Roma, Palazzo Farnese rinasce

da | 13 Lug 2026 | Turismo

Dal 1894 è sede dell’Ambasciata di Francia

Roma, Palazzo Farnese rinasce a 437 anni dal completamento della costruzione. Completato il restauro delle facciate e dei tetti della sede dal 1894 dell’Ambasciata di Francia, firmate da principi dell’architettura italiana: Antonio da Sangallo, Michelangelo, Vignola e Giacomo Della Porta

Un restauro dal valore di circa 8,5 milioni di euro

L’intervento di restauro è iniziato nel 2021dall’Ambasciata di Francia, l’École française de Rome e la Soprintendenza speciale per l’archeologia, le belle arti e paesaggio di Roma. Oggi le istituzioni festeggiano la conclusione dell’opera di restauro, che ha riportato agli antichi splendori i materiali utilizzati dai quattro protagonisti italiani. Spiega l’ambasciatrice Anne-Marie Descôtes, come riporta Roma Today: “Sono stati stanziati dal ministero francese dell’Europa e degli affari esteri e dal ministero francese dell’Istruzione superiore e della ricerca 8,5 milioni di euro comprensivi di tutte le spese per il restauro di Palazzo Farnese. L’impegno costante a prendersene cura esalta i valori condivisi tra Francia e Italia”. Ea giunge, come riporta Adnkronos: “Per me e per tutte le persone che lavorano a Palazzo Farnese è una grande felicità ed emozione riscoprire il Palazzo Farnese senza impalcatura. È stato un restauro appassionante quanto lo è la storia di Palazzo Farnese. Il Palazzo è la sede dell’Ambasciata e dell’Ecole ma è innanzitutto un patrimonio italiano di valore universale ed eccezionale”.

Gli interventi

L’attività ha visto quattro fasi: il restauro del tetto e della facciata che si affaccia su via dei farnesi oltre al rifacimento degli infissi; ancora il rifacimento del tetto, degli infissi e il restauro della facciata che si affaccia su via del Mascherone; una terza revisione degli infissi e la manutenzione della facciata principale su piazza farnese; infine, ancora un lavoro sugli infissi e il restauro del muro del giardino e del tetto sul lato del Tevere. Sostituite anche le finestre. Grande attenzione è stata data al restauro del muro di cinta, ricco di tracce archeologiche, come antiche porte carraie e finestre oggi murate. È stato restaurato anche lo stemma del gran cardinale Alessandro.

Non solo. Sono stati consolidati i paramenti in muratura e rivista la struttura della copertura in tegole antiche. Riviste anche le opere di falegnameria. In continuità con precedenti interventi, è stato ripreso il disegno originale di una finestra dipinta situata all’angolo della facciata su piazza Farnese. Gli elementi in muratura sono stati conservati, mentre gli ornamenti e i giochi di colore sulle facciate sono tornati a splendere.

Il restauro iniziato nel 2021 è in continuità con gli interventi precedenti, in particolare quello realizzato in occasione del giubileo del 2000. Come spiega Adnkronos, il progetto del restauro delle facciate e dei tetti è iniziato nel 2017. La committenza dei lavori è rappresentata dal service des travaux et batiments francais en Italie (Stbi) diretto da Matthieu Bourez. La direzione dei lavori è stata condotta dall’agenzia di Pierre-Antoine Gatier, progettista, Capo Architetto dei Monumenti storici e ispettore generale dei Monumenti Storici. Un comitato scientifico ha seguito tutte le fasi dei lavori.

Continua la ricerca

Brigitte Marin, direttrice dell’École française de Rome, ha spiegato, come riporta Roma Today: “Siamo lieti di celebrare la conclusione di questo lungo cantiere e grati per l’occasione che ci è stata offerta: quella di riscoprire e studiare nuovamente questo monumento emblematico, approfondendone la conoscenza. Con la rimozione delle ultime impalcature, si apre una nuova fase, dedicata all’analisi dei numerosi dati raccolti nel corso dell’intervento. L’École, fedele alla sua tradizione di studio dell’edificio che la ospita da oltre centocinquant’anni, si impegnerà con entusiasmo in questa nuova operazione di ricerca, che permetterà di aggiornare e ampliare le nostre conoscenze sulle modalità di costruzione e conservazione di questo eccezionale patrimonio architettonico”.

La Soprintendenza: “Poker di assi dell’architettura italiana”

Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma, ha spiegato, come riportano varie testate giornalistiche: “Antonio da Sangallo, Michelangelo, Vignola e Giacomo Della Porta: è un poker di assi dell’architettura italiana che, a cavallo tra rinascimento e barocco, ha firmato le splendide facciate di Palazzo Farnese. Questo restauro quindi si presentava particolarmente delicato e la sua riuscita si deve alla felice collaborazione di enti diversi, italiani e francesi e alla preziosa presenza di un comitato scientifico di esperti internazionali. La Soprintendenza speciale di Roma, con gli architetti Antonella Neri prima e successivamente Oliva Muratore, ha seguito tutte le fasi di questo lavoro, che restituisce alla città un capolavoro universale dell’architettura”.

La stori di Palazzo Farnese, un gioiello

Palazzo Farnese è un vero e proprio gioiello architettonico che custodisce straordinarie opere d’arte. Commissionato nel 1513 da Alessandro Farnese (1468-1549) – futuro papa Paolo III – e terminato nel 1589, è stato costruito sotto la direzione dei quattro grandi architetti precedentemente citati. Fra gli elementi più importanti, la Galleria Carracci, realizzata tra il 1597 e il 1608 dai fratelli Annibale e Agostino Carracci, esponenti del nuovo classicismo cinquecentesco: una magnifica volta di 20 metri affrescata con soggetti mitologici provenienti dalle Metamorfosi di Ovidio. Gli affreschi, tra giochi ottici e prospettici, sovrappongono scultura, pittura e architettura. La galleria di Palazzo Farnese, decorata principalmente da Annibale, è considerata ancora oggi il suo capolavoro e costituisce la più perfetta conclusione di un secolo e mezzo d’innovazioni pittoriche in Europa.

Non si può evitare di citare il Salone d’Ercole con arazzi del XVII secolo, i sarcofagi ornati di scene mitologiche e sormontati da sculture di navi da guerra romane, la Galleria di Murano, il Camerino anch’esso meravigliosamente affrescato da Annibale Caracci, la Sala dei Possedimenti, l’incredibile Vestibolo, il Cortile e il Giardino. Di grande fascino dei Sotterranei, che custodiscono alcuni reperti archeologici riconducibili a tre diversi periodi dell’Antica Roma, tra cui due meravigliosi mosaici a tessere bianche e nere, raffiguranti il primo animali e mostri marini, il secondo spettacolari acrobati circensi a cavallo, i Desultores. Dal 1874 il Palazzo è sede dell’Ambasciata di Francia e dall’anno successivo anche dell’École française de Rome, istituto di ricerca e biblioteca.