“Omaggio a Roma” l’installazione d’arte contemporanea firmata Daniel Buren

da | 13 Nov 2018 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Un’opera d’arte contemporanea, di forte impatto visivo e di dimensioni notevoli (370 mq di vetro, luce e colore), di Daniel Buren completerà la facciata rimasta scabra del Palazzo De Angelis a via delle Muratte. Enormi lastre bianche con semicerchi e rombi che si vedranno da lontano. “Per me il colore è pensiero puro” afferma l’artista che ha ideato un gioco di geometrie, luci e colori, visibili di giorno come un delicato affresco e illuminati di notte.

Forme e colori inusitati nel cuore della Roma barocca, è questo il progetto che vedrà la luce entro l’estate dell’anno prossimo “Genio Civile permettendo”, precisa Salvatore Leggiero, imprenditore, appassionato d’arte e di salvaguardia del patrimonio culturale italiano che ha basato il suo modello di affari sull’unione fra arte e architettura. E’ a capo di una società immobiliare che in Italia ha aderito al progetto “B-corpotation” che oltre all’utile sociale persegue un beneficio per la comunità. Un raro esempio di dialogo impresa-cultura. La Leggiero Real Estate, proprietaria dell’immobile, ha invitato l’artista a completare la facciata cieca, che si scorge solo avvicinandosi, come una sorpresa all’interno della strada. Si era cercato di farlo a più riprese con interventi in stile. Ma la Soprintendenza ha risposto sempre no. Se ne compiace il Soprintendente Francesco Prosperetti favorevole al dialogo fra antico e moderno e al progetto di Buren con cui ha lavorato più volte.

L’estate di due anni fa l’opera più spettacolare di tutta la rassegna “Par Tibi, Roma, Nihil” svettava sulle Arcate Severiane, proprio là dove un tempo c’era il “Septizonium” voluto da Settimio Severo, abbattuto da Sisto V per opera dell’architetto Fontana (il materiale servì per le fabbriche sistine) e tanto ammirato dagli artisti del Rinascimento. Era di Daniel Buren la “Scacchiera arcobaleno ondeggiante”, l’enorme bandiera che si allungava sulla sommità del Palatino, visibile da ogni dove, formata da tanti vessilli stretti e lunghi (nove metri d’altezza), che si muovevano nel vento. E che richiamavano altre insegne, quelle delle legioni romane celebrate dalla storia. Altro intervento in ambito antico le cinque installazioni ideate per il Parco Archeologico di Scolacium in Calabria.

Ed ora l’artista francese che nell’86 si è aggiudicato il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, vincitore nel 2007 del Praemium Imperiale per la pittura, che nel 2010 ha inaugurato la sua prima installazione permanente al Museo d’arte contemporanea di Roma, famoso per i suoi interventi “in situ” che giocano sui punti di vista, sugli spazi, sui colori, sulla luce, sul movimento, sull’ambiente, sul taglio, sulle strisce colorate alternate al bianco, quali strumenti visivi per definire lo spazio, si misura a Roma con la città storica, la città barocca.

L’invito alla conferenza stampa per la presentazione dell’opera era al Quirinetta, il cinema nato negli anni Venti in stile liberty, chiuso nel 2002 e diventato social bar, caffè e cucina, come si legge nella locandina. Che non è stato possibile vedere a causa di un imprevisto. A due passi da uno dei teatri storici della città che continua a resistere il Teatro Quirino, sorto nel 1871 per iniziativa del principe Maffeo Barberini Colonna Sciarra, ristrutturato nel 1882 dagli architetti Morra e De Angelis. Proprio quel Giulio De Angelis che ha curato alcuni dei più significativi progetti di edilizia privata della seconda metà dell’Ottocento, a cui si aggiungono progetti di restauro di importanti edifici pubblici. De Angelis firma il palazzo degli ex Magazzini Bocconi (i magazzini “Alle città d’Italia”), la famosa Rinascente e su incarico del principe Sciarra realizza l’apertura della Galleria Sciarra e di via Minghetti. Da ultimo costruisce l’edificio che porta il suo nome, Palazzo De Angelis in stile Art Déco con inserti n ghisa, su via delle Muratte fra via del Corso e Fontana di Trevi, al centro del centro di Roma che sarà abbellito dall’opera di Daniel Buren. Un palazzo di 6 piani con 67 camere che, una volta ristrutturato, diventerà il primo esclusivo boutique hotel della catena IBEROSTAR, una multinazionale spagnola al 100% a conduzione familiare con sede a Palma di Maiorca.