Ammirare larte in modalità virtuali non appaga collezionisti e frequentatori di musei, gallerie o fiere. Lemergenza sanitaria da Covid-19 ha modificato la vita di tutti, rendendo impossibile la realizzazione di gallerie darte in ogni parte del mondo, e successivamente abolendo anche le visite a gallerie e musei in Italia. I fruitori dellarte non trovano pienamente soddisfacente usufruire di fiere, aste online, visite a gallerie e musei dai propri dispositivi elettronici: non è possibile sostituire la visione dellopera in presenza. La prima edizione di Lo stato dellarte. Una fotografia del settore Art&Finance ai tempi del Covid-19, mostra nello specifico unanalisi svolta negli ultimi due mesi tra più di mille stakeholder artisti, collezionisti, operatori, esponenti del mondo accademico e appassionati darte per studiare i cambiamenti dellattuale situazione di fruizione del patrimonio culturale e artistico: lefficacia dellacquisto da remoto, la capacità delle piattaforme di soddisfare le richieste di investitori e collezionisti e, in generale, le principali aspettative per il futuro riguardo limpatto sul mercato dellarte e di cambio di competenze nelle figure professionali interessate.
”Anche il mondo dell’arte, della cultura e dei beni da collezione ha subito gli effetti negativi della crisi. In questo contesto i dati quantitativi relativi al mercato dell’arte sono insufficienti per guardare allo sviluppo e al futuro del settore. La ridotta o assente possibilità di fruire l’arte dal vivo resta l’elemento più critico”, dichiara Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader. ”Continua ricerca di innovazione in campo digitale, implementazione di nuovi strumenti normativi, sinergia e collaborazione tra realtà piccole-medie e, infine, lo sviluppo di competenze più trasversali da parte di nuove figure professionali sono tra gli strumenti fondamentali per pensare a una ripartenza del settore e a uno sviluppo più sostenibile a medio-lungo termine”, afferma Barbara Tagliaferri, Art & Finance Coordinator for Deloitte Italy.
”Le nuove aste in formato ‘ibrido’, ossia metà live e metà in streaming, si sono da subito affermate come nuovo possibile strumento chiave per mantenere vivo il mercato anche nel secondo semestre di questo anno. Nonostante sia lecito attendersi che questo format risulterà essenziale per tenere vivo il mercato anche in questi e nei prossimi mesi, è difficile immaginare che il mercato possa tornare ai livelli pre-pandemia nel breve periodo”, continua Pietro Riva, Private Banker di Fideraum, che ha contribuito alla realizzazione del report.
Per il 71% degli intervistati, lemergenza sanitaria continua a influenzare notevolmente le modalità di fruizione dellarte, mentre solo il 10% dichiara che le proprie abitudini culturali siano state poco influenzate dal Coovid-19. Numeri che sono il riflesso dei dati Istat che mostrano la mancata affluenza nei luoghi pubblici italiani di circa 19 milioni di visitatori e un mancato incasso di quasi 78 milioni di euro. Tra gli elementi che influenzano negativamente la predisposizione al consumo artistico vi sono lobbligo di prenotare e organizzarsi con anticipo (42%), la paura del contagio (34%) e la diminuita disponibilità economica (14%), a cui si aggiungono la difficoltà nel viaggiare e lincertezza dello svolgersi di esposizioni ed eventi.
Tutto ciò ha causato un aumento della digitalizzazione del settore con progetti virtuali e modalità di comunicazione digitale. Rimane tuttavia la voglia per gli amanti dellarte di partecipare in presenza ad esposizioni e mostre: solo il 28% degli intervistati ha dato un punteggio elevato allefficacia elle modalità digitali nel sostituire il consumo culturale in presenza, ma il 31% ne dichiara invece la poca efficacia. Tuttavia, le possibilità online offerte sono state usate dal 65% degli stakeholder per il consumo, il 21% sia per il consumo che per lacquisto di opere, il 3,5 solo per lacquisto.
La stragrande maggioranza degli operatori (81%) ha dichiarato che larte non ha perso il suo fascino rispetto al periodo precedente larrivo dellemergenza, nonostante le notevoli conseguenze sulla compravendita di opere darte. Per quanto concerne le case dasta, la diminuzione dei fatturati ha rappresentato complessivamente il 60% nei primi sei mesi del 2020, includendo anche le aste online.






