Ville Tuscolane: residenze d’arte e cultura. Al via il programma di promozione

da | 27 Apr 2021 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Foto: 1) Villa Aldobrandini; 2) Villa Grazioli, 3) Villa Mondragone; 4) Villa Torlonia; ( ph. credit Ezio Bocci)

“Il panorama è sterminato: si vede Roma nel piano, e da lungi il mare; a destra i monti di Tivoli; e così via. In questa terra deliziosa , le ville sono veramente case di delizia, e come gli antichi romani già avevano qui le loro ville, così cento e più anni or sono alcuni Romani facoltosi non meno che fastosi hanno anche piantato le loro case di campagna nelle migliori posizioni. Son già due giorni che noi ci aggiriamo di qua e di là, e troviamo sempre qualche cosa di nuovo e seducente”, scrive nel “Viaggio in Italia” a Frascati il 15 novembre 1786 J. Wolfgang Goethe. Uno dei più illustri testimoni fra i tanti letterati e artisti che fra Settecento e Ottocento hanno visitato il “bel paese”.

Sono dieci le Ville Tuscolane costruite fra il Cinquecento e il Seicento nell’area in cui si trovava in antico “Tusculum”, il sito prediletto dai patrizi romani dove poter godere del meritato “otium”. In quest’area sono sorte sontuose ville in epoca imperiale, simbolo di prestigio dell’aristocrazia dove poter mostrare la propria potenza. Luogo di rappresentanza anche per la corte pontificia e l’aristocrazia papalina durante il periodo estivo e successivamente meta del “Grand Tour” per il viaggio di formazione dei rampolli dell’aristocrazia europea.

Queste eleganti residenze rinascimentali sono un patrimonio di grandissimo valore storico, culturale ed economico non apprezzato quanto merita. Non abbastanza esotico o troppo prossimo per accorgersene? Forse è arrivato il momento del rilancio, non solo per motivi contingenti legati alla pandemia. Interessante il programma di eventi presentato dall’Istituto Regionale per le Ville Tuscolane (IRViT) che ha il compito di tutelare, promuovere e valorizzare questi gioielli di architettura integrati nel paesaggio, queste dimore circondate da parchi e giardini che conservano anche lembi della vegetazione originaria, con percorsi di visita a piedi e in bicicletta. L’Istituto che è stato da poco rinnovato, nuovo statuto, nuovo sito, Commissario Straordinario Francesco Paolo Posa, ha sede a Villa Mondragone, una delle perle del Tuscolo.

Numerose le proposte in programma, mostre, festival, giornate di studio, conversazioni, itinerari nel Parco dei Castelli Romani per scoprire la natura e i giardini che circondano le ville. In collaborazione con l’Accademia di Santa Cecilia, la Fondazione Romaeuropa, il MAXXi, la Quadriennale.

A cominciare dagli itinerari d’arte. Dal 15 maggio al 24 ottobre un ciclo di oltre 120 visite . accompagnati da un team di guide specializzate e dall’immancabile bus attrezzato anche alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. Dal 29 maggio al 12 settembre la Galleria il Corridore di Villa Mondragone apre la mostra “Scialoja segreto. Gli amori. Opere inedite e rare”, a cura della Fondazione Scialoja con dipinti di autori cari all’artista, o suoi allievi come Burri, Morandi, Tw0mbly, De Pisis, Calder, Melotti…Nunzio, Dessì.

Da settembre alla primavera del ’22 la Galleria dei dipinti di Villa Mondragone ospiterà la mostra “Pittura e preghiera”, sette dipinti dei maggiori esponenti del barocco romano, Sacchi, Valentin de Boulogne, Reni, Saraceni, Maratti, Pietro da Cortona. A ottobre, nella stagione della vendemmia, la Galleria il Corridore e le Scuderie Aldobrandini di Frascati ospiteranno il premio internazionale “Bacco la forma del vino”, artisti e designer chiamati a ricercare un nuovo contenitore di ceramica per il vino.

Di grande richiamo, come di consueto, il Festival delle Ville Tuscolane – Dimore Sonore, dal 20 giugno al 10 agosto e dal 4 settembre al 10 ottobre ’21. Teatro, danza, musica con grandi artisti e grandi orchestre, da Stefano Bollani a Santa Cecilia. E aperiti in musica, concerti al tramonto, una giornata di studi in onore di Enrico Devoti, un ciclo di conferenze itineranti sulle e nelle Ville Tuscolane. E un’attenzione particolare a “Dante e l’amore” con letture dantesche da parte di poeti e attori della “Vita Nova”. Non può mancare un omaggio al cinema. Molte le pellicole girate nelle Ville Tuscolane a cominciare dal “Marchese del Grillo” di Mario Monicelli con Alberto Sordi girato a Villa Grazioli nel 1981.

E’ di rigore cominciare proprio con Villa Mondragone, situata fra Frascati e Monte Porzio Catone in posizione panoramica, vista Roma. E’ stata costruita verso il 1573 dal cardinale Marco Sittico Altemps, nipote di papa Pio IV Medici, per ospitare la corte di papa Gregorio XIII Boncompagni a cui deve il nome. Mondragone si riferisce al drago alato della casata. Opera di Martino Longhi il Vecchio della scuola del Vignola, è eretta sui resti della villa dei Quintili. Acquistata e ampliata nel 1613 da Scipione Borghese nipote di Paolo V, è stata la residenza estiva dei papi fino a quando nel 1626 Urbano VIII l’ha spostata a Castel Gandolfo. Passata alla Compagnia di Gesù alla metà dell’Ottocento, restaurata dall’architetto Clemente Busiri Vici, è oggi la sede di rappresentanza dell’Università di Tor Vergata. Ma viene ricordata soprattutto perché nella Sala degli Svizzeri nel 1582 papa Gregorio XIII promulgò la celebre bolla “Inter gravissimas”, la riforma del calendario.,

Non meno affascinanti le altre ville. Da Villa Aldobrandini, la più celebre dei Castelli Romani che si erge possente sulla piazza di Frascati immersa in un bellissimo giardino all’italiana e unica per il grandioso ninfeo con fontane e terrazze poste su più livelli. Progetto di Giacomo della Porta con interventi di Carlo Maderno e Giovanni Fontana, sale affrescate dal Domenichino e dal Passignano. A Frascati si trova anche Villa Falconieri, la più antica costruita intorno alla metà del Cinquecento sui resti di una villa romana per volere del vescovo di Melfi Alessandro Rufini, detta in un primo momento Villa Rufina. Ingrandita alla metà del Cinquecento per volere di Paolo III Farnese è nota come Falconieri per lo splendido ampliamento architettonico affidato dalla famiglia a Francesco Borromini. Dotata di una ricca biblioteca ha ospitato incontri, spettacoli teatrali e il circolo d’intellettuali legato alla regina Cristina di Svezia. Dal 2016 è concessa n uso all’Accademia Vivarium Novum che promuove lo studio e la pratica della lingua latina.

Anche Villa Lancellotti si trova a Frascati, ma ha una storia molto diversa dalle altre. Nasce dalla donazione di un terreno alla Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri da parte del segretario del Collegio Cardinalizio. Grazie al lavoro di un confratello laico viene costruita una casa di campagna per la convalescenza dei Filippini, Dopo la morte di Filippo Neri il cardinale Cesare Baronio dona agli Oratoriani altre porzioni di terreno, ma impegnati nella costruzione della Chiesa Nuova affittano e poi finiscono col vendere la villa che dopo numerosi passaggi, giunge nelle mani di Elisabetta Aldobrandini moglie di Filippo Massimo Lancellotti che dà inizio a una serie di lavori di consolidamento e restauro.

Al confine fra Grottaferrata e Frascati si trova Villa Grazioli, circondata da un parco di 15 mila mq. Commissionata nel 1580 dal cardinale Antonio Carafa, decorata da Antonio Carracci (nipote di Annibale), passata agli Odescalchi che danno a Giovanni Paolo Pannini il compito di abbellirla ulteriormente, acquistata verso la metà dell’800 dal duca Grazioli, da cui il nome, ha subito gravi danni col bombardamento di Frascati della seconda guerra mondiale fino a diventare rifugio di sfollati. Oggi ospita un Hotel.

Nel tratto di bosco di Grottaferrata, lungo la strada che porta a Frascati, c’è la cinquecentesca Villa Muti sorta, per iniziativa del canonico di Santa Maria Maggiore, monsignor Ludovico Cerasoli, sui resti di una grandiosa villa romana appartenuta a Marco Antonio Onorato. Alla sua morte passa all’avvocato concistoriale Pompeo Arrigoni che avvia le decorazioni del piano nobile e i lavori di sistemazione del giardino, quindi agli eredi. Molto gli artisti che l’hanno decorata. Dal Passignano al Cigoli, al Lanfranco.

Sorge nel territorio di Monte Porzio Catone Villa Parisi (acquista nel 1896 da Saverio Parisi), costruita dal cardinale Ferdinando Taverna nel 1605 sulle rovine di una villa romana tra cui una cisterna. Taverna, già governatore di Roma sotto Clemente VIII, commissiona i primi lavori all’architetto Girolamo Rainaldi, ma poi la vende al cardinale Scipione Borghese, nipote di Paolo V, ottenendo in cambio Villa Acquaviva, poi Grazioli. Borghese incarica il Vasanzio di nuovi interventi. Il ”Portale delle Armi” è attribuito al Rainaldi. A seguire ulteriori abbellimenti, decorazioni, splendidi affreschi allegorici con Camillo Borghese e poi con Marcantonio sposato con Agnese Colonna. Nel 1741, in occasione della visita di papa Benedetto XIV venne abbellita con gli arazzi di monsignor Sergardi e con gli affreschi dei fratelli romani Giuseppe e Domenico Valeriani.

Villa Sora è una delle sei Ville Tuscolane di Frascati posta sull’antica via Romana, oggi via Tuscolana sorta su un sito appartenuto a Licio Licinio Lucullo. Alla metà del XVI secolo è un casale di campagna, nominato “Torricella”che alla metà del cinquecento risulta di proprietà dei religiosi della cappella del “Sancta Sanctorum”. Numerosi i passaggi di proprietà. Fra questi i conti Moroni che ospitarono papa Gregorio XIII e il cardinale Carlo Borromeo, quindi i Boncompagni, Tommaso Saulini e infine il collegio dei padri salesiani che aggiungono un altro corpo di fabbrica. Nel salone del piano nobile affreschi un tempo attribuiti a Taddeo e Federico Zuccari, più recentemente alla bottega del Cavalier d’Arpino.

Dell’originario complesso di Villa Torlonia, un’altra delle ville di Frascati, oggi è possibile ammirare solo il sontuoso parco con il Teatro delle Acque, le fontane e le scalinate, dopo il bombardamento durante la seconda guerra mondiale, tanto che il palazzo è stato ricostruito in forme moderne. Un edificio che risaliva ad Annibal Caro che lo aveva eretto alla metà del cinquecento in un luogo in cui si riteneva che vi fosse la villa di Lucullo. Una storia illustre che annovera tra i proprietari i Borghese, i Ludovisi, i Colonna, i Conti, gli Sforza Cesarini.

Il giardino di Villa Torlonia, oggi parco comunale, è considerato il più ricco di motivi architettonici, d piante e acque fra quelli delle ville tuscolane.

Più elevate rispetto alle, la più panoramica per la sua posizione è Villa Tuscolana che prende il nome da “Tusculum” la dimora di Cicerone, nota in letteratura come la “Rufinella”. La struttura più antica fu edificata nel 1578 su un terreno di proprietà dell’Abbazia di San Nilo ceduto in enfiteusi ad Ascanio Rufini. A seguire molti proprietari fra cui gli Aldobrandini e i Sacchetti fino a quando nel 1740 non venne dai Padri Gesuiti che realizzarono, grazie a Luigi Vanvitelli, una Villa-Convento. Durante i lavori emersero molti resti archeologi e antichi mosaici esposti a Palazzo Massimo. Con la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti la dimora ritornò alla Camera Apostolica e nel 1804 venne acquistata da Luciano Bonaparte per passare poi ai Lancellotti, agli Aldobrandini e infine ai Salesiani.

Informazioni: www.irvit.it e www.regionelazio.it