Si sono concluse le Giornate FAI di Primavera 2021 tenutesi il 15 e 16 maggio. Come ogni anno dal 1992 levento si è svolto allinsegna della scoperta dei luoghi della arte e della cultura che normalmente sono chiusi al pubblico. A permetterne lo svolgimento un vero e proprio esercito di volontari, quantificati dallo stesso sito ufficiale della fondazione: circa 7000.
E proprio in questanno, così drammatico e difficile soprattutto per il mondo della cultura che le modalità di organizzazione del Fondo Ambiente Italiano hanno suscitato parecchie polemiche.
Le critiche sollevate riguardano alcuni aspetti specifici: per primo luso di volontari, spesso studenti in alternanza scuola-lavoro, per guidare il pubblico nei siti storici, archeologici e culturali. Poi il fatto che molti dei luoghi interessati siano pubblici e che aprano solo in occasione dellevento. E infine, una stampa spesso troppo riverente verso le Giornate FAI, fino allelogio da parte del ministro Dario Franceschini.
Tutto questo non è mai andato giù ai lavoratori e professionisti nellambito della cultura e dei beni culturali, i quali più volte hanno manifestato la loro condizione di precarietà contrattuale. La nota associazione “Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali, nata proprio per dare voce ai lavoratori precari del settore, ha pubblicato diversi articoli sul sito web e pagina Facebook. Da nord a sud, nei giorni scorsi il maggiore disappunto è arrivato infatti dalle sigle della Guide turistiche, che hanno ritenuto poco opportuno organizzare levento soprattutto questanno, così difficile per il settore.
In Emilia-Romagna hanno polemizzato per esempio sul metodo del Fondo Ambiente Italia, affermando Che luoghi apparentemente inaccessibili vengono riaperti grazie allintervento del FAI. Unofferta libera che ha cifre ben precise (quindi libera non è), studenti che prestano gratuitamente la loro opera magari perché previsto dal piano studi, volontari che per un week-end sono convinti di fare qualcosa di unico e grande.
Le sigle invece di ConfGuide, Confcommercio Matera e GTA Basilicata hanno criticato le visite guidate condotte da studenti e specializzandi in occasione delle giornate FAI 2021. Lo svolgimento di visite guidate, specie se dietro un contributo economico, scrivono che sia volontario o minimo e suggerito, come furbescamente indicato dal FAI, è possibile solo e unicamente da chi è in possesso di unabilitazione alla professione di Guida Turistica, professione regolamentata e normata da leggi dello stato e regionali molto precise. Non basta dunque leggere qualche testo (né possedere una laurea o un dottorato) per condurre visite guidate. In questo momento, di ricerca faticosissima e di ricostruzione di un nuovo ordinario, più giusto e sostenibile, davvero abbiamo bisogno delloccasionalità eccezionale delle giornate del FAI, con la solita mobilitazione di volontari e la solita acritica copertura mediatica? Davvero abbiamo bisogno di questa festa, adesso? scrive invece sul su profilo Fb lassociazione Mi Riconosci? Siamo professionisti dei beni culturali.
C’è un velo di amarezza ad accompagnare le giornate di primavera del Fondo Ambiente Italiano anche in Puglia. L’associazione delle guide turistiche autorizzate ha fortemente stigmatizzato l’utilizzo di studenti e volontari come ciceroni. Dopo un anno e mezzo di mancato lavoro una forma di concorrenza sleale di questo tipo non può che farci ulteriormente male riferisce Pietro Palermo, presidente Confguide Bari. Non si parla di puntare il dito contro i volontari ma di ribadire che l’organizzazione e la gestione di un servizio guida non possono essere improvvisate. Gli enti e le istituzioni avrebbero dovuto essere solidali con i professionisti del settore turistico, soprattutto in un periodo difficile come questo, in cui la categoria è in ginocchio da un anno e mezzo.
Il braccio di ferro tra il FAI e le guide turistiche non è un fatto inedito. Anche negli scorsi anni si era registrato l’acceso scontro proprio sulluso disinvolto di novelli ciceroni, il cui impiego è stato talvolta interpretato con una vera e propria negazione del diritto al lavoro. Sotto accusa anche il fatto che lo svolgimento delle visite guidate avvenga dietro un contributo economico minimo suggerito o anche volontario. Le guide lucane, infatti, hanno fatto notare che ciò è possibile solo e unicamente da chi è in possesso di un’abilitazione alla professione di guida turistica, professione regolamentata e normata da leggi dello stato e regionali molto precise. Questanno date le forti accuse e polemiche, lAssociazione Guide Turistiche Abilitate (AGTA), tramite un comunicato ha voluto spiegare le vere criticità della situazione con l’intenzione di attenuare la protesta (qui il comunicato integrale).






