Barumini e Pompei, l’archeologia Unesco per trainare il turismo

da | 12 Lug 2021 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Barumini e Pompei, forti attrattori a livello mondiale, insieme per trainare il turismo archeologico. Il Centro Lilliu del comune sardo ospita fino al 10 gennaio la mostra “Humanum. Sardegna e Campania, da Su Nuraxi a Pompei”: un percorso tra 106 reperti, per lo più inediti, provenienti dagli scavi di Pompei e dalle città vesuviane a cura di Andreina Ghiani e Marialucia Giacco con la collaborazione scientifica di Antonio M. Corda (università di Cagliari), Caterina Lilliu (Fondazione Barumini Sistema Cultura), Gianfranca Salis (soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna). Nata dalla collaborazione tra Fondazione Lilliu, Museo Archeologico di Napoli e Soprintendenza Archeologica di Cagliari, è il primo importante passo verso una sinergia tra i due siti Unesco, accomunati dalla data di iscrizione al prestigioso elenco, il 1997.

L’itinerario si apre con una sezione dedicata alla Sardegna in cui è possibile ammirare reperti databili tra la seconda metà del ferro e l’età imperiale romana. Simbolo del processo di trasformazione e l’incontro delle culture indigene che hanno animato la storia dell’isola fino all’incontro con il mondo romano. Frammenti e vasi punici, testimonianze della frequentazione di Su Nuraxi fino all’esempio emblematico del tempio di Antas, un luogo sacro dedicato al dio Sardus Pater Babai, o Sid Addir per i cartaginesi, figlio di Melkart identificato con Ercole, e ancora abilitato a culto fino a Caracalla. L’incontro fra i popoli dunque, come ci mostrano le iscrizioni che arrivano direttamente dalla Campania in osco e in volsco ci raccontano di un territorio, quello delle città vesuviane, frequentato prima dell’arrivo dei romani da popolazioni che hanno scritto la storia del Mediterraneo. Ci si addentra poi nel cuore della mostra, per arrivare a Pompei tra scene di vita quotidiana, per gentile concessione del parco archeologico di Pompei e del direttore Gabriel Zuchtriegel infatti sarà esposto al pubblico la copia di un calco di vittima dell’eruzione del 79 d.C.

“Barumini è la Pompei della civiltà nuragica – commenta Sebastiano Deva, art director del progetto – Su suggerimento del direttore del Museo Archeologico di Napoli Giulierini verrà siglata una convenzione per dar vita a una serie di programmi e iniziative condivise”. Il primo incontro è stato già fissato a settembre. La mostra è stata la punta di diamante della 7° edizione di Expo del turismo culturale in Sardegna, che si è svolta a Barumini, momento di incontro tra esperti, operatori, istituzioni. Gli stand espositivi sono stati allestiti di fronte al sito Su Nuraxi, tra i più grandi complessi nuragici meglio conservati, dove sono partite anche le visite in notturna.

“Punto di riferimento costante per veicolare le politiche territoriali di rete in tema di turismo culturale, elemento focale per rilanciare tutto il settore in Sardegna anche grazie al modello lanciato da Barumini”, sottolinea Lilliu. Cultura è anche “Condivisione di esperienze che varcano i confini regionali e abbracciano il Mediterraneo – chiarisce Paolo Giulierini – bacino di relazioni culturali e suggestioni che uniscono i popoli, anche provenienti da lontano”.