Foto: 1) La bagnante, h.55 cm.,1918,Museo Udine; 2) La figlia del lavoro, h.55 cm, 1916,bronzo, coll.priv.
In una recente nota dal titolo Amleto Cataldi, lo scultore di Roma.. umiliato abbiamo descritto una certa situazione a dir molto poco, imbarazzante, non tanto per lartista che è così grande e magnifico che non sono certamente gli indotti e gli illetterati pur se valenti e provetti nelle arti, che ne possano inficiare la grandezza: la questione è più seria e si torna sempre alle origini: la incapacità quasi scientifica e convissuta di capire prima e di valorizzare dopo quello che si ha, con uno dei risultati di tale cinismo/insensibilità: che tutti i musei del mondo sono ripieni quasi esclusivamente delle cose italiane, sopra terra e sottoterra!
Ma si torni ad Amleto Cataldi, lo scultore di Roma, meglio e più confacente sarebbe stato se fosse stato lo scultore dello Zimbawe, allora tutto quanto qui appresso più comprensibile perfino normale. Al Quirinale e alla Banca dItalia si trovano due sculture in bronzo quasi identiche, della più grande importanza: un Arciere alto 1,86 m, del massimo significato, stando anche ai critici dellepoca. Ebbene quello del Quirinale, che fu regalato al Presidente Saragat dalla Associazione dei Partigiani, fu successivamente spostato nella serra e oggi spostato in una rientranza dello scalone che porta in cucina, a gratificazione dei camerieri e dei cuochi. Significa che per i cultori darte quirinalizi Cataldi è uno stuoino. Quello di proprietà della Banca dItalia tenuto per almeno cinquantanni in condizioni degne appunto di certe repubbliche africane, lurido e sporco, nello scantinato di un loro palazzo, oggi, ripulito, è stato collocato, onore sommo, nel giardino della Banca a Vermicino.. allammirazione del giardiniere!
Agli inizi del 1900 il Governatorato di Roma conferì a Cataldi, superato il pubblico concorso, lincarico di realizzare in marmo il busto del poeta Carducci da poco deceduto. Lartista realizzò, sempre a detta dei critici dellepoca, unautentica opera darte, io aggiungo: un capolavoro indiscutibile. La destinazione era la Protomoteca del Campidoglio, dove effettivamente fu collocato assieme agli altri busti ivi presenti di altri artisti. Dieci anni fa allincirca, la scultura non si trovava nella destinazione originaria. Chiesi ragguagli ma nessuno sapeva. Ora sono tornato alla carica e la risposta ottenuta è questa: la scultura si trova in un magazzino inaccessibile al pubblico!. Io penso invece che la scultura sia scomparsa oppure sia stata danneggiata: non posso credere che proprio perché un capolavoro sia stata allontanata per tema di oscurare gli altri ritratti! Di conseguenza sono certo che qualcuno dellAmministrazione Capitolina si farà carico di andare a fondo a tale ulteriore offesa ad Amleto Cataldi e restituire lopera ai cittadini.
La situazione di immagazzinaggio o dell emarginazione sembra essere il destino dellartista: se si va alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di opere di Cataldi ne hanno cinque, una sotto il finestrone del caffè e quattro in deposito, in magazzino! Eppure tra queste cinque ve ne è una in marmo Il risveglio o Donna Nuda che alla Esposizione Internazionale del Cinquantenario del 1911 ottenne il primo premio da una giuria internazionale composta da trenta membri: oggi tale capolavoro non so bene da quanti anni, è precluso alla vista e alla ammirazione del visitatore. Inutile aggiungere che nei due repertori pubblicati pochi anni fa dalla Galleria Naz. uno sugli artisti presenti e uno sulle opere, Cataldi è assente! Parrebbe dunque che sia in atto la cosiddetta damnatio memoriae! Se ci si guarda in giro nella Galleria Nazionale è arduo obiettare che trattasi di normale rotazione o avvicendamento di opere! Inoltre se si sa e vuol leggere, i Cataldi, specie alcuni, non si tolgono alla vista e alla ammirazione di un cultore!
Se si entra nella Galleria Comunale invece la situazione è in netta antitesi: oggi finalmente dopo anni di reclusione, le loro tre opere sono esposte al pubblico, epperò anche in questa sede, curiosamente, Cataldi è un appestato! in questi ultimi anni la Galleria Comunale ha organizzato almeno due iniziative espositive sugli artisti del Novecento, ebbene in entrambe le mostre Cataldi era assente! E se oggi si entra nel sito web, sI trova una icona in caratteri cubitali: TUTTE LE OPERE: se si sfogliano tutte, Cataldi assente! Anche qui come detto più sopra, ha luogo una manovra intesa alla cancellazione dellartista! Qui mi arresto con la descrizione degli incredibili torti -e ve ne sono altri!- che da siffatti scranni si muovono allartista Amleto Cataldi, lo scultore di Roma.
oltre alle doglianze e alle denunce, ci resta solo di fare appello al Ministro Franceschini e allAssessore Bergamo nonché agli organismi di tutela ma soprattutto ai cultori di arte, di aprire gli occhi su tali a dir poco inammissibili e insensate realtà qui denunciate.






