di misura evitando difficoltà legate a trasportabilità e accessibilità presso alcuni siti. La stessa fase di post-produzione delle immagini acquisite, e quindi lo studio e il monitoraggio delle opere, risulterà semplificata dalla regolarità e ‘pulizia’ del set di dati generato”.

Al “vaglio” di Diapason sono già passate le opere “Autoritratto” e “La Primavera” del pittore seicentesco Mario De Fiori, conservate a Palazzo Chigi di Ariccia (Roma), come pure il “Ritratto di Papa Gregorio XIII”, opera del XVI secolo del pittore italiano Scipione Pulzone, custodita attualmente presso l’Istituto Salesiano Villa Sora a Frascati (Roma) e divenuta famosa anche per aver fatto parte recentemente delle opere d’arte esposte in una serie di mostre organizzate in Giappone nell’ambito del progetto “Sol Levante nel Rinascimento italiano”, a cura del Tokyo Fuji Art Museum.

Nel caso dell’opera di Pulzone, il modello 3D ottenuto ha messo in risalto alcuni dettagli, come il fazzoletto stretto nella mano destra del pontefice o parte del drappeggio raffigurato nell’angolo destro superiore del dipinto, attualmente non più facilmente visibili a occhio nudo a causa dell’inevitabile inscurimento che la pittura ha subito nel tempo. Grazie a Diapason, dunque, gli essenziali elementi “perduti” di molte opere potranno tornare visibili agli occhi.