Inaugurata a Firenze la prima parte del Mundi, Museo nazionale della lingua italiana

da | 8 Lug 2022 | Soft Power italico

 Due stanze, per un iniziale e incompleto avvio di di quello che verrà chiamato Mundi (Museo nazionale della lingua italiana), che verrà completato nel 2023. Inaugurazione maestosa con il ministro Dario Franceschini, per un’iniziativa ideata per l’ex monastero della Santissima Concezione, dentro al complesso di Santa Maria Novella, per raccontare l’origine della nostra lingua

Dal latino al volgare con l’attività di divulgazione di Dante fino ad arrivare al manuale di cucina di Pellegrino Artusi. A regime il museo disporrà di una zona espositiva di 2.000 metri quadri;disporrà di aree storiche ma anche interattive e multimediali. Il comitato scientifico è costituito da Luca Serianni, Giuseppe Antonelli, Francesco Bruni, Michele Cortelazzo, Paolo d’Achille, Nicoletta Maraschio, Marco Mancini e Lucilla Pizzoli. 

 Il progetto ha trovato un grande impulso da parte del governo durante le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, e in seguito a un investimento di quattro milioni, oggi comincia a concretizzarsi. 

Oltre che condurre i visitatori alla conoscenza della storia della lingua italiana, il museo vuole essere anche un riferimento per tutti gli studiosi e i ricercatori. “Si parlava da anni di un luogo destinato alla lingua italiana, nei 700 anni della morte di Dante Alighieri c’è stata occasione di riprendere questo progetto, e la scelta non poteva che ricadere su Firenze per mille ragioni. E’ un luogo spettacolare, storico. Questo primo lavoro è stato frutto di una grande ricerca scientifica. Il museo progressivamente verrà concluso, sarà un luogo vivo non soltanto di esposizione, ma di studio, di ricerca e vedrà il coinvolgimento delle scuole”. 

Il Mundi, luogo che già dal nome richiama il rapporto indissolubile tra la lingua italiana e il latino, sarà gestito da una fondazione partecipata dal Comune, lo Stato, l’università e le altre istituzioni che sono impegnate nella divulgazione e conoscenza della lingua italiana, come la Crusca e la Treccani. 

L’allestimento evidenzierà anche il legame tra l’italiano contemporaneo e i dialetti e le minoranze linguistiche e la diffusione dell’italiano nel resto del mondo per via dell’emigrazione

L’iniziativa è stata sostenuta dall’Accademia della Crusca, dall’Accademia dei Lincei, dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dall’ASLI (Associazione per la Storia della Lingua italiana) e dalla Società Dante Alighieri

Fortemente desiderato dal linguista Luca Serianni, che è alla guida di un importante comitato scientifico, il Museo nazionale dell’Italiano è stato anticipato da diverse altre iniziative, come ad esempio la grande esposizione del 2003 “Dove il sì suona”, avviata agli Uffizi dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, coordinata dalla Società Dante Alighieri e visitata da un milione e 300mila persone. 

Nella prima sala i visitatori vengono accolti da un lungo fregio illuminato che unisce le quattro pareti: vi è riportato il “sì”, in italiano e poi tradotto in molte altre lingue del mondo. È un chiaro riferimento ai versi di Dante, «Le genti del bel paese là dove sì suona», dal XXIII canto dell’Inferno in cui il poeta parla degli italiani politicamente molto divisi ma accomunati da una stessa, seppur ancora embrionale, lingua, che incontrerà il suo culmine poetico proprio nella Divina Commedia. 

Per interessare i più giovani è stato inserito un corposo apparato multimediale con diversi video, con l’aiuto di una voce narrante, sull’italiano scritto e parlato, il legame molto vivo con i dialetti, la presenza di termini italiani nel mondo. Così il Mundi, a partire dal 2023 convivrà con il Multi, il Museo multimediale della lingua italiana, gestito da Giuseppe Antonelli.