“Il ricevimento del Praemium Imperiale per la musica 2018 mi rende non solamente felice ma molto orgoglioso, perché viene dalla famiglia imperiale. Oggi ho incontrato insieme agli altri premiati l’imperatore e l’imperatrice, che sono stati estremamente gentili e informati perfettamente della mia attività. Io amo molto il Giappone. Trovo che sia un paese veramente strepitoso, con una cultura e una disciplina sociale che dovrebbe essere un punto di riferimento per molti Paesi del mondo. Per cui questo premio acquista un valore ancora più profondo perché viene da una terra che io stimo, che io amo e in cui, dal 1975, ho fatto tanti concerti e tante opere per un pubblico unico e straordinario”.

Con queste parole che esprimono ringraziamento e soddisfazione il Maestro Riccardo Muti ha commentato a caldo la consegna del Praemium Imperiale 2018 “in honor of Prince Takamatsu”. Artista di fama internazionale, napoletano, classe 1941, dopo il primo posto al Concorso Cantelli, ha iniziato una carriera che lo ha portato ai più alti livelli nel mondo, dirigendo le orchestre più esclusive. Dalla Philharmonia di Londra alla Philadelphia Orchestra, alla Scala. Attualmente è direttore musicale della Chicago Symphony Orchestra e intrattiene una lunga collaborazione con i Wiener Philharmoniker e il Festival di Salisburgo. Si è dedicato molto alla formazione dei giovani fondando nel 2004 l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e tre anni fa a Ravenna l’Italian Opera Academy per giovani direttori e cantanti.

La fastosa cerimonia di premiazione della trentesima edizione si è tenuta (oggi) il 23 ottobre al Meiji Memorial di Tokio. Oltre al Maestro Muti sono stati premiati per la pittura l’artista belga-francese Pierre Alechinsky, per la scultura la giapponese Fujiko Nakaya, per l’architettura i francesi Christian de Portzamparc e per il teatro-cinema Catherine Deneuve. Ogni vincitore riceve un premio di 15 milioni di yen (circa 117.000 euro), un diploma e una medaglia conferiti dal Patrono Onorario della Japan Art Association, il Principe Hitachi, fratello dell’Imperatore, presenti gli interessati (assente per motivi di salute Alechinsky). Solo a questa condizione è possibile avere il riconoscimento.

Istituito nel 1988 in occasione del centenario della Japan Art Association il Praemium Imperiale, considerato il più importante e autorevole al mondo, detto il “Premio Nobel dell’Arte”, per l’estrema serietà della selezione, giunge a compimento dopo una lunga e complessa procedura affidata a sei consiglieri internazionali e ai loro comitati incaricati di proporre la rosa dei nomi. Successivamente i comitati di selezione da quelle rose scelgono i vincitori. I cinque artisti di quest’anno si aggiungono ai 150 già insigniti del premio. Fra gli italiani figurano Claudio Abbado, Gae Aulenti, Luciano Berio, Cecco Bonanotte, Enrico Castellani, Federico Fellini, Sophia Loren, Umberto Mastroianni, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Renzo Piano, Maurizio Pollini, Arnaldo Pomodoro, Giuliano Vangi e Giuseppe Penone.