Le festività pasquali portano una boccata d’ossigeno al comparto del turismo, dopo la battuta d’arresto registrata nel primo trimestre di quest’anno, complice, oltre alla diffusione delle diverse varianti di Covid-19, anche l’inizio della guerra russo-ucraina.
Secondo unindagine promossa da Assoturismo e condotta dal Centro Studi Turistici di Firenze presso un campione di 1.304 strutture ricettive, tra il Giovedì Santo e il lunedì di Pasquetta in Italia sono previsti 4,7 milioni di pernottamenti. A viaggiare saranno soprattutto gli italiani (74% delle presenze), ma ci sarà anche un buon recupero della domanda estera, principalmente europea, con oltre 1,2 milioni di pernottamenti stimati, il 26% del totale.
Certo, i numeri sono ancora lontani da quelli che si raggiungevano pre-Covid – a Pasqua 2019 ci sono stati 6,1 milioni di pernottamenti, con presenze straniere superiori di 1,6 milioni rispetto a quelle stimate quest’anno – ma per le strutture ricettive l’aspettativa è che le camere occupate siano più del 60% di quelle disponibili, con percentuali che per alcune destinazioni non si registravano da tempo.
Gli italiani visiteranno soprattutto le regioni del Centro Italia e del Nord Ovest, prediligendo le città d’arte e le località dei laghi. Per quanto riguarda gli stranieri, per lo più provenienti da Paesi europei, le presenze si concentreranno soprattutto nelle zone lacuali, dove i viaggiatori esteri saranno responsabili del 52,8% dei pernottamenti. Molto gettonate per tedeschi, svizzeri e austriaci le località dei laghi e della campagna/collina, mentrefrancesi e britannici sceglieranno in particolar modo le città darte, ma anche le località di montagna. Arriverà anche qualche turista statunitense (unica presenza rilevante tra i Paesi extraeuropei), che si concentrerà, anche in questo caso, soprattutto nelle città darte. Praticamente non pervenuto il turismo dall’Europa dell’Est e dall’Asia orientale (Cina, Corea e Giappone).
La Pasqua 2022 potrebbe rivelarsi un momento positivo per il turismo italiano, anche se la ripartenza non investe tutti i territori e le tipologie di destinazione, e non è sufficiente ad attenuare la delusione per i mediocri risultati dei mesi invernali, ha affermatoVittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti. Se è vero che nelle ultime due settimane le prenotazioni sono tornate a crescere, a sostenere il turismo durante le feste saranno soprattutto i viaggiatori italiani, mentre gli stranieri saranno meno della metà di quanti erano prima del Covid. La preoccupazione è di trovarci di nuovo in una situazione in cui il turismo è alimentato solo dalla domanda domestica: sarebbe troppo poco per sostenere le imprese che, dopo due anni di stop & go, hanno bisogno di sostegni per mantenere i livelli occupazionali.






