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L’Argentina, il digitale e la Cina nel mirino del Ministro Centinaio

da | 30 Set 2018 | Promozione e valorizzazione, Turismo

Il 27 settembre è stata la Giornata mondiale dedicata al Turismo. Raccontata sui social dagli hashtag #WTD2018 e #WorldTourismDay. Il ministro per le Politiche agricole alimentari forestali e del turismo Gian Marco Centinaio ha “festeggiato” “volando in Argentina dove stiamo portando avanti un bellissimo progetto e firmiamo un protocollo d’intesa con il loro ministro per il ‘turismo di ritorno’, quello che riguarda i discendenti dei nostri emigrati all’estero, e una serie di iniziative per l’enoturismo che coinvolgono anche il Brasile”. Come spiega più avanti, “Nei prossimi anni faremo una serie di iniziative sia in Italia che in Argentina: loro proporranno agli italiani di venire a trovare il ‘cugino argentino’ e noi proporremo a questo popolo (il 50% di loro ha origini italiane) di venire a riscoprire le loro radici. Quindi questo vorrà dire fare turismo anche in aree che non sono mete turistiche tradizionali e soprattutto anche al di fuori dell’alta stagione”.
“Tengo molto alle tematiche di questa giornata dedicata quest’anno alla trasformazione digitale, perché l’Italia in questo campo si trova all’anno 1 oppure 2 e cioé sta rincorrendo altri paesi che sono molto più avanzati”. Il tema del digitale ha una precipua centralità nella linea politica del Ministro, in particolare le wi-fi (“in tante zone non si riesce nemmeno a telefonare”) e i big data forniti in tempo reale.
C’è poi il colosso Cina. Secondo il Report della China Tourism Academy (l’ente del Ministero della Cultura e del Turismo cinese) l’Italia sarebbe la terza nazione più amata. “Con il mio staff stiamo lavorando molto sullo sviluppo futuro del turismo dalla Cina e lo proporremo anche al prossimo cda di Enit. Parlo non solo di promozione, ma anche di servizi aggiuntivi che vogliamo proporre ai cinesi in Italia. Ai primi di novembre sarò in Cina per parlarne con i tour operator locali”. Tuttavia, prosegue, “Non possiamo nasconderci che finora abbiamo vissuto sugli allori perché alcuni Paesi hanno avuto problemi di sicurezza e determinate destinazioni non venivano proprio prese in considerazione. Ora la Tunisia ha ricominciato a tirare, la Turchia e l’Egitto anche. Ma per l’anno prossimo rischiamo di trovarci di fronte dei segni meno, se non ci muoviamo innanzitutto sui temi di infrastrutture, lotta all’abusivismo e promozione. Promozione fatta in modo diverso, selezionando i mercati, mettendo in sinergia Enit, Ice e Camere di Commercio, promuovendo il paese non solo per quanto è bello ma anche per quanto è buono, valorizzando i nostri 8 mila chilometri di coste perché il 30% dei nostri turisti vengono per il mare e non solo per le città d’arte. Va fatto tanto lavoro, di programmazione e ragionamento tra gente che parla stessa lingua”.

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