Il volto di Leonardo da Vinci nascosto nell’ Angelo Annunciante di San Gennaro

da | 25 Nov 2019 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Non smette di far parlare di sé l’Angelo Annunciante di San Gennaro in Lucchesia, la più grande tra le sculture di Leonardo da Vinci secondo l’attribuzione di Carlo Pedretti. Il volto della statua, in mostra fino fino al 20 febbraio 2020 nel nuovo Centro culturale Leo-Lev di Vinci (Firenze) e restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure, sarebbe un ritratto del grande genio del Rinascimento.

E’ quanto afferma la storica dell’arte Ilaria Boncompagni, funzionaria della Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio delle province di Lucca e Massa Carrara. Ilaria Boncompagni è autrice di uno studio che prende le mosse dalla comparazione dell’Angelo proveniente dalla Pieve di San Gennaro a Capannori col David di Andrea del Verrocchio, che secondo molti avrebbe il volto del giovane Leonardo.

“Dal raffronto traspare la netta somiglianza fra il volto dell’Angelo e quello del David, considerando la forma del viso, la resa della capigliatura, la linea delle sopracciglia. Inoltre troviamo il medesimo strabismo che disarmonizza entrambe le opere: un difetto oculare presente in ritratti e autoritratti leonardeschi come il celebre Uomo Vitruviano”, afferma la ricercatrice.

I primi esiti dello studio, che continuerà basandosi su modernetecnologie, tra cui software per l’invecchiamento digitale del volto, saranno presenti nel volume “A colpo d’occhio è Leonardo!” (Edizione Polistampa), che l’autrice presenterà sabato 30 novembre alle 17.30 presso il Centro Leo-Lev a Vinci.

La scultura palicroma in terracotta, alta 131 cm, raffigurante l’Arcangelo Gabriele, era stata attribuita nel 1958 alla scuola del Verrocchio dallo storico dell’arte Ludovico Ragghianti, per poi essere riconosciuta nel 1999 da Pedretti come un’opera giovanile di Leonardo da Vinci. Realizzata alla fine del Quattrocento e situata nella Pieve di San Gennaro a Capannori, la statua subì un forte danneggiamento quando, nel 1773, si ruppe dopo essere stata colpita da una scala. La mostra, intitolata “Se fosse un Angelo di Leonardo…L’Arcangelo Gabriele di San Gennaro in Lucchesia e il suo restauro”, è curata da Ilaria Boncompagni, da Oreste Ruggiero e da Laura Speranza. Il restauro, durato meno di un anno e sovvenzionato dal Centro “Leo-Lev”, è stato svolto dal settore dei materiali Ceramici, Plastici e Vitrei dell’Opificio delle Pietre dure, sotto la guida di Laura Speranza. L’Opificio ha anche realizzato una copia fedele dell’angelo in terracotta, grazie alla scansione in 3D dell’opera e l’analisi ed il miglioramento dei pigmenti originari e l’uso della medesima tecnica pittorica, ottenendo una scultura che riproduce l’opera, come se fosse appena uscita dalle mani di chi l’ha realizzata.

L’Angelo e la sua replica sono esposti al primo piano del complesso del Centro espositivo “Leo-Lev”, dove i visitatori avranno accesso ai materiali multimediali della statua, alle informazioni sul suo restauro e alla realizzazione della copia. Inoltre un filmato ripercorrerà la storia della statua e il percorso che ha portato l’opera attraverso la Valdinievole fino alla pieve romantica di San Gennaro, dove sarà riportata a mostra conclusa.