Arte protagonista in autunno 2026 in Italia. Le mostre da non perdere

da | 31 Ago 2026 | Appuntamenti, Arte e Cultura, Istituzioni

Da Kandinsky al Divisionismo, da Hopper alla dinastia dei Brueghel, passando per l’influenza femminile

Riparte la stagione autunnale dei musei in Italia. Da Kandinsky al Divisionismo, da Hopper alla dinastia dei Brueghel, passando per l’influenza femminile, sono tanti e importanti i nomi che saranno protagonisti dell’arte a partire da settembre.

Kandinsky protagonista a Palazzo Bonaparte a Roma

La stagione si apre a Roma con un’esposizione di rilievo internazionale, dedicata ad uno dei più grandi interpreti del Novecento, il padre dell’astrattismo, Vassily Kandinsky. Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, Palazzo Bonaparte celebra l’artista che trasformò forme e colore in emozione pura con una retrospettiva che tutti aspettavano. Roma e l’Italia attendevano da oltre 25 anni il ritorno del Maestro dell’astrattismo: protagonisti i capolavori di Kandinsky provenienti da grandi istituzioni internazionali e dal Centre Pompidou, che ha potuto eccezionalmente prestare un nucleo generoso di opere grazie alla temporanea chiusura per restauri.

Curata da Angela Lampe, la mostra riunisce oltre settanta capolavori appartenenti al lascito della moglie Nina Kandinsky. Il percorso espositivo in cinque sezioni ripercorre l’intera storia dell’artista, da brillante avvocato a Mosca a pioniere delle avanguardie europee.

Tra le opere esposte spiccano icone assolute come Gelb-Rot-Blau (1925) e L’Arco nero (1912), composizioni tese a dimostrare come un dipinto possa suonare come una melodia e agire direttamente sull’anima. Un focus inedito e di travolgente intensità è dedicato a Gabriele Münter, esposta in Italia per la prima volta: rimasta nell’ombra di Kandinsky in quanto sua compagna di vita, la Münter – al centro di recenti esposizioni internazionali – viene riscoperta quale fondamentale esponente dell’Espressionismo. La mostra è arricchita da testimonianze dell’epoca, fotografie, elementi biografici e lettere intime.

Alla GAM di Milano via a una mostra personale di Shilpa Gupta

Per l’ottava edizione del programma Furla Series, Fondazione Furla e GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano annunciano una mostra personale di Shilpa Gupta, a cura di Bruna Roccasalva. L’esposizione prenderà il via il 15 settembre e durerà fino al 20 dicembre. Tra le voci più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale, Shilpa Gupta esplora temi quali il linguaggio, la censura, la mobilità e le strutture che modellano l’identità e la libertà degli individui. Attraverso una pratica multidisciplinare che spazia tra scultura, installazioni luminose, video, suono e performance, Gupta intesse dialoghi tra lingue e territori, tra singolarità e collettività, intimità e sfera pubblica.

La mostra presenta una serie di nuove produzioni pensate appositamente per gli spazi del museo e riassume gli elementi costitutivi del lavoro di Gupta, offrendo uno sguardo sulla ricerca che l’artista porta avanti da più di vent’anni. La mostra di Shilpa Gupta si inserisce nel quadro della partnership pluriennale tra Fondazione Furla e GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano, che dal 2021 presenta con cadenza annuale un progetto espositivo inedito, volto a mettere in dialogo l’arte contemporanea con gli spazi storici e la collezione permanente del museo.

Ferrara, a Palazzo dei Diamanti andrà in scena la mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky

A Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, andrà in scena dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 la mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità.  L’esposizione restituisce una stagione straordinariamente ricca di fermenti, sperimentazioni e talenti, attraverso le opere dei grandi protagonisti della pittura moderna europea. Tra questi, Gustave Courbet, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Jacoba van Heemskerck, Paul Signac, Odilon Redon, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Vasilij Kandinsky e Piet Mondrian. Accanto a loro, i maestri italiani: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni e Mario Sironi.

L’itinerario espositivo riunisce 120 lavori tra dipinti, disegni e incisioni, per la gran parte provenienti dalle collezioni del museo olandese, affiancate da una selezione appartenente a importanti raccolte pubbliche e private italiane. L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara ed è curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella.

Roma, il MACRO inaugura la stagione con la prima grande mostra museale italiana dedicata a Marialba Russo

Il 24 settembre il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma inaugura la stagione autunnale con un programma che intreccia fotografia, immagine in movimento e ricerca sonora, confermando il museo come luogo di produzione culturale, sperimentazione e dialogo tra discipline. Fulcro della nuova stagione è Sguardo rovescio, la prima grande mostra museale italiana dedicata a Marialba Russo, aperta dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, che riporta al centro una delle ricerche più originali della fotografia italiana del secondo Novecento. Il percorso espositivo riunisce sei nuclei fondamentali della produzione dell’artista degli anni Settanta restituendo la complessità di una ricerca che ha saputo anticipare temi oggi centrali nel dibattito contemporaneo, quali il corpo, il genere, il rito e la costruzione culturale dell’identità. La mostra è a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini. Negli spazi della sala video e della sala audio prende inoltre avvio il nuovo ciclo di programmazione con Maria’s Dream di Gaia De Megni e 52 Spaces di Robin Rimbaud (Scanner), in programma dal 24 settembre all’8 novembre 2026.

Bologna, Leonardo da Vinci ospite a Palazzo Pallavicini

Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e Innovazione è la mostra protagonista a Palazzo Pallavicini di Bologna dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027. L’esposizione presenta una trentina di modelli, realizzati in legno e altri materiali in uso all’epoca di Leonardo, seguendo i principi e i disegni originali del Genio del Rinascimento. Le opere sono state create da Giorgio Cegna, emerito docente e titolare della prima Cattedra di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme agli allievi provenienti dalla Pusa University di Assisi. La mostra è coordinata da Francesca Bogliolo e organizzata da Pallavicini srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci.

Milano, le Gallerie d’Italia presentano la mostra LIBERE! 1946-2026. Le conquiste delle donne

Le Gallerie d’Italia – Milano, dal 26 settembre 2026 al 7 febbraio 2027, presentano la mostra LIBERE! 1946-2026. Le conquiste delle donne, ideata e curata da Renata Ferri. Il progetto espositivo è promosso da iO Donna in collaborazione con Gallerie d’Italia – Milano. La mostra ripercorre quasi ottant’anni di conquiste femminili in Italia, a partire dal voto del 2 giugno 1946, simbolo dell’ingresso delle donne nella vita democratica del Paese.

Attraverso immagini provenienti da importanti archivi storici, vengono raccontate le battaglie, i cambiamenti sociali e le trasformazioni culturali che hanno segnato il cammino verso l’emancipazione. Il lavoro emerge come uno degli elementi centrali di questo percorso: dalle mondine del dopoguerra alle operaie e impiegate degli anni del boom economico, le donne diventano progressivamente protagoniste della società, superando ruoli e stereotipi tradizionali.

L’esposizione inoltre tratta la nascita e l’evoluzione del movimento femminista, le lotte per diritti fondamentali come il divorzio e l’aborto e le conquiste legislative che hanno rafforzato la libertà e l’autodeterminazione femminile. Accanto alle grandi mobilitazioni collettive, un omaggio speciale è dedicato alle donne che hanno contribuito alla storia italiana nei campi della cultura, della scienza, delle istituzioni e delle arti.

Il percorso si conclude con lo sguardo delle artiste contemporanee, che attraverso fotografie e opere multimediali raccontano le complessità del presente, ricordandoci che, se molto è stato conquistato, il cammino verso una reale parità è ancora aperto.

Modena, Palazzo dei Musei apre le porte a Robert Doisneau

Dal 24 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 l’ala nuova di Palazzo dei Musei a Modena accoglierà la grande mostra dedicata a Robert Doisneau, tra i più importanti interpreti della fotografia umanista francese del Novecento. Curata da Gabriel Bauret e realizzata in collaborazione con l’Atelier Doisneau di Parigi, l’esposizione, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, presenterà circa 150 fotografie originali in bianco e nero provenienti dall’archivio di Montrouge, luogo simbolo dell’attività del fotografo e custode di un patrimonio straordinario di immagini.

Attraverso fotografie realizzate tra gli anni Trenta e Sessanta nelle strade di Parigi e della sua periferia, la mostra racconta lo sguardo poetico e profondamente umano di Doisneau. Accanto a immagini iconiche come Le Baiser de l’Hôtel de Ville, il percorso presenta scatti meno noti ma altrettanto evocativi, capaci di restituire con ironia e delicatezza la poesia della vita quotidiana.

Firenze, Palazzo Strozzi presenta Broken. Il potere del frammento

Dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 a Palazzo Strozzi di Firenze andrà in scena Broken. Il potere del frammento, una grande mostra dedicata al tema del frammento nella storia della scultura dall’archeologia all’arte di oggi. Organizzata con la National Gallery of Art di Washington, l’esposizione riunisce straordinarie e affascinanti opere dall’antico Egitto a Michelangelo, dalla Grecia classica a Rodin, fino ad artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Francesco Vezzoli e Danh Vo.

La mostra è un invito a compiere un viaggio tra luoghi ed epoche diverse, dalle antiche civiltà del mondo egizio, etrusco e greco-romano alle culture premoderne degli attuali Messico, Mali, Perù e Cambogia. Opere dei principali maestri della storia dell’arte, tra cui Giovanni Pisano, Michelangelo, Auguste Rodin, sono affiancate alle sculture di artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo, che hanno assunto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. In occasione della mostra, inoltre, Palazzo Strozzi presenta una nuova installazione dell’artista olandese-belga Mark Manders, concepita per il Cortile rinascimentale.

Con oltre ottanta opere e reperti provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui il Metropolitan Museum di New York, il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra e il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico, la mostra indaga il frammento da un nuovo punto di vista: non come semplice resto di un’unità perduta, ma come oggetto autonomo, capace di custodire tracce di memoria e trasformazione.

Il frammento nasce come una precisa scelta oppure racconta una storia di cui porta ancora le tracce: iconoclastie antiche e moderne, guerre, rivoluzioni, vandalismi e calamità naturali, come l’alluvione di Firenze del 1966. Ne emerge una riflessione sul valore artistico, politico e simbolico che una scultura acquisisce in seguito alla propria rottura e sulla capacità del frammento di diventare strumento di conoscenza e immaginazione, presenza viva che continua a interrogare il nostro presente.

Milano, Palazzo Reale celebra Carla Cerati

Milano, dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 Palazzo Reale celebra il centenario della nascita di Carla Cerati con una grande antologica che restituisce la forza rigorosa e civile del suo sguardo. Fotografie, documenti, libri, materiali d’archivio e video raccontano il suo attraversamento del Novecento: dall’osservazione della città di Milano al progetto Morire di Classe, dai ritratti al teatro, fino alle ricerche sul corpo, la memoria e le trasformazioni sociali. Una mostra promossa da Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale, Pernice editori e Cluster-A. L’esposizione è curata da Elena Ceratti, Giovanna Calvenzi e Mariateresa Cerretelli.

I Brueghel a Palazzo Reale di Milano

Sempre a Palazzo Reale dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 la prima grande esposizione in Italia dedicata a una delle più influenti dinastie artistiche del Rinascimento europeo. La mostra I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa accompagna il visitatore in un percorso storico e artistico attraverso oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe, alla scoperta di una ‘dinastia’ di pittori che contribuì in modo decisivo, nei Paesi Bassi, in Italia e nel resto d’Europa, alla nascita dei futuri ‘generi pittorici’. Dai paesaggi innevati alle burrasche, dalle nature morte alla vita contadina fino alle battaglie, il sistema dei generi pittorici darà forma alla pittura moderna europea così come la conosciamo oggi. Una mostra Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE. Un progetto di Bernard Aikema curato da Carlotta Striolo.

Torino omaggia Marisa Merz

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino si uniscono per collaborare a una mostra in tre atti che celebra il centenario della nascita di Marisa Merz, realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT. Concepita per ripercorrere l’opera e l’eredità dell’artista nata a Torino il 23 maggio 1926, Marisa Merz – La danza delle ore è una retrospettiva senza precedenti e difficilmente replicabile nella sua completezza e profondità. In scena dal 29 Ottobre 2026 al 4 Aprile 2027.

La mostra riunisce un insieme straordinario di lavori, di cui alcuni inediti, a testimonianza di una vita creativa che continua a essere fonte di ispirazione e riscoperta artistica in tutto il mondo. I tre episodi della mostra danno l’opportunità di approfondire aspetti diversi quali il processo creativo e l’uso dei materiali, il tempo quotidiano come dimensione creativa e la casa come laboratorio alchemico, la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico. Nell’insieme la mostra intende dare conto della continua evoluzione e trasformazione che l’artista ha messo in atto lungo tutta la sua esistenza, dando vita a un’opera sempre aperta.

L’esposizione al Castello di Rivoli, curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, è l’occasione per ricostruire e proporre nuovamente al pubblico l’installazione E il naufragar m’è dolce in questo mare, importante progetto che Marisa presentò nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo per poi farne una nuova versione lo stesso anno alla 39. Biennale Arti Visive di Venezia. L’installazione, collocata nella Manica Lunga al terzo piano del Castello di Rivoli, sarà il fulcro espositivo da cui si dirameranno temi e ricerche quali: la tensione per la rivelazione dell’invisibile e la capacità dell’artista di visualizzare visioni metafisiche, rivelando il reale oltre le sue apparenze sensibili.

Inoltre, la mostra invita un gruppo di artiste che continuano alcuni elementi della pratica e della visione di Marisa a partecipare in una retrospettiva aumentata: Leonor Antunes (Lisbona, 1972), Micol Assaël (Roma, 1979), Beatrice Bonino (Torino, 1992), Miriam Cahn (Basilea, 1949), Tacita Dean (Canterbury, 1965), Thea Djordjadze (Tbilisi, Georgia, 1971), Lara Favaretto (Treviso, 1973), Daiga Grantina (Saldus, Lettonia, 1985), Armineh Negahdari (Teheran, 1994), Solange Pessoa (Ferros, Minas Gerais, Brasile, 1961).

La Fondazione Merz presenta, a cura di Beatrice Merz e Sébastien Delot, il lato più inatteso della ricerca dell’artista, attraverso una selezione di opere organizzate intorno all’idea di processo e trasformazione. Tema centrale è l’approccio di Marisa alla scelta e alla distribuzione dei materiali, insieme alla sua modalità del fare e comporre le opere: un apparente disequilibrio che si rivela in un equilibrio preciso, capace di far emergere le potenzialità nascoste di oggetti e materie. Le opere, talvolta apparentemente effimere, nascono da un processo di continua evoluzione, fatto di variazioni sottili attraverso cui l’artista si avvicina progressivamente all’essenza dei suoi soggetti.

Alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea verrà invece presentato, a cura di Chiara Bertola e Chiara Parisi, il capitolo più intimo della mostra, attraverso una lettura storica che si focalizza sugli aspetti più quotidiani e domestici della ricerca di Marisa Merz. Il percorso espositivo prenderà avvio dal concetto di casa-studio-laboratorio, lo spazio generativo e trasformativo per eccellenza, in cui la dimensione dell’arte coincide con quella della vita. La mostra è l’occasione per restituire al pubblico dopo un attento restauro del Centro di Conservazione e Restauro di Venaria l’opera in collezione GAM Living Sculpture, 1966.

Parma, in scena l’universo femminile

A Parma, dal 2 ottobre 2026 a lunedì 8 marzo 2027, le sale di Palazzo del Governatore ospitano oltre 60 opere provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma: dipinti, sculture, fotografie ed arazzi che compongono una sorprendente rassegna di sguardi tra figure reali e ideali dell’universo femminile. La mostra, dal titolo LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta oltre 60 opere allestite in 13 sale – dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi – che compongono una sorprendente rassegna di sguardi tra figure reali e ideali dell’universo femminile, lungo oltre due secoli di storia. Alcuni lavori sono di recente acquisizione, a partire da Nu Debout, il pastello del 1906 ca. di Pablo Picasso donato lo scorso anno dalla Cy Twombly Foundation.

Dalla Signora Ginoux (L’Arlesiana di Vincent van Gogh), moglie del proprietario del Café de la Gare di Arles, alla marchesa Luisa Casati, diva eccentrica e collezionista immortalata da Giovanni Boldini; dalla facoltosa aristocratica polacca Hanka Zborowska (la Signora dal collaretto di Amedeo Modigliani) a Carminella, figlia del popolo la cui storia il tempo ha lasciato nella penombra, ma non il pennello di Antonio Mancini; da Palma Bucarelli (la donna che rivoluzionò l’arte contemporanea italiana alla guida della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma) dipinta da Savinio, all’attrice Elsa Martinelli nell’interpretazione di Giosetta Fioroni. Un immaginario al femminile rivelatore e generatore di una moltiplicazione dell’Io di donne attraverso altre donne.

Hopper protagonista a Pisa

Edward Hopper: New York e oltre, dal 14 ottobre 2026 al 7 marzo 2027, è la mostra protagonista a Palazzo Blu di Pisa e organizzata da Barbara Haskell, curatrice del Whitney Museum of American Art, insieme a Caroline Webb, assistente curatrice del Whitney Museum of American Art. La grande mostra, con oltre 150 opere dedicata a uno dei più importanti artisti americani del Novecento, si articola in cinque sezioni che ripercorrono le principali fasi della vita e della carriera dell’artista.

Per quasi sessant’anni New York fu la casa di Edward Hopper, il luogo che più di ogni altro alimentò la sua ricerca artistica e divenne protagonista di molte delle sue opere più celebri. Tuttavia, la sua visione si formò anche attraverso viaggi, soggiorni e paesaggi che lo accompagnarono per tutta la vita: dalla scoperta di Parigi alle coste del New England, fino ai lunghi spostamenti attraverso gli Stati Uniti. Attraverso dipinti, acquerelli, disegni, incisioni e materiali d’archivio, la mostra racconta l’intero percorso creativo dell’artista, mettendo in luce il ruolo fondamentale che i luoghi ebbero nella costruzione del suo immaginario. Città, paesaggi, architetture e persone diventano così le tappe di un viaggio che permette di comprendere come Hopper abbia sviluppato quello sguardo unico e inconfondibile che ancora oggi continua ad affascinare il pubblico.

L’esposizione è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, organizzata dal Whitney Museum of American Art di New York con MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa.

A Biella, una grande mostra dedicata al Divisionismo

A Biella, una grande mostra dedicata al Divisionismo racconta uno dei momenti di più radicale rottura nella ricerca artistica italiana tra Ottocento e Novecento. Un viaggio tra luce, colore e sperimentazione che rivela l’attualità di un linguaggio capace di superare i propri confini e reinventarsi nel tempo. Dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027 Divisionismo 1900-1930. Il segno dell’avanguardia in Italia, a cura di Niccolò D’Agati e Sergio Rebora, prende forma negli spazi di Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero. Due sedi per una narrazione ampia e articolata che racconta la trasformazione del Divisionismo da fenomeno prevalentemente lombardo e piemontese a linguaggio nazionale, capace di influenzare profondamente le nuove generazioni di artisti. Attraverso oltre 150 opere – dai capolavori di Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Emilio Longoni, Plinio Nomellini, fino a protagonisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Luigi Russolo e Guido Marussig – il progetto propone una rilettura del Divisionismo concentrata sulla sua evoluzione nel XX secolo, quando si afferma come uno dei linguaggi più innovativi della ricerca d’avanguardia.

Immagine in evidenza Vassily Kandinsky, Gelb-Rot-Blau (Jaune-rouge-bleu), 1925 – Olio su tela – 128×201,5 cm – Donazione di Nina Kandinsky, 1976 – Centre Pompidou, Parigi, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle.