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Aufreiter non accetta il rinnovo e lascia la Galleria Nazionale delle Marche per il Technischen Museums di Vienna

da | 25 Giu 2019 | Arte e Cultura, Persone e Carriere

Peter Aufreiter, attuale direttore della Galleria Nazionale delle Marche con sede a Urbino dal 1° gennaio 2020 sarà il nuovo direttore del Technischen Museums (Museo della Tecnica) di Vienna, a cui è collegata la Österreichischen Mediathek (Mediateca austriaca).

Una laurea in storia dell’arte e filologia germanica, la conoscenza di quattro lingue e le tante esperienze professionali sia in Italia che all’estero lo hanno infatti portato alla vittoria del concorso per dirigere il museo viennese. Considerato il candidato più qualificato tra le 22 persone che hanno fatto domanda, il contratto di Aufreiter durerà quattro anni, fino al 31 dicembre 2024. Alla fine del prossimo novembre invece scadrà l’incarico che il ministero dei Beni culturali, all’epoca guidato da Dario Franceschini, gli aveva conferito nel 2015.

“Sono stato informato del ministero dei Beni culturali che, nonostante ci sia la possibilità di rinnovarlo, per via della riforma Bonisoli sull’autonomia dei musei non è sicuro che il secondo mandato possa durare quattro anni. E siccome un lavoro come direttore di un museo non si trova da un anno all’altro- spiega- mi sono già mosso in inverno. Da Natale ho fatto diversi colloqui in Inghilterra, in Germania e in Austria. E ho scelto il Museo di Vienna”. A convincerlo a partire, è stata quindi per assurdo proprio la lettera con la quale il Mibac, dieci giorni fa gli proponeva di rinnovare il suo incarico: “La riforma può prevedere cambiamenti e ho pensato che c’era troppa incertezza” continua il direttore. Non solo. Già il progetto di Franceschini che lanciava i musei autonomi secondo Aufreiter era da migliorare: “Io speravo che nel tempo la nostra autonomia sarebbe aumentata, che avremmo potuto gestire noi il personale, ad esempio. Invece, anche se il testo della riforma ancora non si conosce, mi pare che l’autonomia per i musei diminuirà ancora. Il ministro è giusto che scelga la sua strategia, ma forse io in questa strategia non mi trovo, non mi sento utile al cento per cento e valorizzato. Io sono bravo nella valorizzazione, ma con i bandi e l’amministrazione italiana dopo quattro anni ho ancora qualche difficoltà. Quindi dico che forse è meglio che sia un italiano esperto della pubblica amministrazione a portare avanti questa riforma. Io quello che so fare l’ho fatto”.

La coscienza, sottolinea, è a posto: “In questi anni abbiamo organizzato 20 mostre e preparato completamente le iniziative per l’anno di Raffaello che si articolerà in tre importanti esposizioni, vado via senza sensi di colpa”. Anche per i risultati ottenuti curando la valorizzazione, aprendo il museo ai concerti e persino ai matrimoni, lanciando tante iniziative e coinvolgendo tante realtà tanto che in città, raccontano, è molto benvoluto: i visitatori sono aumentati del 30 per cento, nonostante il terremoto, gli introiti sono addirittura raddoppiati. E il cuore di Aufreiter piange perché “Di Urbino di questo museo, dello staff – dice – mi sono innamorato”.

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