“Siamo riusciti a salvare Pompei e a restituirla all’umanità, chiudendo il progetto nei tempi prestabiliti, grazie a un lavoro corale. In 5 anni abbiamo speso tutto il finanziamento europeo. Fra 2 mesi chiuderemo anche il cantiere dei nuovi edifici demaniali dove saranno trasferiti gli uffici amministrativi presso Porta Stabia”. Sono queste le parole del Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, in seguito alla visita del ministro della cultura Dario Franceschini al sito archologico. “Oggi riapriamo tre domus: la Casa degli Amanti era in una situazione precaria con le coperture pericolanti. Nella Casa del frutteto finalmente si possono apprezzare tutte le pitture con un restauro curato nei minimi dettagli. Nella Casa della Nave Europa c’è un bel graffito di nave onoraria. Era stata aperta e chiusa per problemi statici e mostra una connessione mediterranea. Ora lavoreremo sul salone della Villa dei misteri. Le stanze saranno illuminate con luci compatibili con gli affreschi”, sottolinea il direttore.
“Dobbiamo continuare a rafforzare il lavoro nel sito, ma la seconda sfida è intervenire fuori dal sito. Ci sono 7 comuni, un territorio sconfinato, pieno di problemi e complessità, dove bisogna creare infrastrutture. La crescita continuerà e deve portare ricchezza. Stiamo completando l’hub ferroviario che consentirà dalla stazione centrale di Napoli di raggiungere direttamente Pompei, incrociando con la Circumvesuviana”, dichiara Franceschini. “C’è poi anche il turismo religioso. Pompei è una possibilità di crescita che riguarda tutto il mezzogiorno, nel quale si trova un concentrato di bellezza, arte, archeologia, città d’arte, borghi. Investire in questo è adempiere il ruolo istituzionale”, continua.
“Oggi si conclude la messa in sicurezza prevista dal Grande Progetto Pompei, ma qui i lavori non finiranno mai. Lo stato continuerà a stare vicino al sito Patrimonio dell’umanità con risorse, personale, sostegno”, dichiara ancora Franceschini insieme al direttore del Parco, per mostrare alla stampa i risultati della grande iniziativa di restauro cominciata nel 2014 con 105 milioni di euro, 75 dei quali stanziati dalla Ue, ed avviare lapertura di tre nuove domus. “Abbiamo già stanziato altri 50 milioni per proseguire i lavori. Pompei richiederà sempre risorse, manutenzione, ricerca. E’ ‘una grande sfida anche se adesso che si chiude il grande progetto, ci aspetta un’altra grande sfida: quella dell’esterno, di tutto quello che c’è fuori dalle mura del sito archeologico. Qui fuori ci sono sette comuni, un territorio sconfinato pieno di problemi e di opportunità. Stiamo completando il disegno dell’hub ferroviario, c’è un problema di trasporti e di strutture ricettive, una grande opportunità di crescita, conclude, che riguarda Pompei, la Campania, il Mezzogiorno. Qui c’è tutto, investire in tutto questo è un dovere costituzionale, ma anche una grande opportunità di crescita”, conclude Franceschini.
Una storia di riscatto che non si conclude con il Grande Progetto Pompei. Il Parco archeologico negli ultimi cinque anni ha subito una grande opera di restauro. “E’ un luogo vivo. Prima era conosciuto per i crolli e per le file dei turisti bloccati all’ingresso da uno sciopero improvviso del personale. Oggi è un modello”, afferma Franceschini. Il Grande Progetto Pompei ha incrementato il numero di visite del 47%, fino ad arrivare a poco meno di 4 milioni di visitatori nel 2019 (2,6 milioni nel 2014). I lavori hanno coinvolto 50 chilometri di colmi murari e 30mile metri cubi di murature, per 10mila metri quadri di intonaci. Lo scavo ha rivenuto 73 anfore, di cui 52 ancora intatte. E Pompei ha rappresentato anche un luogo di sperimentazione di nuove metodologie di scavo e di ricerche, con luso di un drone, di laser scanner e georadar.
“Pompei è una storia di riscatto italiana bellissima. Cinque anni fa era sinonimo di crolli, di file di turisti davanti ai cancelli per scioperi improvvisi, di incapacità di spendere i fondi dell’Unione europea. Mi pare che si sia dimostrato che quando in Italia facciamo squadra, ci rimbocchiamo le maniche e si scelgono le persone giuste cambia davvero tutto, conclude il ministro.






