Foto: la barberia
La villa di Alberto Sordi, in via Druso nei pressi di Caracalla, diventerà un museo. Ci sono voluti quasi sette anni, ma finalmente laltro ieri la giunta Gualtieri ha presentato la proposta di delibera per «dichiarare l’interesse pubblico della casa connesso all’interesse culturale» manca ora soltanto il via libera dell’Aula Giulio Cesare. Il complesso immobiliare, sarà gestito dalla fondazione che porta il suo nome. Con la chiusura del lungo contenzioso, terminato l’anno scorso, tra gli eredi di Sordi (37 persone a reclamare diritti) e la fondazione, si può realizzare il progetto per la nascita del Museo come annunciato via social dal ministro Franceschini dopo la morte della sorella dell’attore Aurelia: «Aspettiamo le volontà testamentarie e parleremo con la fondazione ma la casa di Alberto Sordi dovrebbe diventare uno straordinario museo”. Nel progetto della fondazione, la giunta Gualtieri autorizza la costruzione «di due nuovi manufatti e di uno spazio nel portico» che «avranno la funzione di sale espositive e saranno realizzati con strutture amovibili in metallo e vetro nel cortile di ingresso e nel patio». Dopo la conclusione della mostra per il centenario della nascita dell’artista organizzata lo scorso anno da Alessandro Nicosia, la casa di via Druso è visibile soltanto per appuntamento. Ledificio fu progettato e realizzato negli anni Venti dall’architetto Clemente Busiri Vici. Sordi comprò la villa nel 1953, strappandola all’amico Vittorio De Sica, anche lui interessato ad acquistarla. Chiese allo stesso Busiri Vici di riattarla alle sue esigenze con la costruzione di un ampio salone e di una terrazza con vista sull’area archeologica, trasformando la rimessa in un teatro e ampliando la piscina.






