Turismo: 2020 annus horribilis, ma Federalberghi avverte “se non si cambia rotta il 2021 sarà peggiore”

da | 20 Mag 2021 | Turismo

Foto: Bernabò Bocca, presidente Federalberghi

Secondo i dati presentati alla 71esima assemblea di Federalberghi a Roma, il2020 si è chiuso con una perdita di 233 milioni di presenze equivalenti ad un calo medio del 53,4%, con alcune località che hanno toccato picchi oltre l’80%. È stato definito un annus horribilis, ma Federalberghi avverte: se non si cambia rottail 2021 sarà peggio dell’anno precedente.

Il turismo è stato il settore economico maggiormente colpito dagli effetti della pandemia e “Purtroppo, il nuovo anno si è aperto all’insegna di un ulteriore peggioramento. – Ha spiegatoBernabò Bocca,presidente di Federalberghi, nel corso dell’assemblea – Nei primi quattro mesi, le presenze dei turisti negli esercizi ricettivi sono diminuite del 85,6% rispetto al corrispondente periodo del 2019, con un calo del 75,1% per gli italiani e del 95,9% per gli stranieri. La stagione invernale è saltata del tutto, quella primaverile non è ancora partita. Se non ci sarà un cambio di prospettiva in tempi brevi, i risultati del 2021 si potranno rivelare addirittura peggiori di quelli del 2020” ha ammonito.

Nel primo quadrimestre del 2021, infatti, le presenze turistiche negli esercizi ricettivi sono diminuite dell’85,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, con un calo del 75,1% per gli italiani e del 95,9% per gli stranieri.

Oramai gli operatori turistici puntano al 2023 per rivedere un ritorno dei flussi turistici come nel periodo pre-Covid. “L’annus horribilis che ci lasciamo alle spalle ha prodotto devastazione e sconforto. Le nostre imprese e i nostri collaboratori hanno patito oltre ogni misura” ha denunciato Bocca, appena rieletto alla guida degli albergatori della Confcommercio.

MaIl ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, si mostra fiducioso grazie alle misure adottate dal Governo Draghi per il rilancio del settore: Green Pass nazionale, decreto Sostegni bis, e “la decontribuzione come modalità fondamentale per fare ripartire il settore, con meno vincoli e superando percentuali che stupidamente limitano questa possibilità”. Misure che probabilmente non salveranno la stagione primaverile, ma che contribuiranno alla ripartenza di quella estiva, come del resto è accaduto anche lo scorso anno con misure diverse e un governo diverso.

Come ha puntualizzato lo stessoGaravaglia, per il turismo “non c’è ristoro o indennizzo che tenga. Quello che serve per chi lavora è avere la possibilità di ripartire, di fatturare e poter investire nel proprio capitale”.