Quattro progetti spaziali per salvaguardare i beni culturali italiani

da | 15 Giu 2021 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Quattro progetti spaziali per salvaguardare le bellezze dell’Italia, non è il futuro, ma il tema affrontato dalla conferenza di ieri mattina presso la sede del Ministero della Cultura: “Mic, Esa e Asi, insieme per l’Arte: Il 5G e le tecnologie spaziali applicate alla tutela dei beni culturali”, incentrata sull’utilizzo delle tecnologie aerospaziali per la salvaguardia del patrimonio artistico.

I quattro progetti – Vadus, Space to Tree, Amor, Pomerium – saranno avviati dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) nell’ambito dell’iniziativa Space For L’art e del programma Artes dell’Agenzia Spaziale Europea. L’obiettivo è quello di monitorare il patrimonio culturale per supportarne la gestione e la manutenzione, nell’ottica di salvaguardare i siti archeologici – ad esempio dai danni dovuti al cambiamento climatico come nel caso del satellite Prisma, che fornisce informazioni preziose sull’inquinamento del sito osservato – “ma anche di creare nuovi posti di lavoro oltre ad agevolare il turismo”.

Come ha spiegato la Sottosegretaria di Stato alla Cultura, Lucia Borgonzoni, la prima sperimentazione di questo tipo era già stata avviata a Pompei nel 2015-2016 poi, durante il Governo Conte I, è arrivata la decisione di mettere questi progetti a sistema. “Gli strumenti spaziali vengono utilizzati, già da anni, per difendere il patrimonio culturale” ha sottolineato Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana che collabora con il Ministero della cultura da tempo, sia direttamente sia attraverso gli strumenti dell’Esa – in particolare con il programma Artes.

Ora, grazie alla collaborazione con l’ASI, verranno messe a disposizione metodologie e tecnologie avanzate inizialmente sviluppate per lo spazio che si occuperanno di: monitoraggio della stabilità del suolo e dei manufatti, impatto delle attività antropiche, analisi della vegetazione infestante, analisi della concentrazione ed effetto degradante di agenti inquinanti nell’ambiente urbano.

I quattro progetti nel dettaglio:Pomerium, utilizzando unapproccio “Digital Twin”, monitorerà alcune zone del centro storico di Roma all’interno delle Mura Aureliane: la Piramide Cestia, Porta San Paolo, il Palatino, il Colosseo, l’area urbana del fiume Tevere, l’Aventino e il Porto Fluviale. Amor fornirà informazioni sui danni dei siti e sulla possibile fruizione da parte dei turisti (un modello 3D, disponibile su un’app, aiuterà i turisti a conoscere Roma). Vadus servirà a costruire un’esperienza immersiva dei percorsi di visita, attraverso layers informativi e contenuti multimediali di natura archeologica, storica e scientifica supportati da ricostruzioni virtuali. Space To Tree ha l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio arborio e archeologico per tutelare l’ambiente, monitorando gli alberi e i danni (a cose e persone).

A quanto pare, come ha evidenziato Saccoccia, “La collaborazione fra spazio e cultura è una delle chiavi per il successo nel futuro”.