La Madonna in trono con bambino torna a Ravenna dopo 160 anni. Lopera del Maestro veneziano-ravennate, datata XIII secolo, arriverà in prestito dal Museo del Louvre di Parigi per unoccasione speciale: la mostra Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dellEsilio, che sarà fruibile dal 24 aprile al 4 luglio.
Laltorilievo in marmo rappresenta la Vergine seduta su un trono con in braccio il bambino, che stringe il rotolo delle sacre scritture con la mano sinistra mentre benedice con la mano destra.
Unopera che è strettamente collegata a Dante. Infatti, nella cappella in cui venne sepolto Dante, nelle vicinanze del convento di San Francesco a Ravenna, era presente unimmagine della Vergine e per questo motivo era chiamata La Cappella della Madonna. Secondo lo studioso Corrado Ricci, limmagine corrisponderebbe a Madonna in torno con bambino.
Come mai lopera è conservata al Louvre e non più a Ravenna? Dopo vari interventi di ristrutturazione alla cappella, da parte dellarchitetto Camillo Morigia, la Madonna fu perduta in qualche modo; riaffiorì solo nel 1860, ormai venduta a un collezionista francese, il barone Jean-Charles Daviller. Fu lui a donarla nel 1884 al Museo del Louvre.
Torna così a Ravenna la Madonna in trono con bambino, dopo 160 anni. Ed è stata presentata in occasione del Dantedì, la giornata istituita dal Mibact dedicata al Sommo Poeta (il 25 marzo è la giornata dinizio del viaggio Dante Alighieri allInferno), nellanno in cui ricade lanniversario dei 700 anni dalla sua morte.
Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dellEsilio è una mostra che racconta le vicende dellarte italiana tra il XII e il XIV. Lesposizione si apre con una scultura in bronzo, prestata dalla città di Bologna, e un ritratto di Bonifacio VIII, il papà che lo esiliò.
Alla presentazione della scultura hanno partecipato: Marina Sereni, viceministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Michele de Pascale, sindaco di Ravenna, Elsa Signorino, assessora alla cultura del Comune di Ravenna, Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia, Sandro Gozi, parlamentare europeo, Massimo Medica, curatore della mostra e direttore del Museo Civico Medievale di Bologna, e Mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo della Diocesi di Ravenna e Cervia.
«Il ritorno in città di quest’opera ha affermato Signorino – non è solo un grande onore che diventa un simbolo di temporanea restituzione al patrimonio cittadino, ma è anche il risultato del lavoro di relazioni che in questi ultimi anni si sono intensificate fra il Comune di Ravenna, il Museo d’Arte della città e le principali istituzioni culturali europee».
Una collaborazione tra Italia e Francia rimarcata anche dalle parole del sindaco de Pascale, che ha tenuto a ringraziare il lavoro svolto dallambasciatore Masset e lonorevole Gozi.






