Dal Grand tour al turismo di massa, l’Istat scatta una foto dell’Italia che cambia

da | 20 Lug 2026 | Promozione e valorizzazione, Turismo

In atto una vera e propria rivoluzione digitale

 

‘Dal Grand tour al turismo di massa’. Disponibile il nuovo report dell’Istat, che fotografa la trasformazione del turismo in Italia nel tempo. Dal 1924 al 2025 le notti trascorse negli alberghi italiani sono decuplicati, aumenta la presenza degli stranieri, si diffondono sempre di più gli alloggi in affitto e si assiste a una vera e propria rivoluzione digitale del turismo.

Crescono le presenze turistiche

Tra il 1924 e il 2025, le presenze – cioè le notti trascorse negli alberghi italiani – sono quasi decuplicate passando da 32 a 288 milioni e superano i 535 milioni considerando anche le strutture ricettive extra-alberghiere, in forte sviluppo negli anni più recenti. Tra i passaggi salienti di questa evoluzione nel tempo, la nascita del turismo di massa negli anni Sessanta – col raddoppio delle presenza in un decennio –  favorito dal boom economico e dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, alcune battute d’arresto come la contrazione del 52,3% nel 2020 per la pandemia da Covid-19 – concentrata nella componente straniera – e l’accelerazione dell’internazionalizzazione, favorita dal trasporto aereo low-cost, con una quota di presenze estere, che tra il 1990 e il 2025 cresce dal 33,6 al 55,3% del totale.

L’apporto del turismo all’economia

L’apporto del turismo all’economia è rilevante: secondo il Conto satellite del turismo, infatti, nel 2023 le attività turistiche hanno dato un contributo diretto al Pil del 5,0%, e un ulteriore 4,6% di natura indiretta, ascrivibile agli effetti della domanda turistica sugli altri settori produttivi. La crescita del turismo italiano si inserisce in un contesto di forte espansione dei flussi turistici in Europa, dove l’Italia ha storicamente un ruolo da protagonista. Nel 19952, con 286 milioni di notti trascorse, l’Italia era la prima destinazione dell’Unione europea per numero di presenze (totali e straniere) negli esercizi ricettivi; nel 2024 è superata – in totale e soprattutto per la componente estera – dalla Spagna e seguita a poca distanza da Francia e Germania, dove però il contributo della componente nazionale è molto più elevato.

I turisti stranieri in Italia

La provenienza dei turisti stranieri in Italia è cambiata considerevolmente. Nel 1962, quando le presenze straniere rappresentavano poco più del 30% del totale, quasi l’85% di queste originavano da sette Paesi e la Germania da sola rappresentava quasi quattro presenze straniere su 10; nel 2025 (con le presenze straniere divenute maggioritarie) il 42% proviene da altri Paesi e la quota extra-europea rappresenta un quarto del totale. La Germania riveste comunque un ruolo importante, con il 23,6%. A seguire gli USA, con 9,5%, Francia (6,4%), Regno Unito (5,7%), Svizzera (4,5%), Paesi Bassi (4,4%) e Austria (3,8%).

Le regioni con maggiori presenze turistiche

Nel 19623 i tre quarti delle presenze turistiche erano concentrate in sette regioni del Centro-Nord: Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Lombardia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Lazio, mentre quelle nel Mezzogiorno rappresentavano appena l’11,7% del totale. Nel 2025 continua a persistere una forte concentrazione dei flussi turistici, ma raddoppia il peso del Mezzogiorno e si riduce sensibilmente la quota di Emilia-Romagna e Liguria. Nel 2025, il Veneto è la regione con maggiori presenze, tra italiani e stranieri. Seguono Lazio, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna. L’aumento della componente straniera ha contribuito a modellare le direttrici dei flussi turistici: nel 1962 era maggioritaria solo in Trentino-Alto Adige e Lazio e oggi rappresenta oltre la metà delle presenze in 11 regioni, pur restando concentrata in poche, soprattutto in Veneto, Lazio, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Toscana.

Boom di turisti a Roma

Tra il 2015 e il 2025 Roma, Milano, Venezia e Firenze si confermano stabilmente ai primi quattro posti per numero di presenze e accrescono di tre punti percentuali il proprio peso sul totale nazionale, al 17,2%. L’incremento di quota è interamente ascrivibile a Roma che, da sola, nel 2025 ha totalizzato il 9,4% delle presenze complessive; nello stesso periodo, Napoli migliora la propria posizione, passando dal 15° al 12° posto della graduatoria dei comuni con il maggior numero di presenze. Nei principali comuni prevalgono nettamente le presenze dei turisti stranieri, che nel 2025 rappresentano oltre i tre quarti del totale a Roma, Milano, Venezia e Firenze e poco più del 60% a Napoli.

Aumenta il peso degli alloggi in affitto

Nel medesimo arco temporale, limitatamente alle tipologie ricettive rilevate in modo omogeneo nel periodo considerato, diminuisce di 7 punti il peso degli esercizi alberghieri (a circa il 60%) e aumenta in maniera equivalente quello degli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (al 16,7%). Le quote delle altre tipologie ricettive rimangono invece sostanzialmente stabili: campeggi e villaggi turistici intorno al 15%, agriturismi intorno al 3,5%, B&B all’1% e tutto il resto, tra cui rifugi, case per ferie e ostelli, intorno al 4%.

La rivoluzione digitale dell’ospitalità fa crescere la diffusione degli alloggi turistici

Si assiste secondo l’Istat a una vera e propria rivoluzione digitale dell’ospitalità. Uno dei fenomeni più significativi degli ultimi anni è la rapida diffusione degli alloggi turistici commercializzati attraverso le piattaforme digitali. Questi hanno ampliato le possibilità di promozione e prenotazione – in particolare delle abitazioni destinate ai brevi soggiorni – favorendo l’ingresso nel mercato turistico di un numero crescente di alloggi precedentemente esclusi dai circuiti tradizionali della ricettività e contribuendo ad ampliare e diversificare l’offerta. In Italia, nei sei anni tra il 2018 e il 2024 le notti prenotate in alloggi tramite le principali quattro piattaforme (Airbnb, Booking.com, Expedia Group e TripAdvisor) sono quasi raddoppiate (+92%), passando da circa 66 a quasi 127 milioni. La pandemia rappresenta un’interruzione brusca ma temporanea di questa crescita: nel 2020 i pernottamenti scendono a 30,3 milioni (-60% rispetto al 2019), per poi recuperare rapidamente e superare già nel 2022 i livelli pre-pandemici, raggiungendo un nuovo massimo storico nel 2024.

In Italia circa tre notti su quattro prenotate tramite tali piattaforme sono riconducibili a clienti stranieri, una quota rimasta sostanzialmente stabile nel tempo, a eccezione del biennio 2020-2021, per effetto delle restrizioni ai viaggi internazionali: si tratta di un’incidenza nettamente superiore sia alla quota di presenze straniere, sia alla media europea, poco oltre il 60%. Il fenomeno nazionale presenta caratteristiche analoghe nel contesto europeo: tra il 2018 e il 2024 nel complesso dell’Ue27 le notti prenotate tramite piattaforme sono passate da 442 a oltre 854 milioni (+93%). In questo scenario l’Italia si colloca stabilmente al terzo posto, alle spalle di Francia e Spagna, con una dinamica di crescita sostanzialmente in linea con la media europea.