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Civita di Bagnoregio: una città che rinasce dai turisti asiatici

da | 13 Set 2018 | Promozione e valorizzazione, Turismo

Civita di Bagnoregio, il borgo medievale che ha ispirato il film di animazione “Laputa – Castello nel cielo”, è una delle mete più ambite dagli asiatici. Commercianti e ristoratori hanno adottato una segnaletica adeguata per ridurre il gap linguistico.

La città incantata del viterbese lascia sempre di stucco i suoi visitatori. È conosciuta nel mondo come “la città che muore”, perché le pareti di tufo e argilla si assottigliano sempre di più con erosioni che arrivano a 7 centimetri ogni dodici mesi. Nel 2013, a causa delle intemperie e delle ripetute precipitazioni, l’erosione calcolata era di 25 centimetri. Ma si sa, a tutto c’è rimedio. Grazie all’arrivo di alcuni personaggi famosi (come lo psicologo Paolo Crepet), ci sono stati degli investimenti nel borgo per la sua riqualifica e soprattutto per stabilizzare l’argilla su cui poggia.

Ad oggi, Civita conta 8 residenti, ma un flusso continuo di turisti. Un posto suggestivo che è riuscito a stregare Hayao Miyazaki, regista de “La città incantata (2000)” film d’animazione vincitore dell’Orso d’oro 2002 e dell’Oscar per miglior film d’animazione nel 2003. Il regista giapponese ha rivelato in un’intervista che il borgo della provincia di Viterbo è stato fonte di ispirazione per la realizzazione di “Laputa – Castello nel cielo”. Del resto, come non notare la somiglianza tra Laputa e Civita di Bagnoregio. La prima è un’isola sospesa nel cielo, una città-castello che viaggia nascosta dalle nuvole. La seconda è una città di origine etrusca fondata 2500 anni fa, arroccata su un acrocoro di tufo ed accessibile solo attraversando un ponte pedonale di 300 metri. È nelle giornate di nebbia che queste due città si assomigliano di più, poiché Civita sembra galleggiare come per incanto.

Sicuramente il film di Miyazaki ha avuto un ruolo fondamentale per l’affluenza di turisti asiatici. Da soli rappresentano, come riportato da Repubblica, il «60% del fatturato». La città nel corso del tempo si è dovuto adattare: sulle vetrine dei negozi sono affissi cartelli in lingua cinese e in lingua giapponese. Stessa storia per i menù dei ristoranti. Commercianti e ristoratori hanno dovuto colmare, quindi, un dislivello linguistico per venire incontro alla massa di turisti asiatici.

Nel 2017 Civita ha raggiunto 850 mila visitatori paganti e quest’anno, durante la giornata di Pasquetta, è stato raggiunto il record giornaliero di 13 mila paganti. Nel corso degli anni, per cercare di sopperire a un turismo che la città non riusciva a sostenere, Civita ha alzato il biglietto d’ingresso da 1,5 euro a 3 euro per i giorni feriali e 5 euro per quelli festivi.

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