Milano e Lione si alleano per il quinto centenario dalla morte di Leonardo

da | 14 Ott 2018 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Nella foto: Musée de Confluences di Lione

Piacevole sorpresa per la collaborazione multietnica tra Lione e Milano. Il Musée de Confluences e il Museo delle culture (Mudec) lavorano infatti a un protocollo d’intesa per “unire le forze” nella convinzione di avere il compito di “rigenerazione urbana” da portare avanti nella società ormai ampiamente meticcia in cui viviamo, secondo le parole di Marco Minoja, direttore del settore Cultura del Comune di Milano.

Nel dicembre 2014 veniva fondato Musée de Confluences di Lione in prossimità della confluenza tra il Rodano e la Saona e la sua collezione etnografica e di storia naturale composta da 2,4 milioni di oggetti è seconda in Francia solo a Quai Branly di Parigi, mentre sei mesi più tardi nasceva il Mudec di Milano.

L’assessore Filippo Del Corno afferma: “Il prossimo anno si celebra Leonardo a 500 anni dalla morte e questo (ndr, cioè Lione) è un ponte naturale fra l’Italia, in particolare Milano che è la città dove Leonardo ha vissuto più a lungo, e la Francia dove è morto”. Per la celebrazione le ferrovie francesi, in particolare Tgv che collega Parigi e Milano via Lione avrà un look leonardesco, anche se ne esiste già uno della Sncf dedicato alla mostra “Hugo Pratt linee d’orizzonte” del Musée de Confluences con una media di 1500-1800 visitatori al giorno che ha l’ambizione di raggiungere i 400 mila.

Oltre agli 80 oggetti del museo (tra copricapi degli indiani d’America, scudi, boomerang e teste rimpicciolite) sono esposti altri 140 appartenuti a Pratt, più qualche inedito, tutto immerso in gigantografie realizzate ad hoc, per un’esperienza totalizzante.

Due dei copricapi in mostra sono la donazione recente del magnate e collezionista d’arte Antoine De Galbert, che ha consegnato al Confluences centinaia di copricapi di guerrieri, stregoni, giudici, cacciatori e spose e danzatrici di tutto il mondo. Verso giugno 2019 andranno a sostituire la mostra di Pratt.

Cédric Lesec del Confluences ha dichiarato: “Abbiamo capito che dovevamo essere accessibili al grande pubblico. Abbiamo un dovere civico e siamo al servizio dei cittadini”.