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Le 5 scoperte archeologiche del 2022 candidate per la 9ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”

da | 4 Giu 2023 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno annunciato i nomi delle 5 scoperte archeologiche del 2022 candidate alla vittoria del premio dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”. Il premio, giunto alla 9ª edizione e intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è assegnato in collaborazione con le testate internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).
Il Premio, assegnato alla scoperta archeologica prima classificata, sarà selezionato dalle 5 finaliste segnalate dai Direttori di ciascuna testata e sarà consegnato venerdì 3 novembre, in occasione della XXV BMTA in programma a Paestum dal 2 al 5 novembre 2023, alla presenza di Fayrouz e Waleed Asaad, archeologi e figli di Khaled.
Inoltre, sarà attribuito uno “Special Award” alla scoperta, tra le cinque candidate, che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico nel periodo 5 giugno – 5 ottobre sulla pagina Facebook della Borsa (www.facebook.com/borsamediterraneaturismoarcheologico).
Le cinque scoperte archeologiche del 2022 finaliste della 9ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” sono:
· Egitto: nell’antica necropoli di Saqqara a Giza, a circa 30 km a sud del Cairo, la piramide della regina Neith con 300 bare e 100 mummie
Da anni gli archeologi scavano a Saqqara, un altopiano sabbioso usato per costruire grandiosi monumenti funebri, oggi considerato uno dei principali siti archeologici di Giza. Sono stati trovati 22 pozzi interconnessi, che vanno da 9 a 18 metri, tra cui un enorme sarcofago in pietra calcarea e 300 bare del periodo del Nuovo Regno, noto anche come Impero Egiziano. All’interno delle bare gli archeologi hanno trovato i corpi di mummie ben conservate, almeno cento quelle identificate.

· Guatemala: le tracce del più antico calendario Maya
Sul frammento di un antico murale trovato nel sito archeologico di San Bartolo sono state individuate iscrizioni che risalgono a 150 anni prima dei più antichi ritrovamenti del calendario Maya finora noti. Il frammento #6368, ritrovato presso la struttura di Ixbalamque e datato al 300-200 a.C., usando la tecnica al radiocarbonio, raffigura l’immagine del dio Maya del mais, del periodo tardo preclassico.

· Iraq: dal fiume Tigri nel bacino idrico di Mosul riappare una città dell’età del bronzo
Per decine di anni sommersa, dopo una prolungata siccità, un gruppo di archeologi curdi e tedeschi dell’Università di Friburgo ha potuto effettuare scavi in una città di 3.400 anni fa.
La città potrebbe essere l’antica Zachiku, un importante centro dell’impero Mitanni, al potere tra il 1550 e il 1350 a.C., situata vicino al sito archeologico di Kemune. Gli archeologi sono riusciti a ricostruire gran parte della pianta della città e a portare alla luce alcuni grandi edifici finora sconosciuti.

· Italia: in Toscana nella provincia di Siena, a San Casciano dei Bagni dal fango riaffiorano 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana
Risalenti a un periodo compreso tra il II secolo a.C. e il I d.C., sono state protette per 2.300 anni dal fango e dall’acqua bollente delle vasche sacre del santuario votivo insieme a monete, ex voto e iscrizioni latine ed etrusche. Il santuario, esisteva almeno dal III secolo a.C. e rimase attivo fino al V d.C., quando, in epoca cristiana, venne chiuso ma non distrutto. Le vasche furono sigillate con pesanti colonne di pietra e le divinità affidate con rispetto all’acqua, per cui rimossa quella copertura è di fatto “il più grande deposito di statue dell’Italia antica”. Le statue, cinque delle quali alte quasi un metro, sono perfettamente integre e sono state realizzate con tutta probabilità da artigiani locali

· Turchia: a Midyat, nella provincia di Mardin, una grande città sotterranea risalente a 2.000 anni fa
Nell’Anatolia sudorientale, è stato scoperto un complesso risalente tra il II e il III secolo d.C.: “Midyat è stato utilizzato ininterrottamente per 1.900 anni, originariamente progettato come un nascondiglio o una zona di fuga. Lungo il tunnel di ben cento metri in luoghi diversi sono state trovate 49 stanze, alcune adibite a chiese e sinagoghe. Ci sono magazzini, inoltre, vari pozzi d’acqua e alcune decorazioni abbellivano le mura in diverse aree.

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