La danza e la passione non si fermano. L’emergenza coronavirus ha segnato una dura battuta di arresto per tutte le scuola di danza italiane. Con il primo lockdown le scuole di danza sono state costrette a chiudere le porte per diversi mesi e gli allievi sono rimasti a casa senza la possibilità di praticare la loro grande passione. Alla vigilia di ulteriori restrizioni il 22 ottobre, con un Flashmob delle scuole di danza al Pantheon, le ballerine e i ballerini hanno mandato un messaggio chiaro al governo:”La danza italiana e’ un’eccellenza nel mondo. Va salvata. Va protetta”, dice Miriam Baldassari di Assodanza. Sostenuta tra gli altri da Raffaele Paganini, Giuseppe Picone, Mvula Sungani, Daniele Cipriani oltre a tanti coreografi, insegnanti, danzatori e organizzatori, la manifestazione sotto l’insegna dell’hashtag “Vivodidanza” chiede, a nome delle 30.000 realta’ disseminate su tutto il territorio nazionale, di considerare le scuole luoghi sicuri, scongiurandone la chiusura.
Le scuole hanno gia’ aderito a un protocollo per la messa in sicurezza, ma con il dpcm 18 ottobre restano ‘sotto osservazione’ in attesa di una decisione definitiva, un limbo che riguarda anche le palestre.
Il mondo della danza respinge col Flashmob al Pantheon la mannaia della serrata, chiede un tavolo di confronto e di prevedere sostegni economici a fondo perduto, come per le Compagnie ed i Teatri.
Il tutto visivamente rappresentato dalla coreografia portata in piazza della Rotonda sulle note della “Morte del cigno”. I ragazzi hanno rappresentato “una manifestazione simbolo delle cose belle in questa nazione”, osserva Luciano Cannito del Movimento spettacolo dal vivo, ma anche il timore che presto tutta questa bellezza evapori, alla luce delle misure imposte dalla pandemia. Le scarpette slacciate e riposte sul selciato, il nero come colore dominante. “Guardate gli occhi di questi ragazzi, immaginate che hanno fatto una scelta di vita. Quello che decidono loro non lo puo’ decidere un governo. Non si possono chiudere in casa delle persone che hanno fatto una scelta di vita”, sono ancora le parole di Cannito. Per Baldassarri “la danza fa oggi quello che avrebbe dovuto fare prima: uscire dal gruppo, farsi vedere. Togliere la possibilita’ di usarla come espressione dei sentimenti e’ un danno gravissimo”.
La danza è vita, disciplina, espressione del corpo e dell’anima, è cultura, è arte e non va per nessun motivo bloccata.Deve continuare a vivere per tutti i ragazzi e gli insegnanti che hanno fatto della danza la loro ragione di vita.






