A Firenze successo per il chatbot che ti fa parlare col David di Michelangelo

da | 20 Gen 2022 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Foto: Cecilie Hollberg e il David di Michelangelo sullo sfondo.

Ammirare un’opera d’arte può essere un’esperienza estatica totalizzante, ma spesso, una volta terminata l’estasi, la vista deve fare i conti con le domande partorite da una rediviva curiosità. Di sicuro, se l’opera che ha stimolato l’insorgere dei quesiti prendesse vita, sarebbe in grado di soddisfare tutte le fantasie di un avventore e di farlo tornare a casa non solo con lo spirito, ma anche con l’intelletto appagato. Si tratta certo di un’assurdità, ma, come affermava Cicerone, nihil est magnum sognanti (“nulla è troppo grande per chi sogna”). A volte basta solo l’aiuto della tecnologia, come nel caso del David di Michelangelo a Firenze.

Dallo scorso dicembre, infatti, ogni persona che ha avuto la possibilità di ammirare la famosa statua, ha anche potuto chiedere allo stesso David tutto ciò che la curiosità gli suggeriva, grazie ad un apposito chatbot (un software automatizzato in grado di interagire con gli utenti in forma di chat) ideato dalla direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, Cecilie Hollberg, e disponibile sul sito web della Galleria.

Ad oggi al David sono state fatte circa 3500 domande, alcune di carattere storico, artistico o religioso, altre un po’ più stravaganti e peculiari, come “Hai una coscienza?”, “Usciamo?” “Cos’è per te la bellezza?”. A porre le domande sono stati utenti sia italiani che internazionali.

Il progetto che ha reso possibile l’interazione virtuale con la statua michelangiolesca, intitolato “Chatta col David”, si è avvalso degli strumenti sviluppati da Querlo, società di New York specializzata nella produzione di applicazioni tecnologiche tramite l’intelligenza artificiale. In particolare, il chatbot è stato implementato con un sistema di Deep Learning, che prevede un accrescimento progressivo nel corso del tempo della sua capacità di comprensione e risposta, in accordo alle richieste poste dagli utenti. In altre parole, più viene utilizzato, più è in grado di fornire risposte accurate.

Per la produzione delle informazioni divulgate attraverso il chatbot, la Galleria dell’Accademia è ricorsa alla collaborazione degli studenti del corso di “Didattica per i musei” dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, seguiti dalla professoressa Federica Chezzi, e anche agli spunti di numerosi studenti di altre università e nazionalità, a cui è stato chiesto di immaginare cosa potrebbe chiedere un turista al David.

“Sono molto entusiasta del successo del nostro chatbot – ha affermato Cecilie Hollberg – perché le numerose domande percepite sono la testimonianza di una utenza interessata e curiosa raggiunta tramite un modo giocoso e diverso dal solito. Ed è proprio questo l’obiettivo da seguire: coinvolgere un pubblico sempre più eterogeneo e più vasto”.