Carpe diem ha scritto il poeta latino Orazio nelle sue Odi, incitando a vivere il presente senza lasciarsi sfuggire le opportunità che si profilano quotidianamente. Al Parco Archeologico di Pompei questa massima è stata ben recepita, tant’è che non appena si è presentata l’occasione di acquisire i beni superstiti della celebre Fonderia Chiurazzi di Napoli, è stata subito portata a termine l’operazione.
Su istanza del vecchio direttore del Parco Massimo Osanna, oggi direttore generale dei musei, e con successiva sollecitazione da parte dell’attuale direttore Gabriel Zuchtrieghel, la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, guidata da Federica Galloni, si è avvalsa del diritto di prelazione per lacquisizione del patrimonio della storica Fonderia, comprendente circa 1.650 pezzi, tra calchi per la riproduzione di opere darte antiche, bozzetti e copie di manufatti in gesso.
Si tratta di un patrimonio di grande prestigio, poiché la Fonderia, aperta nel 1870 da Gennaro Chiurazzi con l’intenzione di farne un laboratorio di formazione artistica, è divenuta in poco tempo un punto di riferimento per i massimi artisti e cultori della scultura del Novecento e, proprio in virtù della fama acquisita, ha ottenuto il privilegio di riprodurre, tramite i calchi, opere su originali di sculture antiche. Tali opere sono oggi per la maggior parte esposte nei principali musei italiani, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli ai Musei Vaticani e Capitolini, dalla Galleria Borghese agli Uffizi a Palazzo Pitti, al Museo Archeologico di Firenze.
La possibilità esclusiva di creare delle copie di importanti opere partendo proprio dai pezzi originali ha garantito alla Fonderia Chiurazzi di essere l’unica detentrice di un patrimonio di matrici autentiche, da cui poter ottenere riproduzioni in diverse dimensioni e finiture. I costi di tali manufatti erano addirittura riportati in appositi cataloghi illustrati. Il possesso di calchi ricavati dalle opere originali ha permesso inoltre alla Fonderia di realizzare sculture bronzee per importanti collezionisti, per Enti ed Istituzioni Culturali internazionali e per i maggiori poli museali, ultimo tra i quali il Getty Foundation a Malibù.
Grazie all’acquisizione del patrimonio della Fonderia Chiurazzi, alcuni reperti ritrovati nelle case pompeiane e trasferiti nei musei per ragioni di conservazione potranno, sfruttando i corrispettivi negativi, trovare di nuovo collocazione nei luoghi d’appartenenza. Come spiegato dal direttore Zuchtrieghel, lacquisizione del patrimonio della Fonderia Chiurazzi si colloca nellambito di una strategia di tutela e valorizzazione attiva del patrimonio culturale. I negativi delle sculture antiche, che saranno esposti al pubblico in modo da restituire il sistema di relazioni culturali e creative generate dalla scoperta di Pompei, consentiranno di sperimentare, anche con lausilio di tecnologie digitali, nuove modalità di produzione artistica. È intenzione del Parco – ha concluso il direttore – riavviare lattività di riproduzione nonché di vendita delle copie realizzate al fine di promuovere uneconomia a base culturale e stimolare capacità imprenditoriali nel fragile contesto pompeiano.






