Il neonato governo Draghi ha portato non solo ad un rimpasto dei ministri, ma anche alla ridefinizione di alcuni ministeri. In particolare, turismo e cultura sono stati scorporati dallo stesso dicastero ed è stato formato un nuovo ministero per il Turismo sotto la guida di Massimo Garavaglia.
Secondo l’ultimabozza del DL Ministeri, il Mibact viene ora ribattezzato ministero della Cultura e tutte le sue funzioni in materia di turismo, compresa la vigilanza sull’Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, passano al nuovo ministero per il Turismo. In pratica il neonato ministero si occuperà di curare, come si legge nella bozza, la programmazione, il coordinamento e la promozione delle politiche turistiche nazionali, i rapporti con le regioni e i progetti di sviluppo del settore turistico, le relazioni con l’Unione europea e internazionali in materia di turismo, fatte salve le competenze del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, e altresì i rapporti con le associazioni di categoria e le imprese turistiche e con le associazioni dei consumatori.
Per quanto riguarda il personale, la bozza specifica che a decorrere dal 31 marzo 2021, la Direzione Generale Turismo del fu Mibact, con i relativi posti funzione di un dirigente di livello generale e di tre dirigenti di livello non generale, sarà trasferita al ministero per il Turismo. Il trasferimento riguarda il personale del Mibact a tempo indeterminato, ivi compreso il personale in assegnazione temporanea presso altre amministrazioni, nonché il personale a tempo determinato con incarico dirigenziale. Fino al 31 marzo 2021, inoltre, il ministero per il Turismo si avvarrà, per lo svolgimento delle funzioni in materia di turismo, delle competenti strutture e delle relative dotazioni organiche del ministero della Cultura che, fino a quella data, continuerà a corrispondere a detto personale il proprio stipendio. Dal 1 aprile, invece, la gestione delle risorse, e dunque anche del pagamento degli stipendi al personale passato dal Mibact, sarà competenza del nuovo ministero per il Turismo. Così come passeranno in capo a quest’ultimo ministero tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, facenti capo ora al Mibact in materia di turismo.
Il decreto prevede anche che il nuovo ministero per il Turismo sarà autorizzato a bandire apposite procedure concorsuali pubbliche entro il 31 dicembre 2021 per l’assunzione di unità di personale, ovvero a utilizzare graduatorie di concorsi pubblici di altre pubbliche amministrazioni in corso di validità, nonché a reclutare personale non dirigenziale mediante procedure straordinarie di mobilità esterna, facendo riferimento al DL del 30 marzo 2001, n.165.
Intanto Massimo Garavaglia ha incontrato il coordinatore della Commissione Turismo e Industria Alberghiera della Conferenza delle Regioni, Daniele D’Amario. Alcuni dei temi affrontati sono stati: la necessità di ricostruire in tempi rapidissimi una governance del sistema turistico, considerando anche l’ipotesi di una cabina di regia per un confronto permanente tra Stato e Regioni; le grandi opportunità legate al Revovery Fund, in primis la possibilità di eseguire interventi strutturali in merito a innovazione e digitale per migliorare l’offerta turistica italiana; i vincoli legati alla direttiva Bolkestein, una questione trasversale su cui il nuovo ministero del Turismo può svolgere un ruolo chiave, di regia, per individuare rapidamente soluzioni che sono quanto mai urgenti per l’economia di molte zone balneari.
Nel corso dell’incontro, inoltre, D’Amario ha condiviso con il neo ministro del Turismo un’agenda dei lavori del prossimo futuro. Un calendario intenso, ha detto D’Amario, composto da diversi punti, tra i quali: un piano di investimenti a fondo perduto affinché siano ammodernate le nostre strutture ricettive; iniziative per facilitare l’accesso al credito; agevolazioni fiscali; sviluppo digitale con una piattaforma digitale per la governance turistica della destinazione Italia, attraverso un DMS (Destination Management System); potenziamento della qualità dell’informazione statistica con la creazione di un database delle strutture ricettive; un piano di promozione turistica dell’immagine Italia nel mondo; investimenti specifici per puntare di più su sostenibilità e mobilità lenta; impegno nell’Unione Europea per la costituzione di un Fondo Europeo Speciale per il turismo; armonizzazione di standard di gestione dei servizi di informazione, accoglienza e assistenza turistica, garantendo standard ma valorizzando le peculiarità regionali; aggiornamento della normativa e della regolamentazione turistica con un Testo Unico generale.






