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La Sicilia è una regione su cui investire

da | 6 Nov 2018 | Promozione e valorizzazione, Turismo

Il turismo in Sicilia attira più stranieri che italiani. È quello che emerge da uno studio realizzato da Intesa San Paolo e presentato ieri a Palermo durante il convegno “Il Turismo in Sicilia: quali potenzialità”. I turisti non italiani sono aumentati del 22,2% nel decennio passato (2007-2017), mentre la domanda degli italiani è calata del 14%. Nell’analisi, inoltre, si evidenziano nove aspetti che si devono prendere in considerazione per promuovere al meglio la regione.

La Sicilia è sempre stata una terra piena di potenzialità, sin dall’antica Grecia. Ha molto da offrire e il turismo, se sviluppato correttamente, magari portando avanti un piano a lungo termine, potrebbe davvero essere la marcia in più che fa balzare in prima posizione la Sicilia tra le regioni più visitate del Meridione, superando così la Campania.

Intesa San Paolo, proprio per rafforzare il settore turistico siciliano, propone un progetto di sviluppo in 9 punti. La Sicilia è mare, cultura, ambiente, enogastronomia, bisogna «dare – come si legge nell’analisi esposta da Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo – valore e significato alla destinazione Sicilia, deve essere il motore di ogni azione programmatica e operativa. L’Esperienza e la motivazione sono l’anima ed il cuore del turismo 3.0».

Unica, accessibile, trasparente, sicura, informata, preparata, connessa, digitalizzata, multi destination. Ecco le parole chiavi, i punti programmatici del progetto. La Sicilia può essere unica facendo crescere tutti i suoi punti di forza; deve essere accessibile, garantendo il buon servizio delle infrastrutture per la viabilità; è sicura, poiché tutta Italia sta emergendo come paese privo di minacce; deve essere informata, ovvero mappata di tutte le offerte possibili; gli operatori, inoltre, devono essere preparati e professionali, nonché connessi tra loro; promossa su web attraverso gli strumenti dedicati. Infine, bisogna fare affidamento su tutte le destinazioni possibili, considerando anche il turismo esperienziale.

Il nostro paese, non dimentichiamolo mai, è nellatop 10 delle destinazioni del turismo mondiale. Dal 2000 a oggi il turismo è cresciuto insaziabilmente, da 696,8 mln di arrivi a 1.322 mln. Però l’Italia non è riuscita a stabilizzarsi o a migliorare in questa classifica, anzi siamo scesi di una posizione. Dal IV al V posto. Eppure l’Italia è il secondo brand per numero di ricerche su Google, subito dopo Coca-Cola. 85 miliardi all’anno le ricerche che contengono Italia, 7 miliardi con la combinazione Italia e turismo. Sta di fatto che il brand Italia vale 1.521 miliardi di dollari, valore che è aumentato rispetto del 45% in 3 anni. Il turismo in Italia può fare la differenza, poiché è direttamente collegato ad altri settori collaterali.

Abbiamo bisogno di investire ela Sicilia è una regione su cui investire. I dati lo dimostrano. L’internazionalizzazione della domanda cresce e raggiunge il 49,3% nel 2017 rispetto al 40,6% del 2007. Nell’anno corrente il trend continua a essere positivo: la spesa dei viaggiatori in Sicilia nel I semestre è aumentata del 15,9% e si ha un pernottamento medio di 3 giorni (leggermente minore rispetto ai dati del Meridione e dell’Italia). Anche le strutture alberghiere sono andate verso un aumento qualitativo del servizio: le strutture 4/5 stelle rappresentano il 32,3% contro il 19,8% nel 2007, mentre l’Italia in complessivo è passata dal 13,3% al 18,7%. Per non parlare del numero dei posti letto: dal 38,1% al 49,4% (Italia: 29,7% al 36,7%).

Nel corso del convengo è stata presentata anche “Il turismo in Italia e nel Mezzogiorno”, da parte di Salvio Capasso, resposabile dell’area di ricerca Economia delle Imprese di SRM (Studi di Ricerche per il Mezzogiorno). Hanno inoltre partecipato Giovanni Ruggieri, docente di Tourism Systems Economics del Corso di Studi Magistrale – UNIPA, Marcello di Martino, Direttore Commerciale Imprese Lazio, Sardegna e Sicilia Intesa Sanpaolo, Giuseppe Cassarà, Presidente Federturismo Confindustria, Nicolò Farruggio, Vice Presidente Vicario Federalberghi, Costanza Giotti, Operatore turistico, Antonio Mangia, Operatore turistico, Vittorio Messina, Presidente Nazionale Assoturismo e VP Confesercenti.

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