Roma, mosaici e mura antiche: rinvenuti insediamenti datati al quarto millennio avanti Cristo

da | 7 Ott 2020 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Pavimenti con mosaico sovrapposti, “come se fossero tappeti”, impreziositi con grappoli d’uva, uccellini e decorazioni floreali, ma anche con motivi non soliti, come il celebre ‘otto’ capovolto, simbolo dell’infinito. E poi moltissime ceramiche, mestoli, lucerne, fermagli per capelli e anche un martello. E’ un percorso all’interno dell’archeologia delle persone, per utilizzare un’espressione di Piero Angela, quello che ha inizio in piazza Albania, all’Aventino uno dei 7 colli di Roma, proprio sotto i nuovi appartamenti realizzati da Bnp Paribas. Ci troviamo alle pendici meridionali dell’Aventino, “da sempre area residenziale” in cui sono stati rinvenuti gli insediamenti più antichi, datati al quarto millennio avanti Cristo.

Nel 2013 la Reale estate del Gruppo ha acquistato lo stabile e nel 2014 sono stati avviati i lavori di consolidamento antisismico. Come al solito, la Soprintendenza speciale ha svolto le indagini preventive. Da quello che attualmente è il livello parcheggi cominciano ad essere rinvenute strutture romane di differente epoche, le più antiche sono datate all’VIII secolo avanti Cristo: pezzi di vasi, frammenti, che testimoniano un’unità abitativa. In seguito, resti del V secolo, come testimonia l’adattamento del tufo per la costruzione di ambienti. Datate tra il V e il III secolo avanti Cristo, inoltre, sono le fondamenta di quella che probabilmente è una torre di avvistamento, perché Roma in quell’epoca doveva fronteggiare le invasioni e aumentava i suoi punti di difesa. Alla metà del II secolo avanti Cristo, invece, viene fatto risalire un grande muro di contenimento, spesso due metri e lungo venti, costruito per accogliere una Domus.

Ed è sotto sotto 180 moderni appartamenti che Roma narra la sua vita antica, quella di ogni giorno, in un ambiente abitato probabilmente da ricchi commercianti. Tra le particolarità, infatti, gli archeologi mostrano sei differenti strati di mosaico, posti uno sopra l’altro a distanza di circa 30 anni. “Come quando noi oggi decidiamo di cambiare tappeto” dichiara sorridendo Piero Angela, il grande divulgatore scientifico che con Paco Lanciano ha dato vita ad una narrazione multimediale dei ritrovamenti che grazie ad un accordo tra la Soprintendenza e Bnp Paribas saranno visibili al pubblico da novembre, due volte al mese. “Le pietre parlano, hanno solo bisogno di qualcuno che le racconti. E qui c’è la vita, la storia di chi ha camminato su questi mosaici e li ha scelti secondo i suoi gusti. E’ l’archeologia delle persone”.

Non un museo, quindi, ma una ‘scatola archeologica’ resa possibile “grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. Tutti potranno scendere nello scavo, che verrà raccontato grazie a questo intervento straordinario di valorizzazione. Sarà emozionante ascoltare e vedere la ricostruzione di un pezzo antico di città”, afferma la soprintendente Daniela Porro.