Domenica 24 maggio, oltre 450 luoghi esclusivi saranno visitabili
Torna domenica 24 maggio la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, giunta quest’anno alla sua 16ª edizione: oltre 450 luoghi esclusivi come castelli, rocche, ville, parchi e giardini saranno visitabili gratuitamente, in un’immersione nella storia che rende ancora oggi l’Italia un Paese di prestigio nel mondo.
Calabria, la Casina Carbone
Tanti i luoghi visitabili. Ne riportiamo qui solo alcuni esempi. In Calabria spicca la Casina Carbone, una masseria fortificata situata a Locri, in contrada Carbone, lungo la strada che collega il paese a Gerace. Fu costruita nel XVI secolo dalla famiglia Candida. Fin dalle origini svolse una duplice funzione: abitativa – durante i periodi di maggiore attività agricola – e difensiva, per proteggere il raccolto dalle incursioni dei briganti. La struttura, realizzata in pietra e calce e rivestita d’intonaco, si sviluppa su due piani, con muri perimetrali spessi circa 80 cm: al piano superiore si trovano gli ambienti abitativi, mentre al piano inferiore sono presenti sale di rappresentanza e una biblioteca con testi dei secoli XVIII e XIX. La Casina fa parte di un piccolo borgo rurale che comprende case coloniche, un frantoio e locali destinati al ricovero di macchinari e derrate alimentari.
Nelle immediate vicinanze si trova anche una cappella di proprietà della famiglia, tuttora consacrata, che fino agli anni Trenta del Novecento fu utilizzata come luogo di sepoltura. Durante la Seconda guerra mondiale, grazie alla sua posizione panoramica, la Casina fu occupata dal comando militare tedesco, che vi installò un punto di osservazione. Nel corso dei lavori di ristrutturazione effettuati negli anni Settanta furono rinvenuti anche residui bellici. Negli ultimi quindici anni il borgo, in gran parte abbandonato dai contadini ai quali erano state concesse in comodato d’uso le case coloniche, è stato oggetto di un importante intervento di recupero: le strutture ormai instabili sono state restaurate e l’area è stata valorizzata, anche attraverso la destinazione ad attività agrituristiche e a eventi. Dal 2007 la Casina è iscritta all’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), sezione Calabria. Dal 31 dicembre 2008 è inoltre vincolata e tutelata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Friuli-Venezia Giulia, Villa Florio Maseri
Villa Florio Maseri, situata nel cuore di Persereano, frazione di Pavia di Udine, è una raffinata dimora storica friulana che unisce eleganza architettonica e memoria culturale. Il complesso, risalente tra XVII e XVIII secolo secondo le diverse fonti, comprende la casa padronale, le barchesse, i rustici, la cappella di famiglia dedicata a Sant’Ignazio di Loyola e il giardino retrostante, testimoniando la tipica organizzazione della villa di campagna veneta-friulana.
Nata come residenza estiva della famiglia Florio, la villa era legata anche alla vita agricola del territorio, in particolare alla produzione vinicola, come suggerisce la presenza della cantina seminterrata. Oggi Villa Florio Maseri è un luogo di valorizzazione culturale, collegato alle attività della Fondazione Attilio Maseri e a iniziative di studio e restauro che ne rinnovano il ruolo nel presente.
Lombardia, la dimora Celadina – Villa dei Tasso
In Lombardia le visite sono per lo più legate ai cortili. Tra le ville, menzioniamo la dimora Celadina – Villa dei Tasso, a Bergamo. Villa dei Tasso prende il nome della famiglia Tasso, originaria del Cornello, in val Brembana; famiglia che, dall’inizio del 400 a tutto il 700, si diffonde in Europa gestendo le poste imperiali e papali. La Villa di Celadina fu costruita da quel ramo dei Tasso che, dalla metà del 400 gestirono le poste pontificie. La Villa era inserita in una grande proprietà terriera che, per fedecommesso, resterà sempre proprietà e dimora dei Tasso e solo nel 1881, dopo l’estinzione del ramo dei Tasso di Bergamo, verrà alienata. Costruita nei primi anni del 500 anticipa, nelle sue forme e strutture, le ville settecentesche: saloni, soffitti a volta e a cassettoni, con affreschi, stucchi e decorazioni di varie epoche incantano.
Piemonte, Villa Bona
In Piemonte, tra le novità spicca la Villa Bona, a Carignano (Torino). La ex Villa Bona, oggi di proprietà del Comune di Carignano, era in origine un palazzo medioevale, poi rinnovato in epoca barocca come residenza dei nobili Provana del Sabbione. A fine Ottocento fu acquistata dai fratelli Bona, industriali che la utilizzarono come residenza prossima al Lanificio da loro fondato. Negli anni 1931-32, Lorenzo Valerio Bona fece dipingere alcune sale del piano nobile dal pittore romano di famiglia perugina Adalberto Migliorati: restano, a testimonianza, lo Studio – con scene tratte dalla Saga dei Nibelunghi – e la Camera da letto, con Scene della Vita della Vergine. Nell’occasione della visita, saranno aperte ai visitatori altre sale dipinte normalmente inaccessibili.
Sicilia, Villa Vittoria
In Sicilia Villa Vittoria apre per la prima volta le sue porte in occasione della Giornata delle dimore storiche. E lo fa mostrando le sue stanze dalle atmosfere dalle Mille e una notte; seguirà il tour del giardino e, infine, il padrone di casa delizierà con una degustazione di olio prodotto all’interno della tenuta, da assaporare su fette di pane caldo.
Umbria, Villa Aureli
In Umbria, la Villa Aureli – a Castel Del Piano, alle porte di Perugia – è una delle ville più rilevanti. La visita alla dimora dura circa un’ora e comprende il giardino all’italiana, l’aranciera, le corti e la cantina. Villa Aureli sorge sulle vestigia di insediamenti etruschi (VI secolo AC), romani e medievali, le cui tracce sono visibili ancora oggi. La prima parte della costruzione attuale, risalente ai primi anni del Cinquecento, fu eretta dal capitano di ventura Giovanni Gregori. Passò nelle mani della famiglia Aureli con il matrimonio tra Filomena Gregori e Ottaviano Aureli nella seconda metà del secolo. Intorno al 1750 la villa divenne proprietà del conte Sperello Aureli, che l’ha ornata di affreschi, stampe, stucchi e mobili che possono essere ammirati ancora oggi. Migliorò anche il giardino all’italiana e l’aranciera e la arricchì di una vasta biblioteca, parte della quale è ancora conservata nella villa. Negli anni successivi la villa cambiò proprietà diverse volte, fino agli inizi del secolo scorso, quando, con le nozze tra Anna Meniconi Bracceschi e il conte Pieralvise di Serego Alighieri, discendente di Dante, divenne di proprietà della famiglia Serego Alighieri, tuttora proprietaria, che ne sta ancora oggi curando la conservazione.
Abruzzo, Palazzo Ardinghelli
Palazzo Ardinghelli, in Abruzzo, è uno degli esempi più importanti dell’architettura settecentesca aquilana, oggi sede del museo MAXXI L’Aquila. Ma ci sono anche altri interessanti luoghi da vedere, fra i quali l’Istituto superiore di Scienze religiose, Palazzo Alfieri e molti altri.
Campania, Astapiana Villa Giusso
La villa più suggestiva in Campania è Astapiana Villa Giusso a Vico Equense (Na). Paolo Sorrentino ha scelto Astapiana Villa Giusso per girare alcune scene del suo film ‘È stata la mano di Dio’. Villa Giusso già eremo Camaldolese è stato edificato nel 1600 e ha mantenuto le sue linee originali. Tra i vari ambienti pieni di fascino, si segnala la cucina maiolicata con riggiole settecentesche. In tempi recenti, sono stati ospitati molti premi Nobel. Nella tenuta che circonda la villa, è stato creato un parco bioenergetico con diversi percorsi.
Lazio, Rocca Farnese di Ischia di Castro
Il Palazzo Farnese di Ischia di Castro, noto anche come Rocca Farnese, è la prima residenza esistente della famiglia Farnese. Ranuccio Farnese il Vecchio nacque e morì in quella casa ed è stato uno dei pochi membri della famiglia che sono sopravvissuti all’attacco contro la sua famiglia in questa fortezza nell’anno 1395. Suo nipote divenne il Papa Farnese, Paolo III. Intorno al 1525, l’architetto Antonio da Sangallo il Giovane, iniziò a trasformare la rocca a tre torri in un vero e proprio palazzo rinascimentale, progetto che fu portato a termine solo in parte. Pierluigi Farnese, figlio di papa Paolo III, scrisse una lettera a nome dell’imperatore Carlo V nel 1527 firmando “dal mio palazzo d’Ischia”. Il palazzo è situato nell’ex Ducato di Castro, strategicamente importante, che era al confine tra la Toscana e lo Stato Pontificio. Questo Ducato Farnese rimase uno stato indipendente fino alla sua conquista da parte di Innocenzo X nel 1649 e il palazzo divenne proprietà della Camera Apostolica. Alla fine del XVIII secolo il palazzo passò sotto la proprietà dei Marchesi Capranica. Nel 1814 il Papa conferì allo scultore Antonio Canova il titolo di Marchese di Ischia. All’inizio del Novecento la famiglia Piermartini acquistò il palazzo e dal 2008 la proprietà è di proprietà di Stefano Aluffi Pentini.
Marche, Villa Miralfiore
A Pesaro, Villa Miralfiore è pronta a incantare. Si distingue per la sua architettura unica e il suo valore storico-artistico. Situata all’interno di un vasto parco cittadino, offre un’oasi verde e un’affascinante immersione nella cultura. La villa ospita il Museo del Vetro, un museo dedicato alle collaborazioni tra Vittorio Livi e grandi artisti contemporanei, oltre a un’esposizione di design con opere firmate da progettisti di fama mondiale. Il loggiato interno, incorniciato da colonne in granito, domina un elegante giardino all’italiana, raffinato esempio di ars topiaria tardo-rinascimentale.
Puglia, antico forno di San Luca
Non solo ville per l’importante giornata. A Bitonto (Ba) è pronto ad affascinare l’antico forno di san Luca. Forno a legna risalente al Medioevo, utilizzato dalle nobili famiglie della zona e da tutto il quartiere. Il forno ha un piano cottura di 32 mq. A Casamassella (Le) si potrà visitare uno splendido castello. I primi documenti sul castello di Casamassella e sul centro urbano che intorno ad esso si sviluppò risalgono al Medioevo, quando sotto il regno di Carlo d’Angiò il castello, circondato da un fossato dotato di un ponte levatoio, era la residenza fortificata del feudatario Ruggero Maramonte. Nel 1700 la sua funzione cambiò completamente e la costruzione fortificata, dalla severa architettura militare, divenne elegante palazzo nobiliare, ingentilito nella facciata da un balcone finestrato soprastante il portale centrale. In quegli anni il castello era di proprietà dei Marchesi de Marco. Nel 1800 i de Marco adottarono i fratelli De Viti tra i quali Raffaele, padre del celebre economista e meridionalista Antonio De Viti de Marco (1858-1943), difensore degli interessi economici del Mezzogiorno e autore di numerose opere di fama internazionale, tuttora di grande attualità. A donna Carolina e donna Giulia, madre e sorella dell’economista, sono dedicate le querce che si trovano nel cortile del palazzo. Le due donne, colte e impegnate, contribuirono a diffondere l’arte del fiocco di Casamassella. Molti ospiti illustri frequentarono i saloni del castello. Ricordiamo tra questi Benedetto Croce, la cui moglie era intima amica di donna Carolina.
Toscana, apre la dimora val di Romana.
In Toscana, a Sargiano (Arezzo) alcuni interni della dimora di Val di Romana come la cantina/molino, la cappella e il primo piano saranno visitabili gratuitamente tramite visita guidata. Villa Val di Romana è un antico convento benedettino, che fu chiuso all’inizio dell’Ottocento a seguito della soppressione napoleonica degli ordini religiosi. Al primo piano si trovano una loggia – oggi chiusa da finestre – e le stanze principali, che su questa si affacciano. Al piano terra si trovano invece la cappella, le cantine e il molino. Questo fu inizialmente utilizzato per la produzione di olio, e poi, successivamente, per la produzione di vino; qui sono presenti, oltre le attrezzature a suo tempo utilizzate, un torchio e una grande macina in pietra.
Veneto, Villa Zuppani
In Veneto, a Sedico (Bl), apre le porte Villa Zuppani. Visita al prato antistante la Villa, alla rimessa, all’ingresso, al salottino, alla cucina e all’androne del primo piano. Inoltre, c’è la possibilità di visitare la Casa del Baco, edificio ristrutturato di fronte alla Villa e dedito all’attività di gelsibachicoltura con la presentazione di prodotti relativi a questa attività e all’attività di artigianato di produzione di manufatti realizzati con il riciclo della carta da parte del laboratorio il Cartiere. La villa fu costruita dalla famiglia Pasa agli inizi del XVI secolo, come dimora di una famiglia contadina, costituita solo da un corpo di fabbrica centrale basso e dal porticato. La famiglia si estinse verso la fine dello stesso secolo.
Basilicata, l’ex convento domenicano
L’ex convento domenicano spicca a Potenza. Sarà possibile visitare il chiostro, il fondaco e uno dei locali posti al primo piano. Il convento fu fatto realizzare nel XVI secolo, quando i frati domenicani si trasferirono presso la Grancia della Serra. Nel 1600 i frati ristrutturarono la chiesa accanto, la affrescarono e realizzarono un progetto di ampliamento del convento, redatto nel 1762. Il convento cessò l’attività nel periodo Napoleonico e nel 1807 fu lasciato dai frati e acquisito dallo Stato per poi passare a privati.
Emilia-Romagna, casa Museo Nena
A Casalecchio di Reno sarà possibile visitare fra i vari luoghi la Casa Museo Nena, una storica villa di Ceretolo che custodisce la memoria di Maria Maddalena Garavini, affettuosamente conosciuta come Nena. Documentata fin dalla fine del Seicento, la villa è appartenuta a diverse famiglie bolognesi e conserva ancora oggi il suo fascino originale. La visita condurrà alla scoperta della storia della casa e delle famiglie che vi hanno abitato.
Liguria, l’Abbazia della Cervara
A Santa Margherita Ligure, si potrà visitare l’Abbazia della Cervara. L’origine della Cervara risale all’estate del 1361, quando venne posta la prima pietra per la costruzione di un monastero dedicato a San Girolamo su impulso dell’ordine dei monaci benedettini. Il complesso della Cervara è stato dichiarato monumento nazionale dal 1912.
Molise e Sardegna
Visitabili le fonderie Marinelli Agnone e Palazzo Petrecca, in Molise. Invece, in Sardegna, a Cagliari sarà visitabile il Palazzo Amat di San Filippo, precisamente l’appartamento marchionale. Il Palazzo è articolato su due piani (e un ammezzato sulla Piazza Indipendenza), presenta un finto bugnato sul basamento, finestre riquadrate, balconcini curvilinei in ferro battuto. L’andamento orizzontale dei prospetti è sottolineato dalle cornici marcapiano.
Trentino-Alto Adige,
A Telve i turisti potranno ammirare Palazzo Buffa. Il complesso di edifici che formano il Palazzo Buffa, posto nel cuore dell’abitato di Telve e che include un ampio parco recintato da un alto muro, è il risultato di numerosi interventi succedutisi nel corso di oltre quattro secoli di vita. La costruzione padronale, posta nella parte sud e ovest della proprietà, si presenta sviluppata su tre piani, oltre a due cantine, con una pianta a U. Il nucleo originario del palazzo risale alla fine del XV secolo e potrebbe essere stato ricavato da una più antica abitazione fortificata, come testimoniano le massicce murature, i soffitti a volta e le scritte latine sugli architravi delle porte.
Maria Pace Odescalchi: “Dimore storiche sono una risorsa viva per il presente e per il futuro”
Maria Pace Odescalchi, Presidente nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, dichiara in una nota: “La Giornata Nazionale A.D.S.I., giunta alla sua 16ª edizione, che si terrà domenica 24 maggio 2026, rappresenta uno dei momenti più alti e identitari della vita della nostra Associazione. L’apertura gratuita delle dimore storiche al pubblico non è soltanto un gesto di generosità, ma un atto di responsabilità culturale e civile. È attraverso questa condivisione concreta che possiamo dimostrare, con i fatti, il ruolo insostituibile svolto dai proprietari privati nella tutela, conservazione e valorizzazione di una parte fondamentale del patrimonio storico e artistico del nostro Paese. In un contesto in cui la conoscenza del patrimonio è condizione essenziale per la sua salvaguardia, la partecipazione dei soci assume un valore strategico: aprire le proprie dimore significa creare consapevolezza, rafforzare il rapporto con il territorio e con le istituzioni, e rendere visibile l’impegno quotidiano, spesso silenzioso, che ciascuno di noi sostiene per mantenere vivi questi beni straordinari. Il successo della Giornata Nazionale dipende in larga misura dall’adesione convinta dei soci. Ogni dimora aperta contribuisce a costruire un messaggio forte e unitario: le dimore storiche non sono un’eredità del passato, ma una risorsa viva per il presente e per il futuro”.






