Il desiderio più diffuso tra i consumatori è tornare a viaggiare, ma il 21% dei viaggiatori italiani prevede di rimanere vicino a casa preferendo il turismo di prossimità, in particolare open-air e nella natura. È quanto emerso da unindagine dellOsservatorio di Bit – Borsa Internazionale del Turismo di Fiera Milano.
Secondo lindagine il 21% dei viaggiatori italiani prevede di rimanere vicino a casa, il 16% di raggiungere destinazioni che distano non più di 90 minuti dalla seconda residenza e il 33% è disposto a distanze che superano leggermente i 90 minuti. Le precauzioni igienico-sanitarie porteranno i viaggiatori a optare per un turismo di precisione progettando ogni dettaglio in anticipo, utilizzando strumenti digitali e online.
Un trend che secondo lOsservatorio Bit potrebbe favorire lospitalità diffusa eil turismo lento, per esempio, le destinazioni di montagna vicine alle aree più popolate, come quelle dellarco alpino e appenninico oltre ai piccoli borghi.
Lemergenza ha inoltre inciso sulle capacità di spesa della classe media, una grande sfida per il settore sarà quindi offrire esperienze uniche, capaci di motivare potenziali viaggiatori con un budget limitato.
La possibile risposta è proporre ancora maggiore cura per ristoranti, escursioni ed esperienze nuove e originali fuori dallhotel. Accanto a questi ultimi, si riconferma linteresse per sistemazioni extralberghiere come trulli in Puglia, case rupestri a Matera, agriturismi e b&b in dimore storiche e per lenogastronomia che resterà un potente motivatore con le strade del vino e dellolio e i distretti dei prodotti DOP come attori.
Per ora il sentiment diffuso tra gli operatori è che, al di là delle oggettive difficoltà, il settore si sia dimostrando resiliente e stia ridefinendo lofferta per farsi trovare pronto.






