Dopo 14 anni riapre il Mausoleo di Augusto

da | 22 Dic 2020 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Foto: 1) Veduta della facciata del Mausoleo di Augusto al termine dei lavori di restauro; 2) Veduta dall’alto del Mausoleo di Augusto; 3) Mausoleo di Augusto, 1963, Roma, Museo di Roma, Archivio Fotografico; 4) Pianta ricostruttiva del Mausoleo di Augusto elaborata alla fine degli anni ’20 dello scorso secolo da Guglielmo Gatti, quando l’Auditorium Augusteo non era stato ancora demolito.

E’ chiuso dal 2007 il Mausoleo di Augusto, quando sono iniziate le indagini archeologiche preliminari al grande progetto di restauro del Mausoleo e della piazza Augusto Imperatore. Allora dopo tante esercitazioni teoriche, parole e polemiche, si doveva passare ai fatti. In campo c’erano il restauro di uno dei monumenti più importanti della storia di Roma e non un generico progetto di riqualificazione di una piazza del centro storico, ma la definizione del nuovo assetto di un’area profondamente mutata dopo l’apertura dell’Ara Pacis di Richard Meier. In considerazione della complessità dell’operazione, sindaco Veltroni, venne bandito un concorso internazionale per la sistemazione architettonica del monumento e per ridisegnare la piazza. La giuria, presieduta da Francesco Venezia, scelse fra dieci progetti quello del gruppo “Urbs et Civitas” guidato dall’architetto Francesco Cellini, preside della Facoltà di Architettura di Roma Tre.

Dopo quattordici anni di chiusura riapre dunque dal 1°marzo al pubblico il Mausoleo di Augusto con visite gratuite per tutti fino al 21 aprile “Natale di Roma” e per i residenti per tutto il 2021 (prenotazione a partire dal 21 dicembre). All’Ara Pacis a dare l’annuncio a sorpresa è il sindaco Virginia Raggi. “Un grande regalo in un momento complesso, un segno di speranza per il futuro”, dice. Accanto il vice sindaco Luca Bergamo, la responsabile della Sovrintendenza Capitolina Maria Vittoria Marini Clarelli e della Soprintendenza Speciale di Roma Daniela Porro. E per il privato, che ha contributo in modo sostanziale al recupero del monumento, il presidente della Fondazione Tim Salvatore Rossi e il ceo di Bulgari Jean-Christophe Babin.

L’apertura avviene a conclusione della prima tranche di lavori, ovvero il restauro conservativo, a cui dovranno seguire tutti gli altri, praticamente a cantiere aperto. Per quale motivo? Perché il pubblico possa vedere fin da subito gli interventi sulle murature (qualcosa come 14 mila metri quadrati) che restituiscono il colore dell’opera reticolata, alcune concamerazioni (quel sistema di muri circolari e stanze, non comunicanti a raggiera, fondamentali per reggere il peso dell’edificio), e i lavori sulla piazza, spiega Marini Clarelli, senza nascondersi l’enorme impegno necessario per riuscire a raccontare la storia del Mausoleo e i suoi riutilizzi. A marzo è in programma un convegno scientifico sulla storia del Mausoleo, le novità degli scavi, i mosaici, i marmi, i dati sull’architettura, sull’ingegneria, sull’uso del laterizio da parte dei romani.

Ma veniamo alla storia. Iniziato nel 28 a.C. da Ottaviano di ritorno dalla campagna d’Egitto dove aveva visitato la tomba di Alessandro Magno, nato come tomba dinastica della gens Giulio-Claudia, il Mausoleo di Augusto accolse per primo Marcello, morto a vent’anni, nipote e successore predestinato dell’imperatore. Con il suo diametro di oltre 300 piedi romani (circa 87 metri), alto 50 metri tanto da sfiorare la collina del Pincio, la colossale statua in bronzo dorato di Augusto sulla sommità, è il più grande sepolcro circolare che si conosca al mondo. Nell’area antistante erano collocati due obelischi egizi di granito, poi riutilizzati in piazza del Quirinale e in piazza dell’Esquilino. In prossimità dell’ingresso erano esposte le tavole di bronzo con le Res Gestae dell’imperatore. Attraverso un lungo corridoio d’accesso , il “dromos” si giungeva alla cella sepolcrale, di forma circolare, con tre nicchie rettangolari dove erano collocate le urne.

Il monumento, venerato fino alla tarda età romana, danneggiato dai Goti di Alarico, fusa la statua dell’imperatore per farne monete, saccheggiato per avere materiali da costruzioni, trasformato in fortilizio dai Colonna, passò quindi ai Conti, agli Orsini e ai Soderini che ne fecero un giardino pensile, fino a quando nel ‘700 non fu comprato dal nobile portoghese Correa da Sylva, che ne fece un teatro, da cui il romanesco “Corea” per giostre , tornei, corride. Si vedono ancora gli attacchi per gli animali. Servì anche come fonderia allo scultore Chiaradia per modellare il cavallo del monumento a Vittorio Emanuele II. Dal 1909 al 1936 ospitò i concerti dell’Accademia di Santa Cecilia, vi ha diretto anche Toscanini. Esaltato in chiave politica dal Ventennio, nel ’37 per il bimillenario della nascita di Augusto Vittorio Ballio Morpurgo rifece la piazza, nella fase post bellica ha assunto un significato negativo.

Molto meno famoso del Colosseo il Mausoleo di Augusto ha un valore storico immenso, rappresenta il momento di passaggio dalla Roma repubblicana a quella imperiale, precisa Marini Clarelli. Esempio eloquente del riuso, della riscoperta delle vestigia antiche nella storia della città. Eppure passa quasi inosservato, un monumento negletto, poco visibile, abbandonato da troppo tempo in una piazza declassato al ruolo di capolinea di autobus. Una condizione che dovrebbe cambiare radicalmente grazie agli investimenti pubblici e privati e in tempi non biblici.

Terminata nel ’19 la prima fase di restauro conservativo grazie ai finanziamenti pubblici (2 milioni del Mibact e 2 milioni e 275 mila euro di Roma Capitale) è ora in corso la seconda fase di valorizzazione del Mausoleo finanziata dalla Fondazione Tim con una donazione (6 milioni di euro), un atto di mecenatismo senza altro scopo, dice Salvatore Rossi, presidente della Fondazione nata dieci anni fa. Un intervento che riguarda anche l’allestimento delle camere interne, il restauro della cella funeraria, l’anello verde esterno e il percorso museale con l’ausilio di tecnologie multimediali.

Altra cosa è la sistemazione della piazza. Molto importante perché sarebbe assurdo un monumento restaurato in una piazza lasciata così com’è. Il progetto prevede rampe per le diverse quote, posa in opera di antichi pavimenti imperiali e lo studio e la valorizzazione dei reperti che sono stati ritrovati, come l’antica fogna di età imperiale con copertura in travertino, un cippo, lacerti di mosaici. E in tempi non biblici. A marzo ’21 è stato avviato l’allestimento del percorso museale. Pur con il cantiere in corso sarà possibile accedere all’area centrale del monumento, negli spazi in sicurezza.

Quanto alla piazza a marzo ‘20 sono iniziati i lavori del primo lotto sul lato meridionale, che dovrebbero terminare a fine anno. Il secondo lotto sul lato nord che riguarda il giardino e il posizionamento dei reperti dovrebbe cominciare nel ’22 e concludersi nel ‘23 con la pedonalizzazione della piazza e l’allontanamento dei bus.

Prenotazioni al sito: mausoleodiaugusto.it