Foto 1: Il laser scanner Diapason. Foto 2: Il modello del Ritratto di Papa Gregorio XIII di Scipione Pulzone ottenuto tramite Diapason.
L’essenziale è invisibile agli occhi, asserisce Antoine de Saint-Exupéry per bocca del Piccolo Principe, il protagonista dell’omonimo racconto che ha reso lo scrittore francese celebre in tutto il mondo. La massima di Saint-Exupéry intende sottolineare il grande valore (affettivo) che una persona è in grado di attribuire a una determinata cosa che per altri, alla sola vista, risulterebbe invece ordinaria. Se si tiene però in considerazione solamente il livello sensoriale e non quello emozionale, anche quando si ammira un’opera d’arte è possibile che non se ne riesca a cogliere appieno la bellezza, perché alcuni elementi, come vecchie correzioni oppure dei dettagli che hanno perso la loro originale brillantezza, non balzano agli occhi a causa dell’usura del tempo o di interventi di restauro particolarmente invasivi.
I ricercatori di ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, per ovviare a tale problematica hanno realizzato, nellambito del progetto E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science), un laser scanner di ultima generazione chiamato Diapason, che è stato presentato durante la 27esima edizione del Salone Internazionale del Restauro svoltasi a Ferrara la scorsa settimana. Diapason consente di realizzareun modello 3D multispettrale di un’opera posta sotto analisi, attraverso fasci di radiazioni modulabili su 7 lunghezze donda differenti, dallultravioletto fino al primo infrarosso, che permettono di acquisire immagini non alterate dalla luce ambientale, superando così i limiti degli apparecchi di scansione simili oggi in commercio.
Più nello specifico, il dispositivo, capace di operare fino a una distanza di 15 metri, combina le prestazioni di due prototipi già in uso allENEA: quello con 3 lunghezze donda nel visibile e quello con laser infrarosso, questultimo in grado di andare sotto al primo strato di pigmento, rendendo visibili, per esempio nelle tele a olio, ripensamenti, studi preparatori e precedenti interventi di restauro. L’insieme di tutte le caratteristiche di cui è dotato rendono Diapason uno strumento capace di valutare in modo più agevole e meno dispendioso in termini di lavoro, costi e tempistiche, rispetto alle procedure attualmente impiegate,lo stato di salute di quadri, affreschi, opere scultoree e siti archeologici.
Come spiega infatti Massimiliano Guarneri, ricercatore di ENEA che ha lavorato alla realizzazione del prototipo del laser scanner, le sue misure compatte consentono di ridurre i costi delle campagne di misura evitando difficoltà legate a trasportabilità e accessibilità presso alcuni siti. La stessa fase di post-produzione delle immagini acquisite, e quindi lo studio e il monitoraggio delle opere, risulterà semplificata dalla regolarità e pulizia del set di dati generato.
Al vaglio di Diapason sono già passate le opere Autoritratto e La Primavera del pittore seicentesco Mario De Fiori, conservate a Palazzo Chigi di Ariccia (Roma), come pure il Ritratto di Papa Gregorio XIII, opera del XVI secolo del pittore italiano Scipione Pulzone, custodita attualmente presso lIstituto Salesiano Villa Sora a Frascati (Roma) e divenuta famosa anche per aver fatto parte recentemente delle opere darte esposte in una serie di mostre organizzate in Giappone nellambito del progetto Sol Levante nel Rinascimento italiano, a cura del Tokyo Fuji Art Museum.
Nel caso dell’opera di Pulzone, il modello 3D ottenuto ha messo in risalto alcuni dettagli, come il fazzoletto stretto nella mano destra del pontefice o parte del drappeggio raffigurato nellangolo destro superiore del dipinto, attualmente non più facilmente visibili a occhio nudo a causa dellinevitabile inscurimento che la pittura ha subito nel tempo. Grazie a Diapason, dunque, gli essenziali elementi perduti di molte opere potranno tornare visibili agli occhi.






