L’intervento, realizzato nell’ambito del PNRR – Caput Mundi, restituisce al pubblico nuovi spazi e importanti testimonianze della Roma imperiale, tra cui l’affresco della Città Dipinta e il Grande Mosaico.
Si è concluso l’intervento di restauro e valorizzazione della grande esedra e della galleria sotterranea delle Terme di Traiano. Realizzato nell’ambito del programma PNRR – Caput Mundi, il progetto ha consentito il recupero delle decorazioni della Città Dipinta e del Grande Mosaico e la riqualificazione degli spazi dedicati al pubblico, mentre l’ampliamento degli scavi ha portato alla luce nuove testimonianze della stratificazione dell’area. Il complesso archeologico sarà nuovamente visitabile a partire dal 12 settembre 2026, con visite guidate gratuite e accessi sperimentali in piccoli gruppi.
Le Terme di Traiano e la grande esedra
Il progetto di riqualificazione delle Terme di Traiano ha consentito di approfondire la conoscenza delle diverse fasi della storia monumentale del Colle Oppio, dall’età neroniano-flavia al grande impianto termale traianeo (I-II secolo d.C.) che si estendeva su circa 60.000 metri quadrati e fu costruito per volontà dell’imperatore Traiano su progetto di Apollodoro di Damasco.
L’intervento ha interessato soprattutto la grande esedra sud-occidentale, che misura circa trenta metri di diametro e conserva le tracce di una probabile funzione culturale. Le due file di nicchie erano verosimilmente destinate ad armadi per libri e documenti, mentre i gradoni dovevano accogliere i partecipanti a letture e riunioni pubbliche. Davanti alla struttura correva un portico sostenuto dalla galleria sotterranea, che oggi custodisce la Città Dipinta e il Grande Mosaico.
Il restauro della Città Dipinta e del Grande Mosaico
Considerati un unicum nel panorama archeologico romano per qualità stilistica e superficie conservata, la Città Dipinta e il Grande Mosaico rappresentano due degli esiti più rilevanti dell’intervento di restauro.
La Città Dipinta è un affresco di circa dieci metri quadrati che appartiene a un edificio precedente alla costruzione delle Terme di Traiano e raffigura, in una veduta a volo d’uccello, una città cinta da mura e torri, con edifici rappresentati in prospettiva.
Il Grande Mosaico, invece, è una decorazione parietale appartenente a un’ampia sala sulla quale si affaccia un ninfeo. Sulle pareti, il mosaico disegna una struttura architettonica identificata come una scaenae frons teatrale, articolata in due registri nei quali compaiono statue e personaggi reali.
Il restauro di entrambe le opere ha previsto un trattamento biocida preventivo, la rimozione dei depositi superficiali, il consolidamento e le necessarie stuccature.
Le nuove scoperte archeologiche
Le indagini archeologiche e l’approfondimento dello scavo, condotti nell’ambito del progetto PNRR, hanno consentito di acquisire elementi inediti sulla complessa stratificazione dell’area e di riportare alla luce un’ulteriore fascia decorata a mosaico, con una veduta di città portuale formata da una serie di edifici probabilmente affacciati sul mare e riconducibili al motivo delle cosiddette “ville marittime”.
Più in profondità, al di sotto della decorazione musiva, sono stati inoltre individuati i resti di un rivestimento a grandi lastre marmoree e, al centro della parete, una nicchia, anch’essa decorata in marmo e alta circa 2,20 metri.
Questi rinvenimenti permettono di ricostruire con maggiore precisione le imponenti dimensioni dell’ambiente, le cui pareti dovevano raggiungere circa dodici metri di altezza.
Nuovi percorsi e accessibilità
Alla valorizzazione delle decorazioni e all’ampliamento degli scavi si affiancano gli interventi pensati per accompagnare il pubblico nella visita e rendere più accogliente l’intero complesso, dalla galleria alla sovrastante esedra.
L’ambiente adiacente all’ingresso della galleria ospita un punto di accoglienza e un bookshop, mentre una nuova passerella collega le due parti della galleria al di sopra del vano del Grande Mosaico.
Nell’area dell’esedra, il progetto ha previsto invece indagini sulla vulnerabilità sismica e strutturale, comprese prove di carico sulla volta della galleria sottostante. Completano la riqualificazione nuovi percorsi pedonali, aree di sosta panoramiche e un sistema di sedute a cavea, ideato per accogliere concerti, conferenze ed eventi.
Gualtieri: “Restituiamo alla città un luogo meraviglioso”
“Con questo intervento restituiamo alla città e rendiamo finalmente fruibile un luogo meraviglioso, nel cuore del Colle Oppio – ha dichiarato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri –. Il restauro della Città Dipinta e del Grande Mosaico, racconta anche la straordinarietà di una città in cui ogni intervento sul patrimonio può riportare alla luce nuovi frammenti di storia e arricchire la conoscenza del nostro passato. È questo uno degli obiettivi più importanti di Caput Mundi, un programma che ci ha consentito di restituire a romani e visitatori luoghi per troppo tempo poco conosciuti o non accessibili”.
Come visitare le Terme di Traiano
L’apertura al pubblico inizierà in via sperimentale, con visite guidate gratuite e accessi limitati a piccoli gruppi per monitorare e valutare l’impatto della presenza dei visitatori sulla conservazione delle opere.
Le prime aperture sono previste sabato 12 e domenica 13 settembre 2026. Per il mese di settembre, la galleria sotterranea e l’esedra saranno visitabili solo nel fine settimana.
A partire dal 2 ottobre, le visite si svolgeranno dal venerdì alla domenica, con sei turni giornalieri alle ore 10, 11, 12, 13, 14 e 15. Ogni fascia oraria potrà accogliere un massimo di 15 partecipanti.






