Covid. La crisi economica mette il turismo nelle mani delle mafie

da | 26 Apr 2021 | Turismo

Il giro affari della criminalità organizzata derivante dall’infiltrazione nell’economia legale del settore turistico è di 2,2 miliardi. Lo calcola una ricerca realizzata da Demoskopika elaborando dati ufficiali o da fonti autorevoli i cui contenuti sono anticipati dall’ANSA. I territori più a rischio di infiltrazione sono le regioni del centro sud: Campania, Sicilia, Lazio Calabria, Puglia ed al nord la Lombardia e sono quasi 4.500 le aziende a maggior rischio di riciclaggio dovuto alla crisi di liquidità causata dalla pandemia. Sul fronte opposto, sono quattro le regioni a presentare un rischio “basso” di infiltrazione economica: Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Territorialmente gli introiti della criminalità sono così distribuiti: nel Mezzogiorno si concentrerebbe il 38% degli introiti criminali, pari a 825 milioni, poi il Centro con 515 milioni (23%), il Nord Ovest con 490 milioni (22%) e il Nord Est con 370 milioni (17%). Alla sola ‘ndrangheta si attribuisce il 40% del giro d’affari complessivo per un valore assoluto di 810 milioni di euro; a seguire la camorra con 730 milioni (33%) e la mafia con 440 (20%) e criminalità organizzata pugliese e lucana con 220 (10%).

”Il turismo in ginocchio per il Covid fa gola ai sodalizi criminali”, dice il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio.

“L’indagine di Demoskopika sulle infiltrazioni mafiose nel turismo – dice all’ANSA il ministro del turismo Massimo Garavaglia – è preoccupante. E’ un fenomeno che danneggia pesantemente il comparto composto da imprenditori seri, danneggiati dalla pandemia. Che soffrono così 2 volte il Covid, sugli affari e sulla concorrenza mafiosa. Il governo sta elaborando formule di finanziamento trasparente in grado di sostenere gli operatori colpiti dall’impatto economico del virus, al fine di renderli impermeabili dalla contaminazione mafiosa. La ministra Lamorgese ha chiaro il quadro e credo stia già adottando iniziative volte a frenare questo tipo di infiltrazioni”.