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Bando da 200 milioni per digitalizzare il patrimonio culturale italiano

da | 2 Feb 2022 | Arte e Cultura, Bandi e finanziamenti

Il 26 gennaio scorso la Digital Library – l’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – del Ministero della Cultura,ha pubblicato un avviso di consultazione preliminare di mercato per l’acquisizione di servizi per la digitalizzazione del patrimonio culturale italiano.

L’avviso pubblicato sulla piattaforma di Invitalia e sul sito Istituzionale della Digital Library, è volto a offrire più informazioni sulle attività della Digital Library in riferimento agli investimenti del PNRR Cultura 4.0, e ad approfondire il mercato dei servizi digitali.

Pur non essendo un appalto di servizi, non vincolante per l’amministrazione, segna l’inizio del programma di investimento di 200 milioni di euro che avrà come target europeo per la produzione, entro dicembre 2025, almeno 65 milioni di nuovi libri, manoscritti, documenti, fotografie, opere d’arte, artefatti storici e archeologici, monumenti e materiali audiovisivi, da pubblicare nella Biblioteca Digitale.

Se ne aggiungeranno poi altri 10 milioni, entro giugno 2026.

Gli elementi essenziali contenuti nell’avviso dal valore d’investimento di 500 milioni di euro, si suddividono in 12 progetti complementari:
1) la redazione del piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio culturali (2 milioni di euro); 2) la realizzazione del sistema di certificazione dell’identità digitale per i beni culturali (16 milioni di euro); 3) la progettazione dell’infrastruttura cloud e l’acquisto di servizi cloud Iaas (25 milioni di euro); 4) la progettazione dell’infrastruttura software per i beni culturali (73 milioni di euro); 5) la digitalizzazione delle collezioni museali, archivi, musei e luoghi di cultura (200 milioni di euro); 6) la formazione e l’aggiornamento digitale rivolto al personale del Ministero della Cultura (20 milioni di euro); 7) il supporto operativo per la corretta implementazione delle azioni progettuali (5 milioni di euro); 8) la realizzazione del centro di conservazione digitale per gli archivi storici digitali delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e degli enti pubblici nazionali, ma anche gli archivi digitali dei privati dichiarati di interesse storico (58 milioni di euro); 9) la realizzazione del portale delle procedure e dei servizi al cittadino (10 milioni di euro); 10) la realizzazione di una piattaforma integrata di accesso alla Biblioteca Digitale (36 milioni di euro); 11) la realizzazione di una piattaforma di co-creazione e di crowdsourcing al servizio della Biblioteca Digitale (10 milioni di euro); 12) la realizzazione di servizi digitali per sviluppatori e imprese culturali e creative (45 milioni).

Il suddetto avviso quindi, va a precedere una serie di gare di appalto di servizi che verranno pubblicate entro le ore 14.00 del 21 febbraio 2022.

L’aggiudicazione per le gare, sarà assegnata a imprese singole o a più raggruppamenti temporanei di imprese, per lo svolgimento dei servizi del triennio 2023-2026.

La digitalizzazione sarà svolta secondo le linee guida dettagliate all’interno del Piano Nazionale di Digitalizzazione che sarà pubblicato a giugno 2022.

Le procedure di gara previste sono principalmente sette:

la prima riguarda i servizi di acquisizione, classificazione e digitalizzazione di libri, manoscritti, sculture, manufatti lignei e audiovisivi e si dettano alcune specifiche come la qualità della fotografia digitale ad alta risoluzione o la scansione di documenti e immagini bidimensionali tramite scanner specifici. La seconda tipologia si focalizza sui servizi di normalizzazione, aggiornamento e adeguamento delle risorse digitali già in possesso delle istituzioni culturali per rendere omogeneo qualitativamente parlando tutte le risorse presenti.

La terza tipologia di servizi è il riordino dei database e il collegamento tra le varie tipologie di

dati a disposizione. Addentrandosi nell’avviso, si arriva alla quarta tipologia riguardante i servizi di elaborazione e di post-produzione dei nuovi contenuti digitali raccolti, dove si precisa che “Tutte le risorse digitali raccolte dovranno essere accuratamente elaborate in modo tale da essere consegnate alla Digital Library in un formato leggibile, che non necessita di ulteriore elaborazione da parte dell’Istituto. Inoltre, tutte le risorse create dovranno essere consegnate in duplice copia: una copia

nel formato originale di acquisizione, un’altra nel formato post-prodotto, più leggero e contenuto in termini di dimensioni”.

L’atto in questione si conclude poi le ultime tre categorie: preparazione del materiale, la movimentazione e la descrizione/catalogazione dei beni.

Per accedere alla procedura di gara, le imprese dovranno compilare un questionari che si compone di 20 sezioni. Accanto all’indicazione dei dati di fatturato, del codice Ateco e delle modalità di partecipazione singola o associata, si trovano dei quesiti riguardo le categorie di beni da digitalizzare: carta, fotografia, oggetti museali, materiali audio e video, siti, monumenti e ambienti (3D). Per ciascuna tipologia si richiede il posizionamento di mercato rispetto al servizio, la capacità produttiva giornaliera, le certificazioni e le competenze del personale.

La Digital Library in un comunicato ha evidenziato poi come questo passo voglia unificare e coordinare un ecosistema digitale di cultura anche insieme alle Regioni, per la creazione e la gestione di servizi volti alla fruizione delle risorse culturali digitali.

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