Turismo: piccoli segnali di ripresa per il mese di luglio ma non per le città d’arte

da | 20 Lug 2020 | Turismo

Un’azione tempestiva per prorogare la cassa integrazione in deroga. Lo richiede la Fiavet sollecitando il Mibact circa l’osservanza degli impegni presi. “Il governo ha dichiarato di voler approvare in tempi brevi la proroga della cassa integrazione in deroga assieme alla proroga del divieto di licenziamento questa dichiarazione non si è accompagnata a un provvedimento esecutivo, così chi ha chiesto la cassa integrazione in deroga dall’inizio, si trova attualmente scoperto nell’attesa che questo proposito si tramuti in realtà, non potendo nè licenziare, nè pagare lo stipendio di agosto ai propri dipendenti. Lo stesso ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, era intervenuto nel corso alla prima riunione del tavolo di crisi per il turismo dicendo che era necessario che il sistema venisse incontro al comparto con ammortizzatori sociali e indennizzi e che il ministero era al lavoro per estendere le misure emergenziali. Per aiutare le imprese era stato garantito che, per i dipendenti in uscita dalla cassa integrazione, non si sarebbero pagati, per un tempo limitato, gli oneri contributivi”, afferma la Federazione.

“Il turismo sta soffrendo in un modo indicibile e non è più possibile esitare oltre i lavoratori dipendono da noi, ma sono prima di tutto cittadini italiani, come noi, c’è quindi necessità che il Governo dica immediatamente cosa intende fare”, dichiara la presidente di Fiavet, Ivana Jelinic.

“La curva è in timida ripresa, grazie al mercato italiano che sta rispondendo, in particolare nelle località di vacanza e durante il fine settimana: da un -80% delle presenze a giugno siamo passati, nelle prime due settimane di luglio, a un -50%. Ma la crisi più grave è quella delle città d’arte, che viaggiano ancora su un calo del 70-80% delle presenze rispetto a un anno fa, perchè soffrono dell’assenza del turismo straniero, specie americano”. Si tratta dell’analisi dei flussi turistici di queste prime settimane d’estate in presenza del Covid svolta da Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.

Sulla stessa linea, anche i dati di un’analisi del Centro studi turistici (Cst) per Assoturismo Confsercenti sulla disponibilità di camere sui principali portali online per il week end del 18 e 19 luglio. Nel fine settimana le zone di mare e montagna vedono nuovamente crescere i flussi di turisti, ma le città d’arte rimangono deserte, con solo il 51% delle camere a disposizione prenotate. Le città maggiormente in difficoltà sono Roma e Firenze, in cui poco più di un terzo della disponibilità (36%) è stato prenotato. In una situazione difficile anche Napoli (38%) e Venezia (42%); leggermente in ripresa Palermo (46%), Milano (46%) e Bologna (49%). Numeri superiori alla media delle altre mete culturali italiani, ma in ogni caso poco soddisfacenti li hanno Perugia (54%) e Matera (55%). La situazione difficile delle mete culturali italiane si deve soprattutto all’assenza del turismo straniero, che in media in estate costituisce all’incirca il 68% delle presenze.

La crisi del settore dovuta all’emergenza coronavirus ha alterato le scelte dei turisti riguardo i propri viaggi. Per quanto non abbia eliminato completamente il desiderio di viaggiare, viene confermata la propensione degli italiani a piccoli spostamenti, di due o tre notti, optando per destinazioni di mare o montagna.