Sarà il “Turismo delle radici” o turismo di ritorno al centro delle iniziative, nei prossimi due anni, che Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo ( Cram) metterà in campo per promuovere progetti di valorizzazione del turismo in Abruzzo. Se ne è discusso nell’assemblea annuale del Cram alla presenza del presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, dei consiglieri componenti del Cram, Roberto Santangelo, Sara Marcozzi e Sabrina Bocchino, e dei 30 delegati provenienti da ogni parte del mondo. Sul tema del “Turismo delle radici” sono intervenuti il consigliere d’Ambasciata Giovanni Maria De Vita, responsabile per il ministero degli Esteri del progetto nazionale, e Marina Gabrieli (coordinatrice nazionale del progetto sul turismo delle radici).
Al “focus” sul Turismo delle Radici hanno preso parte, tra gli altri, il consigliere d’Ambasciata Giovanni Maria De Vita, responsabile per il ministero degli Esteri del progetto nazionale, e Marina Gabrieli, coordinatrice nazionale del progetto sul turismo delle radici).
Nel 1997 l’ENIT inseriva nella categoria «Turista delle Radici» 5,8 milioni di viaggiatori che visitavano il nostro paese. Nel 2018, undici anni dopo, questo numero era aumentato a 10 milioni (+72,5%). Nel 2018 il flusso economico in entrata generato dal Turismo delle Radici è stato pari a circa 4 miliardi di euro +7,5% rispetto all’anno precedente (fonte MAECI). Un milione e un milione e 200mila sono i discendenti di emigrati abruzzesi nel mondo, che risiedono soprattutto nelle Americhe, in Australia, in Sud Africa e nei Paesi europei.
Il Ministero della Cultura, responsabile dell’investimento PNRR “Attrattività dei Borghi” dotato di 1,02 miliardi di €, ha girato al MAECI 20 milioni destinati alla specifica azione “Turismo delle Radici- Una strategia integrata per la ripresa del settore del Turismo in Italia post covid 19” con l’obiettivo di promuovere all’estero la innovativa ed originale esperienza del Turismo delle Radici detto anche Turismo di ritorno, a beneficio proprio dei Borghi italiani, che da soli mai potrebbero mettere in atto una strategia di comunicazione verso l’estero.
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