Renzo Piano firma il restauro di Palazzo Ducale a Genova

da | 30 Ago 2026 | Promozione e valorizzazione

Trovati i finanziamenti per l’intervento da oltre 5 milioni di euro che riqualificherà il piano nobile: al centro del progetto l’Appartamento del Doge e il Loggiato Maggiore.

Genova avrà il suo Palazzo Ducale rinnovato, e a firmarne il progetto sarà Renzo Piano. La notizia arriva al termine di un incontro istituzionale tenutosi il 25 agosto al Collegio Romano, sede del Ministero della Cultura, tra il ministro Alessandro Giuli, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis. Al centro del colloquio la riqualificazione degli spazi espositivi di uno dei luoghi simbolo della città, per un investimento complessivo che supera i 5 milioni di euro.

Un progetto per restituire luce e respiro al piano nobile

L’intervento riguarda in particolare due ambienti: l’Appartamento del Doge e il Loggiato Maggiore, allestiti finora in modo provvisorio per ospitare il percorso espositivo del Palazzo. Le istituzioni coinvolte parlano apertamente di voler superare questa configurazione temporanea, per restituire respiro e piena leggibilità alla struttura storica.

Il cuore del progetto è la riapertura del loggiato: ricomporrà il percorso naturale tra la parte più antica del Palazzo e gli appartamenti del Doge, riportando la luce naturale in ambienti che oggi ne sono privi. Accanto al recupero delle decorazioni originarie, verrà realizzato un nuovo sistema espositivo flessibile e tecnologicamente avanzato, capace di coniugare l’architettura storica con le esigenze delle grandi mostre internazionali che il Palazzo ospita ormai da anni. L’idea, insomma, è trasformare gli spazi senza snaturarli, aggiornando la capacità del Ducale di accogliere eventi di richiamo mondiale pur mantenendone intatto il carattere monumentale.

Chi finanzia l’intervento

Il quadro economico preliminare, superiore ai 5 milioni di euro, nasce dalla convergenza di risorse pubbliche e private. Durante l’incontro nella capitale, il ministro Giuli ha annunciato che il Ministero della Cultura renderà disponibili alcune risorse della Soprintendenza da destinare ai lavori. Fondi che si aggiungono a quelli già assicurati dal Comune di Genova, dalla Regione Liguria, da Palazzo Ducale stesso e dalla Compagnia di San Paolo, completando così la copertura finanziaria dell’opera.

Renzo Piano e il legame con Genova

Non è la prima volta che Renzo Piano lascia il segno nella città che gli ha dato i natali. Nato a Pegli nel 1937, premio Pritzker nel 1998 e senatore a vita dal 2013, l’architetto ha un rapporto stretto con Genova che dura da decenni: basti pensare al Ponte San Giorgio, donato alla città dopo il crollo del Ponte Morandi nel 2018. Anche il restauro di Palazzo Ducale è stato definito dalla sindaca Salis un gesto di affetto dell’architetto verso la propria città. Un legame che nei prossimi mesi potrebbe farsi ancora più stretto: Palazzo Ducale starebbe infatti lavorando a una grande mostra internazionale dedicata proprio a Piano, in programma per il 2027, anno in cui l’architetto compirà 90 anni.

La storia di un palazzo che racconta la Repubblica

Le origini di Palazzo Ducale risalgono al Medioevo, quando l’edificio diventa sede del governo della Repubblica di Genova e vi si insedia il primo doge, Simon Boccanegra. Nel Cinquecento il Palazzo assume l’aspetto suntuoso richiesto dal prestigio della Repubblica: l’incarico va ad Andrea Ceresola, detto il Vannone, che nel 1591 dà vita a un edificio in stile manierista, solido e ben difeso. A questa fase risale anche la Cappella del Doge, affrescata a metà Seicento da Giovanni Battista Carlone.

Lo stile neoclassico che oggi caratterizza i Saloni di Rappresentanza, un tempo sede del Senato della Repubblica, nasce invece da un episodio drammatico: l’incendio del 1777, che distrusse parte del piano nobile e della facciata. La ricostruzione fu affidata a Simone Cantoni, a cui si deve anche la scala che porta il suo nome, capace di unire solidità strutturale ed eleganza formale nel collegamento tra loggiato e ultimo piano.

Superate le esigenze difensive, il Palazzo cambia funzione più volte, diventando prima sede amministrativa e poi giudiziaria. Nei primi decenni del Novecento un intervento diretto da Orlando Grosso riporta alla luce le tracce medievali dell’edificio e ripristina la facciata dipinta su piazza De Ferrari. Il volto attuale del Ducale è invece frutto del recupero condotto da Giovanni Spalla a partire dal 1980, che ha riscoperto l’unitarietà del progetto cinquecentesco del Vannone.

A testimoniare la fase medievale della costruzione resta oggi la Torre Grimaldina, simbolo del potere civico della Repubblica: dal XIV secolo fino ai primi del Novecento ha svolto anche la funzione di carcere, ospitando politici, cospiratori e anarchici.

Palazzo Ducale ospita oggi mostre, eventi e attività culturali e formative, ed è uno dei principali poli espositivi della Liguria.