Il ritrovamento archeologico di dieci grandi rilievi rupestri dellVIII secolo a.C. che rappresentano il sovrano e i grandi dei dAssiria nel sito archologico di Faida (20 km a sud della città di Duhok e 50 km da Mosul, Kurdistan iracheno settentrionale), allinterno del Kurdish-Italian Faida Archaeological Project, promosso dallUniversità di Udine e dalla Direzione delle Antichità di Duhok, è presente tra le 5 candidature che parteciperanno al conferimento della sesta edizione dellInternational Archaeological Discovery Award Khaled al-Asaad 2020, che sarà assegnato il 2° novembre prossimo a Paestum, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.
A settembre e ottobre 2019 una missione congiunta italo-curda ha trovato presso il sito archeologico di Faida dieci imponenti rilievi rupestri di epoca assira (VIII-VII secolo a.C.) scolpiti nella roccia lungo un antico canale dirrigazione di quasi 7 km di lunghezza. Il canale di Faida, alimentato da un sistema di risorgenti carsiche, venne fatto scavare, con molta probabilità, dal sovrano assiro Sargon II (721-705 a.C.) alla base di una collina.
I pannelli ritrovati, piuttosto imponenti, lunghi 5 metri ed alti 2, rappresentano divinità e animali sacri. Le immagini raffigurate mostrano il dio Assur, la più importante divinità assira, sopra un dragone e un leone con corna, sua moglie Mullissu, seduta su un trono sorretto da un leone, il dio della Luna Sin, anchegli su un leone con corna, il dio della Sapienza, Nabu, su un dragone, il dio del Sole, Shamash, su un cavallo, il dio della Tempesta, Adad, su un leone con corna e un toro e Ishtar, la dea dellAmore e della Guerra su un leone.
LInternational Archaeological Discovery Award Khaled al-Assad, dedicato allarcheologo siriano che nel 2015 ha perso la vita difendendo il patrimonio culturale del sito di Palmira, ad oggi è lunico riconoscimento internazionale riservato agli archeologi, che con impegno, attenzione, conoscenze e studi scientifici si dedicano ogni giorno al proprio lavoro di studiosi del passato e allo stesso tempo di professionisti a servizio del territorio. Il riconoscimento è conferito in cooperazione con le testate giornalistiche internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers dArchéologie (Francia); dal 2020 anche con British Archaeology (Regno Unito).
Liniziativa Kurdish-Italian Faida Archaeological Project-Kifap è guidato da Daniele Morandi Bonacossi e da Hasan Ahmed Qasim, rispettivamente dallUniversità di Udine e la Direzione delle Antichità di Duhok. Si realizza in un territorio, la Mesopotamia del nord, fondamentale per la storia ancora poco conosciuta, a causa della difficile situazione politica che lha resa protagonista fino ad oggi. Ricerca, tutela, restauri, promozione, formazione e cooperazione sono i punti centrali delliniziativa, che gode dellappoggio di: Governo Regionale del Kurdistan Iraq, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dellIstruzione, Università e Ricerca, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, ArcheoCrowd e Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
“Per l’Università degli Studi di Udine è motivo di grande orgoglio e soddisfazione che i risultati della nostra missione archeologica in Mesopotamia del Nord siano stati inseriti fra le 5 candidature che concorreranno all’assegnazione della 6a edizione dell’International Archaeological Discovery Award ”Khaled al-Asaad” 2020, di fatto l’unico premio internazionale di archeologia. Sono diversi anni che il nostro ateneo opera in quelle zone grazie all’impegno del team di lavoro guidato dal professor Daniele Morandi Bonacossi. Questo risultato è anche il frutto del continuo e determinato supporto dell’Università di Udine e di tutti i rettori che si sono succeduti, del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale e, aspetto di assoluto rilievo, di un intero sistema regionale”, dichiara il rettore Roberto Pinton.






